di Mar. Ros. 

Si chiama Philips Ingenia da 1.5 Tesla e a sentire gli addetti ai lavori ha capacità diagnostiche sbalorditive; dotata di software e metodi di scansione all’avanguardia, lanuova risonanza magnetica installata mesi fa all’ospedale di Terni, si adatta ad ogni esigenza clinica in campo neurologico, cardiologico, angiografico, urologico, oncologico e muscolo-scheletrico. La sofisticata apparecchiatura è già in funzione da tempo ma solo venerdì l’assessore regionale Luca Barberini, il direttore generale del Santa Maria Maurizio Dal Maso e la vicesindaco di Terni Francesca Malafoglia hanno tagliato il nastro inaugurale dando il benvenuto al nuovo direttore della struttura complessa di Radiologia, il dottor Giovanni Passalacqua, che proviene dall’ospedale SS. Filippo e Nicola di Avezzano: «Sono orgoglioso – ha detto -di far parte di questa ‘famiglia’».

Il Santa Maria di Terni  «Questo ospedale – ha detto l’assessore alla Sanità Barberini – sarà sempre più attrattivo perché valido e sempre più organizzato visti gli innesti di organico e strumentazione. Stiamo predisponendo – ha annunciato – il nuovo piano sanitario che punta su innovazione (intesa come capacità di cogliere le esigenze del nostro tempo, ridisegnando un modello di riferimento) e innalzamento della qualità dei servizi offerti. Il sistema sanitario regionale si conferma intanto vincente per livelli di assistenza che fanno il paio con l’equilibrio gestionale. Non è un caso che, stando ai dati, gli umbri richiedono assistenza in loco, all’interno dei confini regionali; in ogni caso – ha aggiunto – il 21% dei servizi prestati dal Santa Maria sono rivolti a pazienti provenienti da altre regioni. Per dare maggiore forza al prestigio di questa azienda ospedaliera, abbiamo anche soddisfatto le richieste sindacali chiudendo positivamente la vertenza dando il via libera al potenziamento di alcune strutture organiche presso le quali le ultime assunzioni risalivano al lontano ’92».

Comune di Terni su Colle Obito L’assessore ha fatto riferimento anche alla Città della salute, garantendo che Terni la avrà: «Ce n’è bisogno, serve una risposta sempre più orientata all’attività sociosanitaria e non al commercio». Su questo filone del discorso si è inserita la Malafoglia: «L’intervento è tra le azioni previste in seno al patto di collaborazione stipulato un anno fa tra Comune di Terni e Regione Umbria. La nuova risonanza – ha commentato – come l’assunzione di nuovo personale e nuovi primari, è il segno  che i cambiamenti in atto sono diversi; in queste iniziative che portano con sé investimenti (oltre 4 milioni è costato il nuovo macchinario) danno il senso della prospettiva. Il taglio del nastro è occasione di confronto con la Regione per la programmazione territoriale nell’ambito dell’integrazione sanitaria che punta a valorizzare i punti di forza che già vantiamo. Una nuova organizzazione, nuove strumentazioni e figure apicali di prestigio stanno a significare che l’ospedale di Terni, e in generale il sistema sanitario regionale, non è capace solo di interventi atti a risolvere criticità momentanee ma è anche in grado di fare politica, per un’azienda che attrae non a caso pazienti anche da regioni limitrofe».

Il macchinario diagnostico La nuova risonanza è attiva per 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì e per 6 ore il sabato e la struttura esegue dalle 25 alle 30 prestazioni ogni giorno: «Con questo macchinario ha detto il dg Dal Maso – è cresciuta sensibilmente la qualità della diagnostica offerta dal nostro ospedale di alta specializzazione. L’entrata a pieno regime di questa apparecchiatura – ha aggiunto – rientra nel più ampio progetto di ristrutturazione della struttura diagnostica per immagini e radiologia che prevede l’accorpamento di tutto il servizio al secondo piano seminterrato e un importante aggiornamento tecnologico con sostituzione di gran parte della strumentazione attuale, un nuovo angiografo e un’ulteriore Tac».

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