In media sono 170 le persone che ogni giorno si presentano al pronto soccorso dell’ospedale di Perugia, di cui circa l’80 per cento tra codici bianchi e verdi. Un dato che induce il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Emilio Duca, a ribadire come sia un «problema» che induce a lavorare «per cercare di gestire al meglio l’inappropriatezza dell’uso dei pronto soccorso». Lo ha detto in audizione, accompagnato da Roberto Ambrogi della direzione contabilità e bilancio e da Ilaria Bernardini dell’ufficio controllo di gestione, davanti alla Prima e Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria.
Pronto soccorso Gli accessi – ha spiegato Duca – sono circa 61/62 mila ogni anno, circa 170 persone al giorno. Ieri però ci sono stati 209 accessi per il picco influenzale. Dei 61 mila accessi il 10 per cento sono codici bianchi, 69 per cento codici verdi: insieme fanno quasi l’80 per cento. «Si sta lavorando – ha detto – per cercare di gestire al meglio l’inappropriatezza dell’uso dei pronto soccorso, e c’è un costante calo di pazienti che arrivano e che vengono ricoverati: si passa dai 30 ricoverati ogni cento accessi del 2016 ai 27 del 2018».
Numeri dell’azienda Duca ha ricordato come l’ospedale ha circa 800 posti letto, di cui 750 di degenza ordinaria e 50 di ricoveri di un giorno (day hospital e day surgery); l’azienda si compone di 52 unità operative sanitarie, 49 strutture complesse e 3 unità operative dipartimentali (di cui 30 a direzione universitaria e 19 a direzione ospedaliera); circa 3mila i dipendenti, di cui 220 dipendenti universitari convenzionati, 580 medici complessivi di cui 460 ospedalieri e 120 universitari (il personale universitario è circa l’8 per cento ma ha circa il 60 per cento delle apicalità). I dati testimoniano che ogni anno mediamente l’azienda fa 38/39 mila ricoveri con un trend in costante diminuzione, «e questo dimostra l’appropriatezza dei ricoveri». L’attività chirurgica ha un trend in costante e leggero aumento: dai 20.100 del 2016 siamo passati ai 20.500 del 2018.
Liste attesa Sulle liste di attesa «ogni anno – ha riferito il dg – è stato messo in campo un piano straordinario di intervento nel quale sono previsti accessi straordinari dei professionisti con apertura dei laboratori il sabato, la domenica e anche le sere. Tutte le prestazioni rientrano nei Rao, e ci sono criticità solo per la risonanza magnetica total body».
Parti in calo Nell’area materno-infantile, secondo Duca, «gli indicatori di qualità sono di eccellenza». E questo malgrado i parti siano in diminuzione per il calo demografico in atto (nel 2018 sono stati 1806). Il numero di parti con il cesareo dovrebbe stare sotto al 20 per cento, nell’ospedale di Perugia sono il 15 per cento i cesarei primari e l’8 per cento i secondari sceso. Il 20 dicembre l’azienda ha attivato il Sten (servizio di trasporto neonatale di emergenza) come servizio unico regionale; è stato avviato il percorso demedicalizzato della nascita assistito solo da ostetriche con le “stanze in Lucina”, e con il protocollo del gennaio scorso le nascite a basso rischio nel 2018 sono state 250.
Il bilancio Il quadro economico finanziario – ha affermato Duca – mostra che dal 2006-2007 c’è un equilibrio di gestione permanente. Anche negli ultimi 3 anni, quando nel 2016 si è riusciti ad ottenere un utile di oltre 2 milioni di euro che serviva a ripagare le perdite sistema regionale negli anni tra il 2000 e il 2006. In questo modo sono state azzerate le perdite pregresse dell’ospedale. Il pagamento dei fornitori è migliorato nel triennio: adesso dalla fattura al pagamento passano 19 giorni. E questo senza anticipazioni di cassa. Il piano di investimenti per il triennio 2019-2021 è di oltre 28 milioni di euro, dei quali più di 14 milioni derivano da economie che l’azienda riesce a fare.
Parcheggio Per il problema del parcheggio e la sicurezza è stato aumentato il monitoraggio con 11 telecamere nei 3 parcheggi principali e si sta ragionando «se mettere 5 telecamere di rilevazione delle auto che entrano nell’area, visto che mediamente abbiamo 20 mila persone al giorno che gravitano sull’ospedale».
