di Fabio Toni
Un ospedale virtuoso e in grado di ottimizzare le risorse a disposizione. È quello di Terni, che per il futuro invoca un’attenzione maggiore da parte delle istituzioni. La direzione sanitaria del Santa Maria ha tracciato il bilancio alla fine del 2012. Analisi che rappresenta la chiusura di un ciclo, in vista della riorganizzazione della sanità umbra.
Numeri Il 2012 del Santa Maria è stato caratterizzato da 29.300 ricoveri (23.500 in regime di degenza e 5.800 in regime diurno), con una dotazione di 525 posti letto, occupati in media per il 90%. Le alte specialità sono cresciute dello 0,5% mentre diminuiscono le prestazioni di medio-bassa specialità in favore dei pazienti umbri: un dato legato al trasferimento di prestazioni dal day-hospital al regime ambulatoriale. Stabile il numero di pazienti provenienti da fuori regione: circa 5.500, soprattutto dall’alto Lazio, per un volume di prestazioni che supera i 28 milioni di euro. La richiesta di è cresciuta nei settori delle malattie infettive (+71,9%), ortopedia (9,6%), otorinolaringoiatria (6%), neurochirurgia (19,5%) e chirurgia digestiva (25,4%).
Giovannini «Il bilancio dell’ultimo triennio – afferma il direttore generale Gianni Giovannini – mostra un costante incremento nelle prestazioni di alta specialità. Dalla neurochirurgia all’area delle cardioscienze, senza dimenticare l’alto grado di innovazione raggiunto dalla struttura di chirurgia digestiva e unità del fegato, dall’area di endocrinochirurgia e dalla chirurgia urologica mini-invasiva. Tutti questi settori si sono caratterizzati per un forte incremento di richieste da fuori regione, per un servizio di assoluta qualità e per la considerazione di cui godono anche negli ambiti della ricerca».
Pronto soccorso Grazie alla cosiddetta «osservazione breve», che permette di valutare in maniera più approfondita le condizioni dei pazienti che si presentano al pronto soccorso, è stato possibile ridurre i ricoveri di 1.125 unità. Una boccata di ossigeno, in termini di posti letto, per alcune aree tradizionalmente in difficoltà, come medicina e chirurgia generale.
Fondi Dei 16 milioni stanziati nel 2010 a livello statale, finora il Santa Maria non ha visto un solo euro. La struttura, che necessita di una profonda ristrutturazione, sconta soprattutto questo dato. Ma non è il solo. La Regione, in relazione al 2011, ha messo sul piatto 6 milioni di euro degli 8 previsti. Una cifra «anticipata» e frutto di un impegno da parte di palazzo Donini. Ma lo sguardo di lavora da anni per il Santa Maria, non può non allargarsi al contesto regionale.
Polemica fondi «All’ospedale di Terni viene riservato circa l’8% del fondo sanitario regionale. Con queste risorse – spiega Giovannini – riusciamo a rappresentare il 20% dell’attività sanitaria dell’Umbria in termini di ricoveri». Ed emergono altri dati lusinghieri, come il 4° posto su 73 ospedali (dati del 2009) in fatti di costi medi per ricovero: 6.990 euro a paziente contro una media italiana che supera i 10 mila euro. La lettura ‘grandi risultati con mezzi modesti’ viene ritenuta però semplicistica. «Sono stati fatti investimenti tecnologici di altissimo livello – afferma il direttore generale – ed è questa la sfida per il futuro. In più la trasformazione del Santa Maria in azienda ospedaliera universitaria comporterà un riassetto nei finanziamenti regionali». Una speranza condivisa anche dai cittadini che chiedono un impegno diretto e maggiore da parte della politica locale.
