Venticinque anni di storia e di impegno nel settore del recupero dei tossicodipendenti cancellate da quella che appare un’operazione di spoil system pianificata dalla giunta capitolina guidata dal sindaco Gianni Alemanno. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dalla Comunità di recupero ‘Il Cammino’ unitamente al sindaco di Città della Pieve Riccardo Manganello nel corso della conferenza stampa tenuta a Perugia martedì a Palazzo Donini. Conferenza a cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il capogruppo del Prc-Fds in regione Damiano Stufara e i parlamentari pd Walter Verini e Francesco Ferrante.
Il vecchio lascito La comunità per tossicodipendenti di Città della Pieve, nata su un appezzamento di terreno appartenente alla Capitale per un vecchio lascito, sta dunque per cambiare gestione ma il motivo resta avvolto nelle nebbie di logiche che nulla sembrano avere a che fare con il funzionamento del servizio. Secondo il presidente della cooperativa Il Cammino Stefano Regio «non c’è stata nessuna valorizzazione dell’esperienza maturata, nessun riconoscimento del rapporto con il territorio costruito negli anni, nessun rispetto per chi in quel servizio ci lavora da decenni con professionalità e passione. Molte persone resteranno senza lavoro, mentre gli utenti perderanno i loro operatori di riferimento e verranno esposti al rischio di abbandonare il servizio; avevano scelto questa comunità per il suo alto profilo e per la peculiarità del metodo di lavoro, pensavano di aver diritto alla continuità della cura e invece si trovano a dover subire un’interruzione per motivi incomprensibili».
Manganello: pievesi preoccupati «La cooperativa Il Cammino – spiega ancora il suo presidente – ha partecipato a tre delle gare dei servizi messi a bando e, a seguito dell’accesso agli atti, ha assunto la decisione di intraprendere per tutti e tre la via dei ricorsi al Tar del Lazio». Il sindaco Manganello ha sottolineato la relazione virtuosa che si è instaurata negli anni tra la comunità e la sua città e ha lanciato un allarme: «D’ora in poi, per entrare in comunità – spiega Manganello – non ci sarà più bisogno di esibire un certificato di tossicodipendenza e, in assenza di controllo da parte del servizio pubblico, non vi sarà alcuna garanzia che ad usufruire della struttura saranno persone bisognose di cure e non delinquenti alla ricerca di un’occasione per scontare pene alternative al carcere. E questo è uno degli elementi che inquieta la comunità di Città della Pieve». «I cittadini pievesi hanno sempre preso parte alle scelte che coinvolgevano le due amministrazioni comunali: un protocollo e agli accordi tra i due Enti – precisa ancora Manganello – che hanno garantito una forma di partecipazione a quanto accadeva nella Comunità terapeutica, accolta dalla città e considerata come parte della collettività locale: ma rispetto a quanto accade oggi, è tutta un’altra storia».
Ferrante: è spoil system Parla direttamente di spoil system il senatore Ferrante. «Una storia cominciata nei primi anni ‘80, quando un gruppo di madri disperate lottava per togliere i figli dalla strada e dall’eroina. Da allora – sostiene Ferrante – la cooperativa ha dato dimostrazione di competenza e totale integrazione col territorio, anni di lavoro vengono epurati dall’amministrazione Alemanno in favore di associazioni create ad hoc sotto l’egida di un tentativo del tutto ideologico e fallimentare di punire i tossicodipendenti, piuttosto che assisterli. Seguirò dunque l’evolversi della situazione, anche in ragione dell’interrogazione parlamentare che ho presentato in Senato coi colleghi Della Seta e Vita ai ministri Riccardi e Fornero, che sono certo faranno luce sulla vicenda».
Verini: esperienza fondamentale Anche l’onorevole Walter Verini sottolinea il compito dei soggetti giurisdizionali che ora devono anche accertare la regolarità e la correttezza delle procedure seguite in questo caso: «Quello che condividiamo è la protesta e l’allarme perché esperienze fondamentali, che riguardano soggetti fragili come giovani tossicodipendenti da recuperare e reinserire in un percorso di vita, non possono essere cancellate». Per il consigliere regionale di Rifondazione comunista Damiano Stufara «è arrivato il momento di contrastare con tutti i mezzi disponibili l’operato della giunta Alemanno, fedele ad una logica spartitoria che nulla ha a che vedere con il pubblico interesse e con la qualità dei servizi svolti per conto dell’amministrazione». «Sosterremo la cooperativa Il Cammino e la volontà del presidente Regio di ricorrere al Tar contro gli esiti del bando – conclude Stufara – dimostratosi null’altro che la veste legale per un’ingiustizia senza precedenti».

