di Daniele Bovi
«La calma, la dolcezza, la competenza e la determinazione nell’affrontare i problemi erano le principali caratteristiche di una persona che fino all’ultimo, anche quando il fisico era provato dalla malattia, ha voluto partecipare alle nostre attività». È iniziato così, con le parole del direttore generale Walter Orlandi in ricordo dell’assessore Franco Tomassoni, morto poche settimane fa dopo una malattia, il tradizionale appuntamento di fine anno organizzato venerdì dall’Azienda ospedaliera di Perugia e dedicato agli obiettivi raggiunti e da raggiungere. Un ricordo al quale si sono uniti tutti i presenti, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali passando per Emilio Duca, direttore regionale dell’area sanità e per anni stretto collaboratore di Tomassoni, oltre a tutti i medici e al personale presente all’aula magna della Facoltà di Medicina.
Conti a posto «Pur con circa sette milioni di euro in meno – ha detto Orlandi illustrando i numeri – abbiamo chiuso il bilancio 2013 con 480 mila euro di utili». Con un certo orgoglio poi rivendica che l’Azienda paga «i suoi fornitori a 45 giorni, e parliamo di oltre 150 milioni di euro». Diminuiscono i ricoveri in degenza ordinaria attestati a quota 36.079 (rispetto ai 36.784 del 2012) e aumentano i day surgery (5.187, rispetto ai 4.955 del 2012). Sul fronte dei ricoveri totali (41.266 contro i 41.739 del 2012) secondo Orlandi c’è ancora da lavorare (il numero va diminuito) così come sule prestazioni sanitarie spesso prescritte ai pazienti ma che sono «inappropriate e dannose». «Un esame radiologico su tre – ha spiegato Manuela Pioppo della direzione ospedaliera – è inutile». Aumentano interventi procedure chirurgiche che raggiungono la cifra di 20.098 (cento in più rispetto al 2012), con un trend in crescita negli ultimi anni (nel 2006 erano 17.313 gli interventi chirurgici). «Particolarmente significativa» poi secondo l’Azienda l’eliminazione dei day-hospital diagnostici (spesso usati per eludere liste di attesa e non pagare i ticket) passati da 2.500 del 2007 al quasi totale azzeramento nell’anno in corso.
I numeri Aumenta anche il tasso di utilizzo dei posti letto (92,7%, +2,7% rispetto all’anno precedente), mentre la degenza media rimane costante intorno ai sette giorni e quella pre-operatoria si attesta ad 1,5 giorni (media italiana 1,9). Dai numeri emerge poi la riduzione dal 27% al 24% dei parti cesari primari (le nascite stimate per il 2013 sono 2.005) mentre quelli indolore sono 352 contro i 270 del 2012. Al pronto soccorso gli accessi sono stati 66 mila, con un aumento di circa mille codici rossi e gli e una riduzione di quelli bianchi, considerati inappropriati. Tra i progetti portati avanti, oltre a una convenzione con Umbra acque grazie alla quale in ospedale arriverà acqua mineralizzata a cinque centesimi ogni 1,5 litri, il completamento della cartella clinica informatizzata, l’«Ospedale senza dolore», con la misurazione sistematica del dolore al letto del malato; il percorso per l’accreditamento di tutti i Dipartimenti sanitari che coinvolge tutti i professionisti medici e infermieri. Inoltre l’Ospedale ecosostenibile, attraverso la raccolta differenziata (le punte di adesione arrivano anche al 40%) e l’attivazione di un impianto fotovoltaico di ultima generazione, oltre che di una nuova centrale di trigenerazione.
Marini: buoni risultati «Il 2013 – ha detto la presidente Marini – è stato un anno di buoni risultati per la sanità umbra. In questo quadro è particolarmente significativo ed importante il fatto che il bilancio dell’Azienda Ospedaliera di Perugia si chiuda con il segno positivo». Risultati raggiunti grazie ad un «lavoro di squadra» e che «ci ha consentito di essere la prima Regione benchmark per la definizione dei costi standard». «Questi buoni risultati – ha detto ancora la presidente Marini – rappresentano per tutti certamente un motivo di orgoglio, ma ci impongono soprattutto una maggiore responsabilità. A partire da quella di proseguire il lavoro di attuazione della riforma del sistema sanitario regionale, grazie alla quale abbiamo potuto anticipare le stesse linee guida nazionali in materia di riqualificazione, riorganizzazione e riduzione dei costi della sanità». Una partita decisiva sarà quella che si giocherà la prossima settimana, con la Conferenza Stato-Regioni chiamata a ripartire il Fondo sanitario per il 2013. Poi, a gennaio, la sottoscrizione del nuovo Patto per la salute.
Boccali: basi solide «Poggiando su queste solide basi – ha detto poi Boccali – dobbiamo impegnarci per migliorare ancora. I dati sono incoraggianti anche su alcuni capitoli serve uno sforzo ulteriore». Uno di questi riguarda «l’annoso problema del parcheggio e della viabilità», con macchine sistemate ovunque come venerdì mattina: «L’organizzazione – ha osservato il sindaco sottolineando in primis la sua responsabilità – è sbagliata».
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