di Chiara Fabrizi
Si sono scaldati parecchio gli animi di maggioranza e opposizione per il futuro dell’ospedale di Spoleto durante il confronto in commissione sanità. A innescare le scintille soprattutto la Chirurgia robotica, il Punto nascita e pure l’integrazione con l’ospedale di Foligno di cui ancora almeno ufficialmente non si è discusso nel merito. Tant’è che le fiamme non sono destinate a essere domate in fretta, con il City forum pronto giovedì a una nuova assemblea e l’accordo tra le forze politiche ad aggiornare la commissione a venerdì o forse lunedì prossimo, ossia quando il direttore sanitario Luca Sapori potrà illustrare i dati della Chirurgia, nel frattempo da consegnare ai consiglieri. L’ultimo fronte della giornata lo apre il Tribunale del Malato: «Quasi tutti gli anestesisti hanno fatto domanda di trasferimento».
Chirurgia generale Già, perché venerdì mattina il vicesindaco Maria Elena Bececco, presente nelle prime due ore, ha riferito di un incremento degli interventi pari a circa il 6%, con ferri e robot al lavoro 1.154 volte contro le 1.033 nel 2014, e quindi rispedito al mittente le bombe lanciate dal Pd nell’ultima conferenza stampa. Tuttavia, il dato secco non convince e tanto il gruppo consiliare democratico (presenti Rossi, Erbaioli e Zampa), quanto Dominici ed Emili, hanno chiesto di poter conoscere nel dettaglio il bilancio 2015 del reparto di Chirurgia generale, in sostanza convinti che gli interventi complessi siano in calo e a far segnare il più di fine anno siano solo piccole operazioni di day surgery. I toni si scaldano quando Rossi accusa la giunta di non aver aperto il dibattito prima del recente giudizio positivo che il direttore generale dell’Ausl2, Sandro Fratini, avrebbe espresso sui primi sei mesi di attività del nuovo primario, Giampaolo Castagnoli: «Bisognava verificare l’attrattività, ossia quanto questo professionista ha portato in sostanza all’ospedale di Spoleto, ed entrare nel merito delle tipologie di intervento. Era un’analisi che andava fatta prima». Proietti della maggioranza raccoglie e ribatte: «Ricordiamoci sempre che la politica sanitaria è regionale e lì governate voi, noi anche per la nomina del primario abbiamo battagliato, prima qui tutto taceva».
Robot e integrazione con Foligno Una chiamata alla responsabilità politica che torna per l’integrazione degli ospedali di Spoleto e Foligno e pure per il caso della robotica. Qui in particolare nelle ultime ore risulta firmata la delibera con cui il dg Fratini ha formalizzato la nomina del dottor Alberto Patriti come responsabile della nuova struttura semplice, nata sulle ceneri dell’eredità del prof Luciano Casciola. Ma la tensione non si allenta. Il problema è infatti legato al robot acquistato nel 2008 e pronto a diventare inutilizzabile a ottobre quando l’azienda produttrice lo metterà fuori produzione. La tecnologia andrebbe quindi riacquistata, ma a parte l’ingente investimento è noto come negli ultimi otto anni i robot siano entrati anche negli ospedale di Terni e Perugia e in una logica di razionalizzazioni Spoleto non è la favorita. L’atmosfera si scalda ancora quando si affronta il nodo dell’integrazione tra gli ospedale di Spoleto e Foligno con la maggioranza che riferisce di come il sindaco sia in attesa di una convocazione dell’assessore regionale Luca Barberini per sedersi al tavolo col collega di Foligno, Nando Mismetti, e si spera anche gli apicali dei due presidi. «Abbiamo perso tre mesi» accusa Zampa, mentre la presidente Morelli assicura: «Sindaco e vicesindaco monitorano costantemente».
