di Mauro Pacelli
La telefonia mobile è attiva in Italia da più di un quarto di secolo, eppure ancora oggi ci sono vaste porzioni di territorio dove è quasi impossibile poter parare con i telefoni cellulari o navigare in internet. Succede a pochi chilometri da Narni, nel territorio del comune di Otricoli, dove centinaia di cittadini si lamentano per le difficoltà di collegamento che hanno con i telefonini e con internet.
Un servizio parziale Per i circa 2.000 abitanti del paese quella dei telefonini e di internet è diventata una vera e propria croce. La gente è esasperata e vorrebbe che fosse l’amministrazione comunale a farsi carico della situazione, trovando soluzioni idonee ed efficaci. A Poggio, una frazione di Otricoli che conta circa 500 abitanti, la gente è arrabbiatissima: «Il sindaco – dicono in tanti – pensava di aver risolto il problema affittando i locali del comune ad un gestore di telefonia mobile, facendo installare sul tetto un’antenna in grado di ripetere il proprio segnale al centro del paese, facendo finta di non sapere che il problema dei segnali scarsi di telefonia e la mancanza di internet riguarda l’altra metà del paese e tutta la periferia».
Banda larga questa sconosciuta Perché, si chiedono i cittadini di Poggio «il sindaco non ha stretto un accordo con la stesso gestore chiedendo che un altro ripetitore fosse montato in un punto strategico, dal quale poter coprire anche la nostra zona?». Effettivamente a Poggio la telefonia mobile ed internet sono quasi un’utopia: «Io abito lungo la strada Calvese – afferma un signore di mezza età – non ho ostacoli di sorta eppure per poter parlare con il telefonino devo quasi salire sul tetto di casa e nonostante ciò trovo delle difficoltà, tanto che cade spesso la linea. Di banda larga manco a parlarne e con le chiavette fornite dai gestori è impossibile connettersi. È davvero una vergogna, dopo più di venti anni dall’arrivo dei cellulari, avere oggi di questi problemi».
Si pensa ai ponti radio Non va meglio in altre parti del territorio e all’interno dello stesso capoluogo, dove, a parte le vie vicine al ripetitore fatto installare dal sindaco, telefonare con il cellulare non è cosa facile. Internet è un altro tabù. Il gestore di rete fissa, un paio di anni fa ha incrementato il servizio Adsl, ma non tutti gli abbonati di Otricoli si sono potuti allacciare in quanto il servizio prevedeva un numero chiuso di potenziali utenze. Pensare di navigare utilizzando le tradizionali ‘chiavette’ è come volere affidarsi alla sorte, perché quando va bene, si naviga a velocità ridottissime e la linea cade continuamente. L’alternativa è quella dei ponti radio mobili che un’azienda privata del posto offre a costi anche abbastanza contenuti, ma non tutti i cittadini sono disposti a farsi installare un’antenna ricevente sul tetto; inoltre quel tipo di segnale è ricevibile solo in alcuni punti del territorio.
Il sindaco tace Insomma la situazione è di totale precarietà: «Eppure – spiega un tecnico – basterebbe allacciarsi all’impianto di fibra ottica della Telecom, che transita a soli 4 chilometri da Otricoli, nella zona del casello autostradale, per risolvere ogni problema». Riguardo alla questione il sindaco di Otricoli, Nico Nunzi, non rilascia dichiarazioni. Si parla di difficoltà legate alla telecomunicazione, meglio stare in silenzio e non parlare, insomma.
