Il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto, ha avviato la procedura per la riattivazione in deroga del punto nascita dell’ospedale San Matteo degli infermi di Spoleto, su richiesta della presidente della giunta regionale Stefania Proietti. A renderlo noto è la Regione in un comunicato.

Servizio essenziale La decisione mira a ripristinare un servizio ritenuto essenziale per l’area di Spoleto e della Valnerina, zone caratterizzate da una popolazione dispersa su un territorio vasto e montano, con difficoltà di collegamento e tempi di percorrenza spesso superiori a un’ora per raggiungere il punto nascita più vicino, quello di Foligno. La riapertura permetterebbe di riportare i tempi di accesso «abbondantemente al di sotto dei 60 minuti», soglia considerata di sicurezza per le donne in gravidanza. Il punto nascita di Spoleto era stato sospeso nell’ottobre 2020, quando l’ospedale fu parzialmente riconvertito per la gestione dei pazienti Covid. Da allora le donne del territorio hanno dovuto rivolgersi ai punti nascita di Foligno, Terni e Perugia.

Rilancio La riattivazione del servizio – prosegue Palazzo Donini – si inserisce in un piano più ampio di rilancio dell’ospedale di Spoleto, che prevede il potenziamento della ginecologia e ostetricia, con la nomina di un nuovo responsabile facente funzione, l’assunzione di anestesisti, infermieri e operatori socio-sanitari, nonché il rafforzamento della cardiologia e lo sviluppo delle attività di chirurgia robotica. Sono inoltre in fase avanzata i lavori per la Casa di comunità e in partenza quelli per il nuovo pronto soccorso, finanziati con fondi del Pnrr.

Il percorso L’iter amministrativo prevede ora l’esame della richiesta da parte della commissione regionale competente, che dovrà esprimere il proprio parere prima della trasmissione formale al Ministero della Salute. Sarà quest’ultimo a pronunciarsi definitivamente sulla riapertura del punto nascita di Spoleto, che è sotto i 500 parti all’anno fissati come soglia minima da un decreto del 2015 del ministero.

La manifestazione L’annuncio della Regione arriva a poche ore dalla manifestazione convocata per sabato mattina da cittadini e comitati. Un appuntamento organizzato davanti al San Matteo proprio per chiedere la riapertura dei reparti chiusi nel 2020; oltre al punto nascita si parla anche di pediatria, chirurgia, medicina, cardiologia, rianimazione, ostetricia e traumatologia.

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