A Spoleto torna la mobilitazione per il futuro dell’ospedale San Matteo degli Infermi. Sabato 11 ottobre 2025, alle 10.30, cittadini e comitati locali torneranno a manifestare davanti alla struttura, a un anno dall’impegno scritto da Proietti e dalla sua coalizione nel programma elettorale per la riapertura immediata dei reparti chiusi nel 2020. «Nonostante le promesse – spiegano gli organizzatori – nulla è cambiato e la richiesta unanime della popolazione resta inascoltata, nonostante le numerose proteste organizzate a Spoleto e Perugia e le oltre diecimila firme raccolte fino a oggi».

Secondo i promotori della mobilitazione, ad oggi sono state solo avanzate «parole e promesse, senza atti concreti»: «La giunta regionale sembra più attenta a curare gli equilibri politici di maggioranza e a salvaguardare interessi particolari, piuttosto che garantire ai territori ciò che per legge gli spetta. Nella realtà, Spoleto e la Valnerina dovrebbero poter contare su un ospedale Dea di primo livello, con tutti i reparti fondamentali per la rete dell’emergenza-urgenza».

Il mancato intervento delle istituzioni locali, denunciano i comitati, ha contribuito a uno stallo che penalizza i cittadini: pazienti costretti a spostarsi verso altri ospedali, posti letto dimezzati e centinaia di posti di lavoro persi. Per questo, la manifestazione dell’11 ottobre vuole ribadire con forza la richiesta di cancellazione di ogni atto legato al cosiddetto Terzo polo ospedaliero e la riapertura immediata dei reparti chiave, tra cui punto nascita, pediatria, chirurgia, medicina, cardiologia, rianimazione, ostetricia e traumatologia, insieme ai servizi essenziali attivi 24 ore, indispensabili per garantire il corretto funzionamento dell’ospedale.

L’iniziativa è promossa dal Comitato di strada per la salute pubblica, dal Comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria della città di Spoleto e della Valnerina e dal Coordinamento per la pace, i diritti e la difesa dell’ambiente, che invitano la popolazione a partecipare per ribadire il diritto a una sanità pubblica ospedaliera pienamente operativa.

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