Punto nascita Immancabile un passaggio sul futuro del Punto nascita, tutti d’accordo nel sostenere che si tratta di un’eccellenza, di un’equipe riconosciuta. «Non abbiamo alcuna notizia in merito a rischi sul Punto nascita, ha sempre fatto 500 parti l’anno e solo quest’anno si è fermato a 430, ma il trend negativo è stato nazionale. Per questo trovo fuori luogo la mozione del M5s e l’interrogazione in Regione, così come tutte le uscite del Pd sull’ospedale. Mi sta a cuore Ostetricia e ginecologia, se sapessi di rischi reali sarei già sdraiata davanti al San Matteo». E qui è Dominici (Misto) a fare parallelismi: «Quando ci si sdraia in terra la frittata è già fatta, come dimostra il caso di Assisi, lì il sindaco Ricci si è incatenato ma il Punto nascita lo hanno chiuso uguale». Un accenno di bagarre si registra quando la presidente Morelli mette sul tavolo una mozione per l’ospedale preparata dalla maggioranza, per poi aprire la discussione, fare modifiche e votarla.
Mozione ritirata e sindaco in aula Nel testo un attacco al Pd locale e un altro alla presidente Marini e qualsiasi discussione salta, tra gli impegni anche una sfilza di richieste sui primariati: dal Pronto soccorso alla Medicina, dalla Radiologia all’Oncologia. «Vogliamo conoscere i dati per poter capire quale sia l’integrazione migliore con Foligno – dice Rossi – nel documento vanno esplicitate le specificità su cui scommettere per il San Matteo per rafforzare l’azione del sindaco al tavolo per la definizione del piano». La mozione non piace a nessuno, neanche a Dominici ed Emili, e la presidente Morelli la ritira. Poi in aula arriva il sindaco e qualche straccio vola. Il sindaco lamenta con forza la complessità di intavolare ragionamenti programmatici in una fase in cui i direttori generali della due Ausl non sono stati ancora nominati dalla Regione, dovrebbero arrivare al massimo a fine febbraio, come a ribadire che i guai derivano sempre dalla Regione. Cardarelli ha poi ribadito la piena disponibilità all’assessore regionale Barberini ad accomodarsi al tavolo per discutere «apertamente e coscienziosamente sul futuro dei due nosocomi di Foligno e Spoleto». Intanto, si attende la convocazione della prossima commissione sanità con l’audizione del direttore sanitario del San Matteo, Luca Sapori, e i dati dettagliati dell’attività chirurgica 2015.
Tdm: «Vanno via quasi tutti gli anestesisti» Ma le agitazioni non finiscono. L’ultimo fronte sull’ospedale lo apre nel tardo pomeriggio il Tribunale del malato che, con una nota stampa, riferisce della richiesta di trasferimento in altre sedi ospedaliere dalla Ausl2 presentata dalla maggior parte dei medici anestesisti di Spoleto: «Del gruppo fanno parte non solo medici cosiddetti pendolari (che, quindi, trarrebbero vantaggio da una sede di lavoro più vicina alla loro casa) ma anche medici residenti a Spoleto e mai in precedenza – scrive il Tdm – si erano verificati episodi analoghi né in altri settori ospedalieri e neppure, secondo fonti bene informate, in altri ospedali dell’Umbria. Si tratta quindi di un episodio unico ed eccezionale e, proprio per questo, ancor più preoccupante». Da qui le profonde paure: «Al momento non abbiamo elementi per capire le motivazioni di una tale decisione, anche se si può formulare l’ ipotesi che forse la richiesta di trasferimento sia l’espressione di un disagio degli operatori, legato all’organizzazione del lavoro». Ergo: «Ci auguriamo che i nostri timori siano gli stessi del ds Sapori e dei vertici aziendali che dovranno spendersi per mantenere il servizio di Anestesia e Rianimazione a quel livello ottimale di funzionalità che fino ad oggi lo ha caratterizzato, confidando in un’analisi pronta e accurata del problema e in un soluzione altrettanto celere delle autorità sanitarie»
Twitter @chilodice
