venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:30
29 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:25

Barberini torna in giunta dopo 135 giorni: firmato il decreto. Scambio di deleghe Paparelli-Bartolini

Da giovedì tornerà a dirigere sanità e welfare: «Ora rispondere a esigenze dei cittadini». Marini: «Ora piena funzionalità e un intenso lavoro». Opposizione all'attacco: «Solo fiumi di parole»

Barberini torna in giunta dopo 135 giorni: firmato il decreto. Scambio di deleghe Paparelli-Bartolini
Marini firma il decreto

di Dan. Bo.

Oltre quattro mesi, per la precisione 135 giorni. Tanto è durata la crisi di giunta che ha sconquassato il Partito democratico e che si è chiusa, almeno ufficialmente, mercoledì pomeriggio con tanto di foto che ritrae la presidente Catiuscia Marini intenta a firmare il decreto con cui riassegna le deleghe a Luca Barberini. Il folignate rientra dunque in squadra e riprenderà ufficialmente il possesso del proprio ufficio al Broletto a partire da giovedì mattina. Lì troverà ad aspettarlo Walter Orlandi, direttore dell’area sanità di palazzo Donini che, almeno per il momento, rimarrà al suo posto; un Orlandi pronto, in caso e con contratto alla mano, a dare battaglia nell’ipotesi qualcuno pensi di spostarlo. Come scritto nel documento approvato da tutti i consiglieri dem martedì infatti, entro agosto dovrebbe concludersi il lavoro di analisi sulla struttura dirigenziale, e non è escluso che potrebbe arrivare un segretario generale (magari di fede bocciana, maligna già l’opposizione) mentre in più punti si ribadisce il principio di rotazione dell’alta burocrazia.

IL DECRETO E LE NUOVE DELEGHE

Riassegnate le deleghe Dunque, come ribadito fin dall’inizio della vicenda, la via di uscita doveva essere all’insegna della politica, più che della girandola di poltrone di governo o sottogoverno, e almeno per il momento questo è stato anche se bisognerà aspettare ancora per vedere se e come certe caselle (dalle agenzie alla centrale unica degli acquisti in campo sanitario) verranno riempite così da poter misurare partite e contropartite. «Ho ritenuto importante – commenta Marini – che la giunta regionale dell’Umbria riassumesse la piena funzionalità così come individuata a giugno 2015. Lunedì prossimo è già in calendario una seduta con la nuova composizione di Giunta che affronterà un intenso programma di lavoro. Ringrazio gli assessori Cecchini, Bartolini e Paparelli – ha concluso la presidente – che in questi tre mesi hanno esercitato le deleghe ora riassegnate all’assessore Barberini». Siglata la pace, Barberini parla delle soluzioni trovate nel documento «che riconoscono i punti di vista e le ragioni di tutti, che consistono nel dare risposte alle esigenze dei cittadini». L’assessore poi, sottolineando due di quelle che sono state le parole chiave di questi mesi, sottolinea che c’è la voglia di cambiare e di innovare, «principi da realizzare anche inserendo professionalità nuove e metodi nuovi». Quanto a tutti i punti indicati nel documento, non c’è che un’esigenza: quella di trasformare in brevissimo tempo le parole in fatti.

Scambio di deleghe Una presidente che con il decreto ha apportato anche qualche modifica alle deleghe dei vari assessori: la tutela dei consumatori passa da Paparelli a Bartolini mentre la sicurezza urbana fa il percorso inverso; in più ne vengono create tre nuove, tutte attribuite a Bartolini, che sono polizia locale, politiche di aggregazione macroregionali e disciplina dei soggetti aggregatori.

L’ACCORDO E IL «DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI RILANCIO»

Rometti e Leonelli Secondo i capigruppo regionali Silvano Rometti (Socialisti e riformisti) e Gianfranco Chiacchieroni (Pd) la scelta di far rientrare Barberini in Giunta è «un’assunzione di responsabilità necessaria e attesa dagli umbri affinché l’Umbria mantenga livelli elevati nell’assistenza sanitaria». Rometti e Chiacchieroni, pur ammettendo che «la questione avrebbe dovuto trovare una sua composizione già da qualche settimana» manifestano «apprezzamento per la soluzione della crisi» e auspicano «un rinnovato slancio dell’azione amministrativa, affinché possano essere affrontate con lungimiranza sfide come la riduzione dei trasferimenti statali e le riforme istituzionali» legate “«alla prospettiva della macroregione». «Non posso che esprimere la mia soddisfazione – dice poi il segretario del Pd Giacomo Leonelli – per l’intesa trovata ieri e per il fatto che la Giunta sia finalmente nelle condizioni di ripartire con la sua azione, per realizzare l’ambizioso programma con il quale ci siamo presentati agli elettori l’anno scorso, ottenendo la loro fiducia».

TUTTO SULLE DIMISSIONI DI BARBERINI

Nevi Dice il capogruppo di Forza Italia, Raffaele Nevi: «Il documento? Non pensavo si potesse scrivere un fiume di parole evitando di parlare della questione che da mesi ci tiriamo dietro. Walter Orlandi, il famoso ‘cane da guardia’ di cui Barberini disse di non sentire il bisogno rimarrà al suo posto e Barberini rientrerà in Giunta. Mi stupisco leggendo che, forse, a compensazione, viene introdotta una nuova poltrona di segretario generale della Giunta regionale. Che sia la merce di scambio? Non lo so ma non c’entra niente con l’efficienza della pubblica amministrazione di cui si parla nel documento».

Squarta «L’assessorato alla sanità – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia, Marco Squarta – deve affrontare questioni di primario rilievo. Purtroppo la maggioranza è troppo impegnata nelle lotte interne di potere e in questi ultimi quattro mesi, in maniera più evidente del solito, i problemi della gente sono pericolosamente scivolati in fondo alla lista. Il progetto di una Asl e una Azienda ospedaliera integrata Perugia-Terni consentirebbe di superare numerose criticità ma andrebbe portato avanti in maniera intelligente, senza avvantaggiare nessuno in termini di nomine né salvaguardando campanili. La Regione – insiste il consigliere regionale – non può andare avanti con ‘piani di emergenza’ che sono palliativi e nel lungo termine non risolvono i problemi ma deve assolutamente trovare il modo per arginare lo sperpero di risorse».

Mancini Il consigliere Valerio Mancini (Lega nord) sottolinea infine l’assenza di coerenza politica «di una frangia del Pd che, in un lodevole tentativo iniziale di rinnovare le cariche apicali della sanità, ha tenuto ferma per ben cinque mesi la macchina amministrativa della Regione». Il vicepresidente dell’Assemblea legislativa, nel definire «il figliol prodigo Luca Barberini uomo non immune al virus delle poltrone», dice a chiare lettere che il suo ritorno a Palazzo Donini «sancisce la vittoria su tutti i fronti della governatrice Catiuscia Marini. Tutto ciò non è altro che l’ennesima presa in giro per cittadini. Questo passo di Barberini nasconde accordi politici di lungo respiro, al momento sconosciuti agli umbri, ma che diventeranno evidenti a tutti in occasione delle prossime tornate elettorali».

Twitter @DanieleBovi

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