Il sindaco Wladimiro Boccali (Foto Troccoli)

Dice «basta» a certa gente in giro per Perugia ed invoca la «tolleranza zero», il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, in un duro commento sull’omicidio in via della Pallotta di un tunisino con precedenti per spaccio di droga.

Quanto fatto non basta «Quello che è avvenuto la scorsa notte – dice Boccali in una dichiarazione – va molto oltre la capacità di sopportazione dei perugini. Un morto accoltellato in una rissa nei pressi di un bar in una zona centrale diPerugia, e tutto naturalmente riconducibile allo spaccio della droga ed alla guerra delle bande. La vittima è un nordafricano già inquisito in passato per reati legati alla droga. Come quasi tutti, del resto, gli altri delinquenti che girano ogni giorno per la città vendendo droga e azzuffandosi per i loro interessi». «Da quando sono sindaco – prosegue Boccali – ho chiesto, sollecitato, pressato le forze dell’ordine e la magistratura affinché diano sicurezza ai perugini. E’ il loro dovere; è il nostro diritto. Sono state fatte cose importanti, e certo va riconosciuto che polizia, carabinieri, guardia di finanza, il contrasto al traffico degli stupefacenti lo hanno fatto. Evidentemente non basta».

Non li vogliamo più vedere «Credo allora – prosegue il sindaco – sia ora di cambiare toni, da parte della città che rappresento; e passo, da parte di chi deve dare una risposta: noi questa gente non la vogliamo più vedere sulle nostre strade. Non vogliamo vedere questi spettacoli raccapriccianti, non vogliamo che questi criminali facciano, più o meno indisturbati, il loro comodo. Non ci basta il lavoro, vogliamo i risultati: nessuna tolleranza, prendeteli e metteteli dentro, e se irregolari, come quasi tutti, siano espulsi, perché Perugia è accogliente, come dimostra la sua storia, con chi viene qui a lavorare, studiare, rifarsi una vita – e sono i più – ma non vuole raccattare delinquenti».

Lo Stato deve tutelarci «Il Comune – ricorda il sindaco – ha sottoscritto un patto per la sicurezza e fa esattamente quanto gli compete. Nel patto è scritto che i problemi su cui concentrarsi sono droga e immigrazione clandestina, spesso legati tra loro. Immagino che nessuno pensi che il narcotraffico possa essere debellato dai i vigili urbani o che i sindaci, tanto più dopo che sono stati privati dello strumento delle ordinanze, abbiano i poteri di magistratura e polizia. La scoperta di una centrale camorrista a Perugia è un fatto inquietante. Il traffico della droga non è certamente un fenomeno slegato da questa aggressione alla città che qualcuno pensa di compiere. Allo Stato chiediamo di tutelarci – conclude Boccali – e di far tornare Perugia quella che è sempre stata».

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5 replies on “Omicidio alla Pallotta, Boccali: «Basta, non vogliamo più certa gente a Perugia»”

  1. Capisco che la situazione è insopportabile e che bisogna fare qualcosa , ma occhio alle generalizzazioni tipo “tutti gli spacciatori sono Tunisini” o ” tutti i clandestini sono delinquenti”.
    fanno solo che aumentare l’intolleranza e non risolvono il problema.
    Il problema è che a Perugia come in Italia conviene fare il delinquente piuttosto che il bravo cittadino onesto, tanto non ti punisce mai nessuno…………

    1. Non mi pare dica questo l’articolo,che tutti gli spacciatori sono tunisini o clandestini. Mi pare chiaro che la c’è un problema di fondo: criminalità organizzata. Io,personalmente,da studente quale sono all’Università,che faccio molti sacrifici per mantermi gli studi, NON mi sento affatto tutelato e la situazione va presa per le corna! NON è possibile..

  2. Nessuno chiede alle forze dell’ordine di fare miracoli. Sarebbe però logico e quasi scontato che, in una situazione degenerata fino a questo livello, in cui la tolleranza di fondo ha fatto da terreno fertile di coltura, per questa delinquenza, si desse il via a controlli serrati: Le strade in cui questa gente agisce sono conosciute le loro facce e i loro comportamenti sono caratteristici e riconoscibilissimi da lontano e i cittadini di Perugia sono da sempre disposti a collaborare con le forze dell’ordine:
    Dunque, così come è possibile fermare un automobilista che se ne torna a casa dal lavoro,per mantenere la famiglia e questo Stato con tutti, di con tutti i suoi statali.
    Così com’ è possibile chiedergli i documenti e perquisirgli la vettura, in certi casi,

    perché non si controllano sistematicamente tutti questi signorini importati che girano da pomeriggio a notte,sempre?
    Perché non si rimandano subito fuori dal territorio una volata usciti di galera o per il semplice fatto d’essere irregolari e senza attività lecita?
    Perché la magistratura non si attiva con indagini specifiche sul territorio a contrastare con tutti i mezzi questo fenomeno?

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