di Iv. Por.
«Il 6 settembre del 1997, osservando lo sciame sismico di quel periodo, ho allertato il prefetto chiedendo la sua disponibilità ad inviare delle tende da campo a Colfiorito da utilizzare per un eventuale terremoto. Così è stato fatto e quando il 26 settembre si è verificato il primo terremoto queste sono state molto utili». Lo dice con modestia, padre Martino Siciliani, il «benedettino-scienziato» che dirige l’osservatorio «A. Bina» di Perugia, all’interno del monastero di San Pietro. Un’istituzione, in Umbria, quel luogo di studio e di preghiera, dove i confini tra scienza e fede non appaiono così netti. Mercoledì mattina padre Martino Siciliani è stato ospite della I commissione provinciale per parlare di «Monitoraggio sismico in Umbria».
Da Galileo a padre Martino Ad introdurre l’argomento è stato il presidente della commissione che ha spiegato le origini dell’istituto Bina. «Il XVII secolo è stato il secolo più importante per le scoperte scientifiche, basti pensare al ruolo che hanno avuto Galileo Galilei e Isaac Newton. E l’osservatorio Bina, con la figura di padre Castelli, si inserisce all’interno di questo contesto per essere stato allievo di Galileo Galilei e maestro di Torricelli, in un secolo in cui la diatriba fede ragione ha portato al processo di Gallileo Galilei (1616-1623). Padre Castelli nel 1639 ha inventato all’interno del monastero di San Pietro, considerato da tutti la culla delle scienze quali la meterologia e sismologia, il primo pluviometro per la misurazione delle acque metereologiche. Successivamente padre Bina ha inventato il primo sismografo meccanico avere ospite in questa commissione – ha spiegato il presidente – padre Martino Siciliani è importante perché lui rappresenta il successore naturale di questi scienziati-benedettini».
Osservatorio e strumenti L’osservatorio sismico Bina in passato è stato dotato di strumenti meccanici di elevata precisione, tuttora tali macchine sono perfettamente conservate ma non vengono più utilizzate a livello scientifico in quanto sostituite da strumenti moderni più precisi e sensibili. Ad oggi questa struttura ha in carico il monitoraggio sismico di tutta la Regione e registra terremoti a livello locale ma anche planetario.
La previsione degli eventi «Nel settore sismico – ha spiegato padre Martino – è importante l’utilizzo di tutte le conoscenze a nostra disposizione per riuscire a studiare i terremoti. La domanda che sovente mi viene posta è se questi eventi possono essere in qualche maniera previsti prima che si manifestino. Ovviamente non è facile fare previsioni ma alcuni ‘segni premonitori’ possono dare segnali importanti. Il 6 settembre del 1997, per esempio, osservando lo sciame sismico di quel periodo ho allertato il Prefetto chiedendo la sua disponibilità ad inviare delle tende da campo a Colfiorito da utilizzare per un eventuale terremoto. Così è stato fatto e quando il 26 settembre si è verificato il primo terremoto queste sono state molto utili. Questo per dire che alcuni segni possono essere indicativi ma la previsione del luogo e del momento precisi dell’evento è impossibile da rilevare».
Invito al monastero Alla fine della commissione padre Martino Siciliani ha invitato i commissaria a visitare l’Osservatorio Bina e il suo museo per capire in maniera chiara le procedure che vengono messe in campo per monitorare l’attività sismica in particolare nella catena appenninica che attraversa l’Umbria.
