La “Residenza protetta San Sebastiano” è una realtà concreta per gli abitanti del Trasimeno. Da lunedì infatti, saranno a disposizione della cittadinanza, trenta posti letto dedicati ad anziani non autosufficienti. Un’opera attesa da tempo, da più di un ventennio per l’esattezza e spesso negli anni anche al centro di polemiche legate alle sue vicissitudini realizzative. Presenti all’inaugurazione, oltre al sindaco Luciana Bianco, anche gli amministratori locali di tutti i comuni del Trasimeno, il direttore generale dell’azienda Usl – Umbria1, Giuseppe Legato, Simonetta Simonetti, direttore del distretto del Trasimeno Usl1 ed il presidente della regione, Catiuscia Marini.
La storia Si parte dagli anni novanta quando l’amministrazione comunale, insieme alla regione Umbria, alla direzione dell’allora Usl del Trasimeno ed all’Ente Benefico San Sebastiano (titolare dell’immobile), decisero di realizzare una struttura di accoglienza che potesse soddisfare la crescente domanda di assistenza della popolazione anziana del territorio. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e molte sono state le vicende legate alla realizzazione della struttura, in particolare va ricordata la battuta d’arresto dovuta al fallimento della ditta appaltatrice che nel 2002 si era aggiudicata i lavori per circa 1.600.000 euro. In quell’occasione l’originale progetto fu rimodulato aumentando i fondi a circa 2.600.000 e cambiando la destinazione assistenziale della struttura che passò quindi da “anziani autosufficienti” a “non autosufficienti”. Dopo un ulteriore decennio, l’inaugurazione della parte conclusiva del progetto che vede la realizzazione di 30 posti letto destinati all’assistenza residenziale di anziani non autosufficienti.
Soddisfazione «Inutile dire la nostra grande soddisfazione – ha detto il sindaco di Panicale Luciana Bianco – per essere riusciti a portare a termine questo progetto che ha avuto inizio negli anni ’90 quando, a seguito della chiusura dell’ospedale locale, si è individuato Panicale quale polo di eccellenza per i servizi agli anziani, iniziando dalla riconversione della struttura ospedaliera in Casa protetta (intitolata a Olindo Brancaleoni) e poi infine alla realizzazione della nuova residenza San Sebastiano».
Le polemiche Non sono neppure mancate le polemiche. Già nei giorni scorsi il dibattito intorno all’inaugurazione della struttura si era fatto piuttosto rovente, non era mancato chi aveva visto nell’ultimazione dei lavori della struttura una mossa elettorale in vista delle prossime amministrative, circostanza questa respinta con forza dall’attuale amministrazione comunale che, in una nota pubblica, non ha mancato di esprimere «grande rammarico per tali strumentalizzazioni a fini politici. Risulta evidente che si intende sminuire l’importanza dell’intervento realizzato con la Residenza per anziani, del suo valore sociale, di notevole interesse non solo per i cittadini panicalesi ma dell’intero comprensorio del Trasimeno». Gli ha poi fatto eco la presidente Marini che, durante la conferenza di presentazione, non ha mancato di esprimere il proprio dissenso a tali illazioni, «ci siamo rimasti male – ha affermato la Marini – quando questa realizzazione così importante per il pubblico interesse è stata utilizzata da qualcuno per dire che stavamo facendo una passerella e non consegnare una struttura».
Certificati validi Non sono infine mancate precisazioni sulle certificazioni di agibilità della struttura, anche questo nei giorni scorsi argomento di schermaglia politica, è stata la stessa presidente che ha puntualizzato, «le certificazioni necessarie per il rilascio del Certificato di agibilità, ultimo quella della Usl Umbria n.1, sono state preventivamente acquisite agli atti del Comune, ciononostante il rilascio del Certificato di Agibilità risulterebbe oggi un atto illegittimo in quanto l’attuale legislazione prevede per gli edifici pubblici il certificato di collaudo o di regolare esecuzione dell’opera».
