di Massimo Colonna
«Il nostro ospedale ha criticità e vincoli oggettivi, le soluzioni si possono trovare solo con la ridefinizione dell’assetto organizzativo, già avviata e che chiuderemo entro l’estate, che deve guardare unicamente all’interesse e alla salute del paziente e non a singoli pezzi dell’organizzazione, nel rispetto della sicurezza e della qualità delle cure erogate». Così il direttore dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Maurizio Dal Maso, introduce il nuovo ordine in quanto ad organizzazione del lavoro, dopo che nei giorni scorsi da diverse parti, sindacati in primis, sono arrivati segnali di insofferenza proprio per la situazione del Santa Maria.
Problemi cronici «Anche al di là delle situazioni contingenti – ha detto Dal Maso durante la conferenza stampa di giovedì mattina – l’ospedale ha dei problemi cronici, li conosciamo fin dall’inizio del nostro mandato, quasi un anno fa, e per questo abbiamo dato immediato avvio ad una ri-organizzazione, che sta procedendo unitamente alla ridefinizione logistica e poi organizzativa delle Unità operative”.
Posti letto Uno dei temi più impellenti è sicuramente quello dei posti letto. «Considerato che 70 pazienti su 100 non dovrebbero accedere al Pronto soccorso, ma vi accedono perché non trovano altre risposte sul territorio, abbiamo potenziato l’area medica riconvertendo posti letto sotto utilizzati nell’area chirurgica, dove la quantità di interventi, con una programmazione appropriata da parte dei primari, richiede meno posti letto di quelli attuali. Ciò ha consentito di eliminare appoggi da altri reparti su letti chirurgici, garantendo la normale attività chirurgica programmata. E per agevolare il turnover dei ricoveri e ridurre la degenza di tutta l’area medica, abbiamo anche attivato la Discharge Room e chiesto di garantire le dimissioni dei pazienti anche il sabato e la domenica».
520 posti I posti al Santa Maria sono circa 520. «Per dare soluzioni nuove ai problemi vecchi – ha proseguito Dal Maso – occorre riorganizzarsi e dare un segnale forte e chiaro di inversione di tendenza. La direzione ha la collaborazione di professionisti che non si sentono disturbati dalla prospettiva del cambiamento, con gli altri continueremo a confrontarci, anche perché quello che preme alla direzione è l’interesse dei pazienti e quindi anche gli altri professionisti capiranno e se ne faranno una ragione».
La rete Altro tema attuale è quello della creazione di una connessione con le altre strutture del territorio. «E’ necessario costruire rapidamente una vera rete clinica integrata con gli ospedali di Narni e Amelia, che deve prevedere precisi percorsi clinico-diagnostici e terapeutico-assistenziali condivisi, allo scopo di ridurre gli accessi impropri in un ospedale di alta specializzazione come il nostro, agevolare le dimissioni e permetterci di aumentare le attività e le risorse per la casistica ad alta complessità, che è la vera missione della nostra azienda».
Organici Nei giorni scorsi le sigle sindacali hanno protestato per l’attuale dotazione organica dell’ospedale, parlando anche di un confronto con l’azienda che fino a questo momento però non ha portato frutti. «Per quanto riguarda le professioni sanitarie era stato già annunciato l’incremento di 50 unità che dopo il confronto con i sindacati sono salite a 66. La richiesta di incremento è già stata presentata alla Regione. Le nuove esigenze organizzative e le modifiche allo studio, e che saranno progressivamente attuate, sarebbero state spiegate anche alla componente sindacale medica durante la riunione del 26 gennaio scorso, ma le organizzazioni sindacali l’hanno disdetta e sono stati quindi riconvocati a febbraio». Per quanto riguarda invece le posizioni vacanti di direttori di struttura «in tutto sono 10 – ricorda Dal Maso – e consapevoli che solo la figura di un direttore può assicurare ai reparti una gestione clinica e organizzativa efficace» «Abbiamo già bandito i concorsi per la copertura della direzione di Nefrologia, Ortopedia, Oculistica, Radiologia, dell’Uroginecologia universitaria, Pediatria e Laboratorio analisi». Poi sarà la volta della Maxillo-facciale, della Farmacia, dell’Endocrinologia.
I gruppi di lavoro Inoltre i nuovi modelli organizzativi sono attualmente allo studio di sei diversi gruppi di lavoro, formati da professionisti della Santa Maria e saranno presentati il prossimo 7 marzo in un incontro intitolato ‘L’ospedale che vorrei: traguardi e obiettivi per un cambiamento di qualità’, e il 14 marzo in occasione di un convegno organizzato in associazione con Cerismas Università Cattolica.
I numeri Per chiudere poi i numeri dell’ospedale. Il Dea (Dipartimento Emergenza e Accettazione) della struttura registra circa 43.000 accessi all’anno, quindi una media di circa 120 pazienti al giorno con picchi che variano da oltre 150 a 80. Nel periodo compreso fra gennaio e metà febbraio 2017 l’ospedale ha avuto un incremento di afflusso di pazienti medici al Pronto Soccorso di circa il 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016. Dal primo febbraio sono stati ridotti gli appoggi nei reparti chirurgici (passati indicativamente da 21 a 3 al giorno) e i letti in corridoio sono stati al massimo 2 ogni giorno e per un periodo limitato di ore.
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