di Massimo Colonna
Nelle Rsa sono 165 gli ospiti positivi di cui 27 ricoverati, ma c’è una casa di riposo con tutti gli operatori e tutti gli ospiti positivi al Covid-19. E’ quanto succede a Castel Giorgio, comune dell’Orvietano, dove 31 persone, di cui 23 ospiti e otto operatori, sono risultate positive agli ultimi tamponi. Una situazione che ha messo in moto tutta la trafila sanitaria: amministrazione comunale e Usl hanno attivato le procedure del caso (soltanto due operatori risiedono nel Comune di Castel Giorgio, altri fuori, alcuni a Viterbo) mentre i gestori della struttura hanno provveduto alla sostituzione del personale.
Sintomi lievi «Fortunatamente – spiega il sindaco Andrea Garbini al telefono – le persone risultate positive stanno bene e presentano soltanto sintomi lievi. Abbiamo attivato tutte le procedure del caso e abbiamo la situazione sotto controllo. Nel frattempo, sul nostro territorio, una persona precedentemente positiva risulta guarita dal Covid-19. Soprattutto in questa fase, è importante rispettare le prescrizioni previste dai decreti del governo e anche non diffondere notizie non conformi alla realtà dei fatti. Colgo l’occasione per ringraziare l’Usl di Orvieto per il lavoro che svolge quotidianamente, e ringrazio anche il presidente della Commissione Sanità della Regione, Eleonora Pace, per la disponibilità dimostrata».
Il caso Foligno Altro caso che desta preoccupazione è quello della Fondazione Opera Pia Bartolomei Castori di Foligno. Completato il ciclo di tamponi per ospiti e personale sanitario nella struttura dove sono risultati positivi 36 dei circa 60 pazienti ospitati. In base a quanto confermato dalla diocesi, con il vescovo che è il rappresentante legale della Fondazione, due ospiti presentano sintomatologia lieve, come la febbre. Tutti gli altri sono in buone condizioni e naturalmente in isolamento, dove vengono gestiti da personale dedicato in base ai protocolli e con la sorveglianza della Usl 2. Per ora il personale medico ritiene che le condizioni non siano tali da procedere coi ricoveri ospedalieri, né con trattamenti specifici, come la somministrazione di ossigeno. Al ciclo di tamponi sono stati sottoposti anche gli operatori sanitari che operano nell’Opera Pia Bartolomei Castori, che sono circa 60 e di questi 15 sono risultati positivi al Covid 19. Dall’amministrazione della Fondazione spiegano che non ci sono criticità legate alla copertura dei turni e che tutti i servizi sono regolarmente garantiti agli ospiti.
In Regione Intanto la consigliera regionale del Partito democratico, Donatella Porzi, ha presentato una mozione proprio sulla tutela delle Residenze assistenziali per anziani dal contagio Covid. «Serve un piano regionale per le Rsa, una delle categorie più esposte a questa seconda ondata di pandemia da Coronavirus». Nello specifico, la mozione della consigliera Porzi prevede «test per monitorare settimanalmente gli operatori sociosanitari in servizio e il personale addetto ai servizi generali e la possibilità di testare settimanalmente anche gli ospiti». Si prevede la disponibilità certa di strutture di supporto per trattare gli anziani positivi, nel caso in cui la Rsa non abbia sufficienti spazi separati, adeguati e disponibili. «Occorre – prosegue Porzi – anche mettere a disposizione, senza formalità burocratiche, medici specialisti da parte degli ospedali per consulenze e supporto al personale medico delle Rsa e, soprattutto, il versamento entro la fine del mese dei contributi previsti nel budget 2020 e non ancora versati per i posti letto rimasti vuoti a causa della pandemia. A coordinare il tutto servirà una cabina di regia regionale, con la partecipazione di specialisti e gestori, per monitorare le misure di gestione e contenimento del Covid19 nelle Rsa».
