E’ stato presentato questa mattina il rapporto sulle tariffe e tributi locali, alla sede dell’Anci a Perugia. Dal rapporto emerge, tra le altre cose che, a Perugia, per quanto riguarda la tariffa sui rifiuti, i single pagano come una famiglia di 5 persone a Narni. Ma vediamo gli aspetti principali della ricerca.
I dati La quasi totalità dei comuni umbri osservati, che sono sessanta, per le rilevazioni relative al 2011 e al 2012, dichiara di effettuare la raccolta differenziata. Di questi il 92% nel 2011 e il 93% nel 2012. La performance media della differenziata, sul totale dei rifiuti, si attesta sul 40% ( ovvero 34% nel 2011 e 41% nel 2012), con una forbice molto ampia tra comuni e comuni. Ad esempio quello di Scheggino con il minimo del 7% e quello di Tuoro sul Trasimeno con il massimo del 98%. La media dei comuni umbri – risulta dalla ricerca dell’Aur – è di circa 20 punti percentuali al di sotto degli obiettivi fissati dal decreto legislativo del 2006, che sono per il 2011 (almeno il 60%) e per il 2012 (almeno il 65%).
Mancano 20 punti all’obiettivo Se Perugia non risulta tra i comuni umbri che raggiungono l’obiettivo, Lisciano Niccone (60%) raggiunge il target solo nel 2011, Fratta Todina (69%), Giano dell’Umbria (69%), Piegaro (69%) e Tuoro sul Trasimeno con il 98%, superano l’obiettivo previsto in entrambi gli anni. Attigliano (65%), Campello sul Clitunno (67%) e Gualdo Cattaneo (68%) arrivano a superare il 65% nel 2012. Lorena Pesaresi, assessore all’ambiente del Comune di Perugia, intervenendo all’incontro, ha detto che «Perugia raggiungerà l’obiettivo nel 2013».
Gli aumenti Per i comuni che applicano la Tarsu, il costo medio dei cittadini per i rifiuti è passato dal 2010 al 2012, da 1,22 euro al metro quadro a 1,35 euro a metro quadro. Città della Pieve risulta essere il comune con il coefficiente più alto, con 2,20 euro a metro quadro, mentre Monteleone di Spoleto quello con il coefficiente più basso con 0,69 centesimi a metro quadro. Riguardo alla dimensione comunale, dallo studio emerge che i comuni più esosi sono quelli della classe 7.500-20.000 abitanti che, nel 2012, applicano in media un coefficiente pari a 1,76 euro al metro quadro. E’ di 1,18 euro il coefficiente medio dei comuni di più piccole dimensioni.
Costi per famiglia A prescindere che nel comune venga applicata la Tia o la Tarsu, prendendo ad esempio un campione di 4 persone che vivono in una abitazione di 100 metri quadrati, emerge che rispetto al valore medio regionale (che nel 2012 ammonta a 165 euro), ci sono comuni in cui la famiglia tipo spende poco più di 100 euro l’anno (come a Monteleone di Spoleto con 79 euro l’anno, a Lisciano Niccone, a Cerreto di Spoleto e Cascia) ed altri in cui la spesa supera i 250 euro annui (come a Perugia cui è associata la spesa massima di 341 euro annui, Città della Pieve e Bevagna). Tra i comuni più costosi si trovano quelli che applicano la Tia.
I single Ma quello che sembra fare notizia è il trattamento riservato ai single. A Perugia ad esempio un single nel 2012 ha pagato 188 euro, ovvero 3 euro in più rispetto a una famiglia di 5 persone di Narni. Se un nucleo familiare di due persone a Perugia paga 281 euro nel 2012, a Passignano due persone hanno pagato 185 euro (quasi 100 euro in meno), a Foligno 201 euro, a Narni 143 euro e a Bevagna 190 euro. E se la variazione delle tariffe per un single a Perugia, dal 2010 al 2012 è di ben 5,3 punti percentuali a Passignano è di 3,2, a Foligno è di 4,9 e a Bevagna si riduce di -0,8. Per due persone invece, a Perugia, l’incremento è di 5 punti percentuali, mentre a Passignano è di 4,4, a Foligno di 4,6 e a Bevagna è di 0,1 punti percentuali, sempre dal 2010 al 2012. Secondo alcuni rappresentanti del mondo dei consumatori, presenti all’appuntamento, aumentare sui single e sulle due persone componenti il nucleo familiare, per le amministrazioni potrebbe avere un doppio vantaggio. Ovvero raggiungere un campione molto ampio e progressivamente sempre più grande, perchè i figli sono sempre meno e i pensionati sempre di più e, dall’altro, non terrorizzare i nuclei familiari tradizionali.
Cittadinanzattiva Gabriele Silvestri, di Cittadinanzattiva ha commentato : «La soluzione per l’abbattimento dei costi delle tariffe dei rifiuti passa solo da una strada: quella di rendere conveniente il riutilizzo dei rifiuti, contrariamente a quanto avviene oggi. Se il gestore dei rifiuti è lo stesso soggetto a gestire sia la discarica che il riciclo allora troverà sempre più conveniente puntare sulla discarica. Occorre affidare i due servizi a due soggetti diversi che si fanno concorrenza tra loro così da rendere conveniente riciclare e vendere i rifiuti sul mercato, come fa Trento ad esempio che vende la carta agli arabi. Solo così il cittadino se ne avvantaggia e magari potrà, un domani, pagare, come è giusto che sia, soltanto la frazione di indifferenziato. Ad oggi, consapevole del fatto che della parte differenziata, solo una piccolissima percentuale viene realmente riutilizzata, mentre il resto ritorna in discarica perchè considerato sporco, per quale motivo il cittadino dovrebbe essere incentivato a continuare a riciclare? In conclusione il riutilizzo deve diventare il business del primo soggetto ‘del riciclo’ che si contrappone al business dell’altro soggetto che gestisce la discarica».
Movimento consumatori Umbria «I dati forniti questa mattina nel corso dell’iniziativa di presentazione del Rapporto 2011-2012 dell’Osservatorio Tariffe e Tributi Locali, confermano quanto emerso già nelle precedenti versioni dell’Osservatorio – dichiara Massimo Camerieri presidente del Movimento Consumatori Umbria – ovvero che, nella nostra regione, gli oneri che una stessa famiglia si trova a sostenere per certe tariffe o tributi possono differire, anche considerevolmente, a seconda del comune di residenza. Risulta pertanto sempre più urgente portare a compimento il processo di “regionalizzazione” dei servizi pubblici locali per armonizzare non solo le tariffe e i tributi ma anche la qualità dei servizi stessi».
