Conosciuto in occasione della recente inaugurazione della nuova risonanza magnetica, il direttore della struttura complessa di Radiologia Giovanni Passalacqua, giovedì mattina la direzione dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni ha presentato gli altri quattro primari nominati a capo di Nefrologia e Dialisi, Oculistica, Pediatria Neonatologia e Terapia intensiva neonatale e Laboratorio analisi chimico-cliniche e microbiologia: nell’ordine si tratta di Riccardo Maria Fagugli, Enrico Poddi, Francesco Crescenzi e Alessandro Mariottini.
Dal Maso Nell’augurare buon lavoro a tutti, il direttore generale Maurizio Dal Maso ha sottolineato che «I nuovi direttori sono il cuore del funzionamento dell’azienda e potranno assicurare, come già qualcuno ha potuto dimostrare in questi primi mesi, una migliore e più efficace gestione clinica e organizzativa. Prossimamente saranno espletati i concorsi per la direzione di Ortopedia Traumatologia e – ha annunciato poi Dal Maso – per Clinica Medica, d’intesa con l’Università, e a breve saranno banditi quelli per Chirurgia Maxillo-facciale ed Endocrinologia».
Fagugli Alla guida della nefrologia dallo scorso 1 giugno, il dottor Riccardo Maria Fagugli porta all’ospedale di Terni una vasta esperienza clinica ed organizzativa, in particolare nel settore dell’insufficienza renale acuta, maturata in 30 anni presso l’azienda ospedaliera di Perugia, e frutto di un’intensa attività di ricerca svolta in centri italiani ed europei. «In quattro mesi –ha sottolineato il dottor Fagugli – abbiamo raddoppiato l’attività ambulatoriale per la prevenzione della malattia renale cronica e delle sue complicazioni passando da 1000 ad oltre 2000 visite su base annua. I programmi futuri puntano sulla riorganizzazione della degenza nefrologica, su un ulteriore miglioramento dell’attività ambulatoriale e sull’aggiornamento e l’incremento delle competenze del team nefrologico».
Poddi Il dottor Enrico Poddi, che dal 1 luglio ha preso servizio come direttore della struttura complessa di Oculistica a Terni; si è formato nelle strutture della Usl Umbria 2, come dirigente medico all’ospedale di Spoleto e come direttore di unità operativa nei presidi ospedalieri di Orvieto e Amelia, ed ha al suo attivo circa 7mila procedure nel campo della chirurgia della cataratta, della cornea, del glaucoma, della retina, della chirurgia refrattiva e degli annessi oculari. «E’ in arrivo – ha annunciato il dottor Poddi – nuova tecnologia per la moderna chirurgia mininvasiva della cataratta, del glaucoma e del trapianto di cornea. Nel frattempo, andremo ad incrementare l’attività del servizio di chirurgia refrattiva e dal punto di vista organizzativo sarà attivato anche un servizio di oftalmologia pediatrica. Inoltre la direzione sta organizzando una nuova sede all’interno dell’ospedale con due sale operatorie dedicate per ridurre le liste di attesa chirurgiche».
Crescenzi In servizio come direttore di Pediatria neonatologia e terapia intensiva neonatale dal 15 luglio, il dottor Francesco Crescenzi vanta un’esperienza pluridecennale in neonatologia che lo ha portato dal policlinico Umberto I fino all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Nel corso dell’incarico il dottor Crescenzi ha riorganizzato la struttura in due aree: Neonatologia e Terapia intensiva neonatale (con posti letto intensivi e subintensivi dotati delle più moderne attrezzature assistenziali e di monitoraggio) e la Pediatria (con degenza e osservazione breve). Sono state introdotte tecniche e tecnologie altamente specialistiche che migliorano la sopravvivenza dei neonati patologici, compresi quelli di peso estremamente basso fino 490 g: «Presto in Pediatria – ha detto – nuove procedure, in collaborazione con i pediatri di base, che semplificheranno i percorsi assistenziali».
Mariottini Proviene dall’Azienda ospedaliero universitaria Careggi ed è il più fresco di nomina il nuovo direttore del Laboratorio analisi chimico-cliniche e microbiologia Alessandro Mariottini. In servizio dal 2 ottobre, il dottor Mariottini ha già un programma di azioni di miglioramento da apportare alla struttura: «L’intento – ha annunciato il dottor Mariottini – è quello di introdurre una strumentazione automatica e di Biologia molecolare che consentirà di ridurre il tempo di analisi, essenziale non solo nelle infezioni nosocomiali ma anche in altre condizioni cliniche come sepsi, sospetto di meningite e di malaria; oltre a questo è auspicabile tenere aperta la diagnostica microbiologica nelle 12 ore diurne, mentre è già prevista l’introduzione nella sede attuale di una nuova strumentazione area siero (immunometria e chimica clinica) completamente automatizzata”.
Ospedale di Terni In occasione della conferenza stampa è emerso il buono stato di salute dell’azienda ospedaliera di Terni: «Dai dati dei primi otto mesi, facendo una proiezione sui 12 mesi – è stato riferito dai vertici – si stima possa superare i 130milioni di euro di fatturato con indicatori di performance molto positivi per volume di attività, complessità della casistica, appropriatezza della degenza, numero complessivo degli interventi chirurgici. Permane alta, superiore al 20%, l’attrazione extraregionale nelle specialità di cardiochirurgia, neurochirurgia, chirurgia robotica e chirurgia bariatrica».
