Un orto solidale come risposta concreta all’Enciclica di Papa Francesco. Questa l’opera segno avviata a Trevi dall’Archidiocesi di Spoleto-Norcia all’indomani della pubblicazione di Laudato si’ – sulla cura della casa comune attraverso cui il pontefice ha richiamato al tema della custodia del Creato, rimarcando l’esistenza di un’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta.
Orti solidali a Trevi Nel tentativo di creare ricadute a livello territoriale, attraverso la realizzazione di opere segno e di gesti concreti, capaci di rappresentare in termini pratici i contenuti dell’Enciclica del Papa, la Caritas diocesana e quella interparrocchiale di Trevi hanno puntato sl progetto Coltivazione di orti solidali. In particolare, grazie alla concessione gratuita da parte della Regione dell’Umbria di un terreno a Borgo Trevi e da anni incolto, sarà possibile produrre frutta e ortaggi al fine di promuovere l’integrazione sociale, di sostenere le famiglie in difficoltà economica, di offrire a persone disoccupate l’opportunità di formazione, ma anche competenze sulla gestione e produzione di prodotti ortofrutticoli, di valorizzare l’esperienza di anziani e pensionati, di migliorare la condizione socio-economico-relazionale del territorio.
Trenta assegnazioni Gli orti saranno assegnati in primis a circa trenta persone e/o famiglie in difficoltà residenti nel Comune di Trevi per le quali è accertato, da parte della Caritas, uno stato di disagio elevato. Si valuteranno poi i requisiti idonei ad altre assegnazioni in base alla condizione socio-familiare o relazionale (pensionati o persone che vivono sole). «Riteniamo che l’utilizzo di un terreno nella forma degli orti solidali – afferma Giorgio Pallucco, direttore della Caritas diocesana – assolva contemporaneamente a diverse esigenze materiali e socio-relazionali, per il singolo e per la comunità». Il progetto non è naturalmente a scopo di lucro e gli assegnatari dell’orto solidale potranno beneficiare direttamente del frutto della loro attività e, laddove possibile, collaborare reciprocamente per lo scambio dei prodotti. Le eventuali eccedenze saranno gestite dalla Caritas interparrocchiale di Trevi, che provvederà a distribuirle alle altre fasce di povertà presenti sul territorio.
