di F.T.

Alcuni sono stati completati o quantomeno avviati, altri sono in attesa dei decreti che permetteranno di far partire le singole gare d’appalto. Sono i lavori di ristrutturazione dell’ospedale Santa Maria. Il punto è stato fatto dai vertici del nosocomio, in testa il direttore generale Andrea Casciari, insieme alla presidente della Regione e al sindaco di Terni.

IL PUNTO SUI LAVORI: VIDEO

Investimento Il totale dei lavori previsti ammonta a 35 milioni e 700 mila euro. Di questi, 16 milioni e 900 mila provengono dall’accordo di programma fra regione e ministero della salute, 16 milioni – 6 dei quali già utilizzati – sono stati messi a disposizione dalla regione e dall’azienda ospedaliera e altri 2 milioni e 800 mila provengono dalle donazioni della fondazione Carit e dell’associazione ‘Aiutiamoli a vivere’.

Lavori in corso In questa categoria figurano il rifacimento della struttura di nefrologia e dialisi (1,8 milioni) e la sistemazione al quarto piano del dipartimento di scienze neurologiche. Quest’ultimo intervento – pari a 2,2 milioni di euro – vedrà la consegna entro fine luglio del nuovo reparto di neurologia e della ‘stroke unit’, insieme all’apertura del cantiere della neuro riabilitazione. Un altro intervento importante già avviato (2,7 milioni) è quello che porterà l’aria condizionata in tutto l’ospedale, corridoi inclusi. Al momento sono in corso i lavori esterni relativi ai tre ‘gruppi frigo’, poi si passerà alla parte interna. Fra i lavori avviati figurano quelli per l’accreditamento del servizio trasfusionale (200 mila euro) e per la riqualificazione e messa in sicurezza della mensa, degli ascensori, dell’ingresso dell’ospedale e l’acquisto di arredi e attrezzatura (3,4 milioni). Già in parte completata la sistemazione della rete fognaria antistante l’obitorio che prevede anche la riqualificazione dell’intera area (100 mila euro).

Gare avviate Parte dei 16,9 milioni di euro stanziati in base all’accordo di programma Stato-regioni hanno già ottenuto il via libera. Allo stadio più avanzato c’è il progetto (3,6 milioni) per l’adeguamento antincendio, elevatori e impianti elettrici che avrà un impatto importante anche sull’estetica del nosocomio. In questo caso la gara è in fase conclusiva. Gara in corso – e ben 267 offerte – anche per i lavori di risanamento e messa in sicurezza delle facciate dell’ospedale (totale 1,2 milioni). Il rifacimento di tutti gli impianti elettrici verrà invece realizzato attraverso il mutuo, pari a 5 milioni di euro, acceso dall’azienda ospedaliera.

In attesa del decreto di finanziamento – in qualche caso potrebbe arrivare entro l’estate – ci sono diversi interventi. Fra i più importanti figura l’appalto integrato (2,6 milioni) per l’adeguamento di alcuni servizi e dell’area d’ingresso. L’operazione comporterà anche una disposizione diversa e più razionale dei servizi: la degenza di ortopedia sarà collocata al quarto piano, il day surgery oculistica insieme ai servizi ambulatoriali e al blocco operatorio (due sale) troverà spazio al secondo piano, mentre la degenza della chirurgia vascolare e il week hospital di cardiologia finiranno al sesto piano. Il secondo lotto riguarda la ristrutturazione del servizio di anatomia patologica nella palazzina distaccata.

Altre opere Valgono 4,6 milioni i lavori di ristrutturazione dei locali posti al secondo seminterrato, destinati ad ospitare la diagnostica per immagini che potrà contare anche su nuove e più moderne apparecchiature. L’intervento prevede anche la realizzazione di un reparto autonomo di neuroradiologia interventistica che sarà collocato al primo piano, accanto alle sale operatorie. Tutto pronto anche per il completamento della medicina nucleare in continuità con la Pet-tac, quest’ultima frutto della donazione della fondazione Carit e già operativa da due mesi. Il progetto (1,9 milioni) prevede anche la sistemazione delle strutture complesse di endoscopia digestiva, epatologia e gastroenterologia che saranno raggruppate in un’unica struttura, nei locali lasciati liberi dall’attuale medicina nucleare.

Acceleratore lineare Appalto misto (2,5 milioni) anche per l’acquisto del terzo acceleratore lineare per la radioterapia oncologica che richiede la realizzazione di un nuovo ‘bunker’ in grado di accogliere la strumentazione. Fra i progetti deliberati, in attesa delle risorse, rientra anche l’acquisto di attrezzature per quasi 500 mila euro: si tratta di un’apparecchiatura portatile per gli esami di radiodiagnostica, quattro ecografi (neurologia, pronto soccorso, ginecologia, nefrologia), il completamento del sistema video endoscopico per la chirurgia toracica e altri strumenti per l’anatomia patologica.

Donazioni Grazie al contributo della fondazione Carit (2,6 milioni inclusa la nuova Pet-tac) sarà possibile acquistare nuovi letti, una Tac per il pronto soccorso e ventilatori per la rianimazione. Anche l’associazione ‘Aiutiamoli a vivere’ contribuirà alla riqualificazione del nosocomio con un investimento di 200 mila euro.

Il direttore «La seconda fase del percorso di rinnovamento dell’ospedale è stata completata – spiega Andrea Casciari -. Tutti i progetti sono stati presentati in Regione e sono pronti per l’ammissione al finanziamento. Una volta ricevuto il decreto di finanziamento, sarà aperto il bando di gara e saremo finalmente in grado di dare avvio alla terza fase. Ringrazio tutto lo staff aziendale che ha fatto un grosso sforzo per rientrare nel limite massimo originariamente fissato al 20 giugno. Confido che, considerata l’urgenza degli interventi, le procedure di finanziamento saranno attivate nel minor tempo possibile».

La Regione «Nel tempo – ha detto Catiuscia Marini – l’ospedale di Terni ha accumulato un gap significativo, dal punto di vista strutturale e tecnologico, rispetto ad altre strutture del sistema sanitario regionale. Ora possiamo finalmente potenziare come si deve una realtà che conta validi professionisti e vere e proprie eccellenze». Secondo la presidente della regione, «l’ospedale di Terni, anche più di quello di Perugia, è in grado di svolgere una funzione strategia in ragione della sua collocazione geografica». Il riferimento è alla mobilità dei pazienti: «Il saldo del 2013 (10 milioni di euro, 5 in più dell’esercizio precedente, ndR) è il migliore degli ultimi dieci anni. Se possiamo contare su queste risorse in più, il merito è anche e soprattutto della struttura di Terni, punto di riferimento per il suo territorio e non solo».

Il sindaco Di Girolamo ha sottolineato «il lavoro importante svolto dalla direzione aziendale sul fronte del riequilibrio del bilancio. Finalmente – ha aggiunto – è arrivato anche il nostro tempo e grazie all’impegno della regione possiamo accrescere il livello strutturale e tecnologico del Santa Maria, per molto tempo non adeguato alla qualità elevata dei suoi operatori. Ad oggi – ha aggiunto il sindaco – l’azienda ospedaliera di Terni è un punto di riferimento per tutto il centro Italia. Gli investimenti servono a mantenere questa leadership che dovrà caratterizzare anche gli anni a venire e le relazioni con i territori vicini».

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