Il teatro Open Air abbandonato

di Mauro Pacelli

La società “Teatro Open Air Srl” è fallita. Questo vuol dire che i numerosi creditori che da anni attendevano di vedersi pagare fatture e parcelle – l’avvocato Roberta Tarani, curatore fallimentare nominato dal tribunale di Terni, ha provveduto con una raccomandata, ad informare del provvedimento i creditori stessi – dovranno mettersi in fila per cercare di riscuotere quanto gli spetta.

La sentenza, che decreta il fallimento della società che nel 2006 aveva allestito il grande teatro all’aperto presso il parco dei pini di Narni Scalo, è stata emessa lo scorso 13 novembre e lo stesso giorno è stata depositata presso la Cancelleria Fallimentare. Il giudice delegato è Paola Vella la quale ha indetto per il prossimo 11 marzo l’adunanza dei creditori «per l’esame dello stato passivo».

Tutti coloro che avanzano dei crediti nei confronti della società, che fa capo a numerosi imprenditori narnesi, dovranno presentare apposita domanda entro il termine perentorio di 30 giorni prima dell’adunanza medesima. L’apertura della procedura fallimentare di Narni Open Air, pone di fatto la parola fine a un’esperienza che era partita sotto i migliori auspici.

Montare un teatro così grande, in grado di ospitare migliaia di persone sedute ed allestire nelle prime due stagioni programmi di altissimo spessore artistico e culturale, avevano illuso tutti che quel progetto potesse sin da subito prendere il volo e consolidarsi. Ma non è stato così e già a metà del secondo anno cominciarono a manifestarsi i primi problemi, con concerti di personaggi di spicco rinviati o annullati. Fino ai successivi disimpegni che portarono ben presto l’imponente struttura nel più totale degrado. Ora di quel che resta del teatro se ne stanno occupando il giudici del Tar dell’Umbria i quali si dovranno pronunciare sulla spinosa questione.

Ai proprietari della struttura, che giace abbandonata creando problemi di sicurezza e di degrado ambientale, circa un anno fa l’allora sindaco Bigaroni inviò un’ordinanza con la quale li intimava a smontare tutto ed a ripulire l’area. Un’ordinanza mai rispettata, che aveva piuttosto indotto i proprietari, che ritenevano ingiusto il provvedimento del sindaco, a ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale. Il Comune nel frattempo ha però preparato un’altra ordinanza con la quale chiede ai proprietari del teatro di mettere in sicurezza i luoghi. «Quell’impianto – afferma l’assessore ai Lavori Pubblici Gianni Giombolini – rappresenta un grave pericolo per tutti, quindi al di là delle lunghe vicende che ne hanno caratterizzato la sua esistenza, quello che ci preme è fare in modo che nessuno, a differenza di quanto avviene oggi, possa più entrare all’interno della struttura, rischiando di farsi male. L’area che ospita il palco e la platea, insomma, dovrà essere chiusa in modo tale che nemmeno un cagnolino possa più accedervi».

Con il fallimento della società che gestiva la struttura ci sarà qualcuno pronto a rispettare la nuova ordinanza sindacale? Intanto i cittadini chiedono che il teatro venga smontato e che l’area verde venga loro riconsegnata.

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