di Chiara Fabrizi
Si tratterebbe di quattro esperti che avrebbero già dato la propria disponibilità a titolo volontario per comporre una sorta di gruppo di lavoro tecnico che analizzerà i servizi sanitari del San Matteo al fine di indicare all’amministrazione comunale eccellenze da difendere e prospettive in vista dell’integrazione col vicino nosocomio di Foligno.
Gruppo di lavoro tecnico I dettagli restano blindati in attesa della commissione sanità e dell’incontro con la conferenza dei capigruppo ai quali il vicesindaco Maria Elena Bececco sottoporrà i nominati, su cui al momento non si lascia filtrare alcunché. Grattando qua e là si apprende comunque che si tratterebbe di medici in pensione che hanno a lungo lavorato all’ospedale di Spoleto, quelli attualmente in servizio sarebbero stati tutti scartati per ragioni di opportunità. Se la composizione individuata dalla giunta sarà di gradimento a tutte le forze politiche, le stesse che all’unanimità due settimane fa in consiglio hanno chiesto un cambio di passo nella gestione della sfida sanitaria, lo si capirà il prossimo 5 luglio quando è in programma la seduta congiunta di commissione sanità e capigruppo.
Foligno e Barberini L’ipotesi di lavoro prevede di far seguire a questa prima fase di analisi la redazione di un documento sul futuro del San Matteo da presentare al tavolo di un altro organismo, la commissione paritetica, che dovrebbe essere costituito anche con gli esperti di Foligno. Qui nell’ambito di un confronto territoriale dovrebbe emergere un piano di integrazione condiviso da portare all’attenzione della Regione, a cui spetta l’ultima parola. Il sindaco Fabrizio Cardarelli in aula aveva già detto di aver informato la presidente Catiuscia Marini, venerdì precisa di aver ripreso contatto anche con l’assessore regionale Luca Barberini, rientrato in giunta dopo 135 giorni di crisi: «Sono stato rassicurato che a breve riprenderemo i confronti avviati in precedenza con Foligno, l’obiettivo è avere un dialogo costante».
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