Il tavolo dei relatori con Valerio Onida

di Diletta Paoletti

«La politica di oggi sta pericolosamente trascinando la Costituzione nell’arena dello scontro politico, tradendone la natura di patrimonio comune e negando brutalmente il suo essere fattore unificante».  E’ uno dei messaggi principali che il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida ha espresso venerdì 21 gennaio a Perugia, nel corso dell’iniziativa “Cittadinanza e Costituzione”, organizzata dal circolo perugino di Libertà e Giustizia con il patrocinio del Comune.

Costituzione a scuola A introdurre e moderare il dibattito – dopo i saluti del sindaco Wladimiro Boccali – il coordinatore di circolo Alessandro Tancredi e Mauro Volpi, docente di diritto costituzionale all’Ateneo perugino. L’iniziativa è stata concepita come occasione di approfondimento nell’ambito dell’attività che vede il circolo LeG di Perugia impegnato a portare la Costituzione tra i banchi delle scuole cittadine. Negli istituti scolastici che hanno aderito all’iniziativa, quindi, professionisti che operano quotidianamente e concretamente nell’ambito dell’applicazione dei dettami costituzionali o che ne studiano gli aspetti giuridici, storici e filosofici possono confrontarsi con i giovani sui temi e sui valori fondamentali della nostra democrazia.

Politica e Costituzione In una sala gremita, Onida ha potuto riaffermare il senso profondo del testo costituzionale: non solo legge fondamentale ma patrimonio comune da assimilare ed interiorizzare, non semplicemente enunciato giuridico ma insieme di valori etico-politici fondanti la società. Norma sulle norme, la Costituzione è “materia viva” che esiste solo in quanto riconosciuta. L’effettività del testo costituzionale, ha sottolineato Onida, sta – infatti – nella sua capacità di divenire coscienza diffusa, accettata, rispettata e condivisa, facendo dell’insieme di individui una “comunità”. «La politica di oggi – ha osservato Onida – sta pericolosamente trascinando la Costituzione nell’arena dello scontro politico», tradendone la natura di patrimonio comune e negando brutalmente il suo essere fattore unificante.

Tanti interventi Molti gli interventi dal pubblico: studenti, docenti e cittadini sono intervenuti esprimendo preoccupazione e allarme per lo stato attuale della democrazia. Numerosi i giovani presenti, studenti di liceo e universitari che, prendendo la parola, hanno evidenziato una forte “domanda di Costituzione” e, con essa, uno spiccato desiderio di partecipazione civica. In molti hanno dimostrato la volontà di conoscere nel dettaglio un testo che mantiene inalterato nel tempo il proprio fascino, capace ancora oggi di attrarre e coinvolgere, anche sentimentalmente, le giovani generazioni. Altrettanto numerosi e appassionati gli interventi dei professori degli istituti superiori partner di Libertà e Giustizia: il progetto, hanno sottolineato, si è dimostrato particolarmente efficace nello stimolare l’interesse delle classi verso la Costituzione – finora troppo spesso trascurata – ottenendo un riscontro particolarmente positivo tra i ragazzi. La scuola, è stato ribadito, rappresenta la principale agenzia educativa in grado di veicolare efficacemente i valori della democrazia e della cittadinanza.

Testo “vivo” Preziosa e riuscita occasione di incontro, l’incontro è servito soprattutto a ricordare come i valori costituzionali rappresentino il necessario terreno comune e costituiscano un imprescindibile elemento di condivisione. In altre parole, si tratta di quella “cultura dei valori comuni” da salvaguardare e difendere, pena la dissoluzione della stessa comunità sociale. Testo fondamentale «vivente oltre che vigente», la Costituzione rappresenta quel minimum etico e civile senza il quale della politica non rimarrà altro che l’arrogante e violento prevalere di una parte sull’altra.

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