di Ivano Porfiri
Sulla piazza l’iter è lungo ma c’è la disponibilità del Comune, che intanto sta discutendo con la famiglia e gli amici di dedicare un angolo del centro di Perugia a Paolo Vinti attraverso un monumento, una statua simile a quella che ricorda Fernando Pessoa a Lisbona.
La videointervista Apre la porta del suo ufficio, il sindaco Wladimiro Boccali, e apre alla possibilità che a breve Paolo Vinti abbia un riconoscimento pubblico, come una larga fetta di perugini (e non) ha spontaneamente chiesto e continua a chiedere. Umbria24.it, attraverso la penna del collega Daniele Bovi, nel suo piccolo ha voluto farsi portavoce di questo «moto di cuore», di quest’ondata di affetto spontanea, calda, un abbraccio a Paolo che non vuole essere l’ultimo, chiedendo di sottoscrivere l’appello affinché gli venga intitolata una piazza. Ora è venuto il momento di consegnare le mail pervenute al sindaco. Clicca qui per vedere la videointervista
L’impegno di Boccali Il sindaco, come potete ascoltare nella videointervista realizzata nel suo ufficio, conosce la volontà della sua città. «La morte di Paolo ha colpito tutti, a partire da chi lo ha conosciuto come il sottoscritto. Ma da parte di tutta la città c’è stata un’emozione straordinaria. La figura di Paolo ci deve ricordare la figura di un uomo libero come era lui: per me è la sua caratteristica più importante». Una piazza come chiede la gente? «La prenderemo in considerazione sicuramente. E’ ovvio che l’intitolazione di una via o di una piazza ha un suo iter normativo con il quale dovremo confrontarci». Intanto si sta pensando a qualcosa di diverso. «Con la famiglia e con un gruppo di amici presenteremo una proposta che possa rispondere a questo sentimento così largo». Quale? «Quella che ci ha colpito di più è l’immagine di un uomo seduto al tavolino come quella di Pessoa a Lisbona. Del resto è l’assenza, per tutti quelli che passano a corso Vannucci, a farsi sentire, è la fisicità, quel richiamo ciò che ce lo ricorda di più». Una statua quella di Fernando Pessoa con il poeta seduto a un tavolino con cui ci si possa fermare, quasi dialogare. Dove? «Ne discuteremo. Una mia idea era nelle vicinanze della Biblioteca Augusta, un po’ perché Paolo ci ha passato tanto tempo e un po’ per quella sua capacità di lettura di libri e riviste che era la sua grande passione con quella grande capacità di restituircele poi sotto forma di pillole. Ma vedremo».
All’indirizzo mail unapiazzaperpaolovinti@gmail.com sono arrivati in un mese e mezzo circa 150 messaggi. Per non fare torto a nessuno li pubblichiamo tutti, raccolti un po’ alla rinfusa in 27 pagine word proprio come li abbiamo dati al sindaco. CLICCA QUI PER LEGGERLI
I messaggi Alcune semplici adesioni, più spesso messaggi, piccoli ricordi di attimi vissuti con Paolo. Alcuni di personaggi noti della vita perugina, come Alba Cavicchi o Furio Benigni, moltissimi di cittadini comuni. Di sinistra ma non solo («Caro sindaco, le scrivo per chiederle un grande gesto di amore per la sua città – scrive Alessandro Piccioni -. Per una volta, invece che intitolare strade e piazze a cose o persone insignificanti per la popolazione, facciamo in modo di rendere onore ad una persona importante per la collettività perugina, Paolo Vinti. Le scrivo come una persona di Destra, liberale e progressista e glielo dico a sottolineare la trasversalità di questa richiesta: credo di essere rappresentativo di un sentimento diffuso all’interno dell’ambiente liberale»). Perugini di nascita o perugini «di passaggio», giovani studenti («Ho 19 anni, troppo pochi per poter dire di conoscere bene Paolo Vinti – scrive Alice -. Quello che so è che lui era lì, sempre lì, lì dove serviva per strappare un sorriso a chi aveva la luna storta, lì per dare un consiglio a chi non sapeva che fare, lì per salutare tutti con un sorriso, lì per scaldare il cuore a quelli per cui “compagno” è un appellativo caldo e luminoso»), viandanti stranieri che hanno conosciuto quella persona così particolare, così unica. E qualcuno lo ha identificato con l’anima stessa di Perugia («per me è sempre stata la città dei leggendari», dice Ali Adamu). Adesioni collettive, come quella dell’associazione Trasimeno Blues o della Perugia Jazz Orchestra o del collettivo Wu Ming. Messaggi via mail dall’estero, soprattutto per chi non ha avuto modo di stringersi intorno alla famiglia Vinti il giorno del funerale: da Londra, dal Sudamerica («Quando io vivevo a Perugia aveveo nostalgia del Cile – racconta Paola Segura -, della lotta, della solidarietà della mia gente, dei miei paesaggi, del mio mare. Adesso è da un anno che sono rientrata e sono stata a Perugia appena adesso, in quest’ultimo agosto…Ho visto al “Compañero Pablo Vencidos”. Lo sentii declamere ad una riunione e pensai tra me e me: “che bello che Perugia resta sempre la stessa, che queste cose non cambiano mai”»). Un modo di dire: io la prossima volta che vengo a Perugia Paolo voglio trovarlo, in una piazza, in una statua.
Tante idee E le idee che sono emerse sono tante e diverse. La gran parte individua in piazza della Repubblica il luogo ideale per ricordare Paolo. Là dove lo si ritrovava più spesso, dove lo vedevano in tanti. Ma Paolo non «viveva» solo piazza della Repubblica. E lo sa bene chi chiede che a prendere il suo nome sia via della Viola, che diventi così «via Paolo Vinti, già compagno». E chissà che prima o poi non spunti a Perugia il «Paul Beathen’s pub». Perché la città di Paolo non è la città fredda dei monumenti, è quella calda delle relazioni umane («La tua assenza è già pesante – scriveva Fabrizio Ricci a pochi giorni dalla morte -, perché fortissima era la tua presenza»).
Raccolta firme Prosegue intanto un’altra iniziativa: la raccolta di firme nei locali che Paolo frequentava a Perugia. Ad esempio, al Mangiar Bene ci sono moduli con parecchie sottoscrizioni. Per chi volesse, può recarsi lì a firmare. Umbria24.it vi terrà aggiornati sugli sviluppi di queste iniziative.


