Un piccolo bidone e la card

di D.B.

Debutterà in molti comuni dell’Umbria a febbraio e sarà presentato nei prossimi giorni in una conferenza stampa «Olly», il nuovo sistema di raccolta degli oli esausti alimentari. Ad annunciarlo in una nota è Gesenu che sostiene di aver scelto «il più innovativo sistema di raccolta e recupero degli oli alimentari esausti di provenienza domestica e da utenze produttive». «Olly» è un sistema che da qualche tempo sta funzionando con un certo successo in Germania, Austria e ora in circa 800 comuni italiani. In Italia detentore del marchio è l’azienda EcoEnergia, che ha stipulato a dicembre una convenzione con Gesenu. La finalità dell’accordo non si limita alla raccolta e gestione dell’olio esausto in maniera corretta, ma al suo inserimento nel percorso per la sua trasformazione in una fonte energetica riutilizzabile.

Come funziona Il funzionamento del sistema è semplice: chi vorrà potrà tenere a casa, in azienda, nel negozio, in un ristorante od ovunque ci sia la necessità di buttare oli alimentari, uno o più piccoli secchi da tre litri (per le utenze commerciali i litri salgono a 25) dove sistemare l’olio con cui si è fritto, quello delle scatolette di tonno, delle conserve, burro o altri grassi andati a male. L’utente poi, munito di una tessera, potrà andare in una ‘casina’ di «Olly», ovvero in uno dei punti di raccolta (tre ce ne sono già a Città di Castello) e avere in cambio un bidoncino pulito, mentre quelli sporchi verranno lavati e riutilizzati. Nel 2014, secondo i dati forniti dall’azienda, ogni ‘casina’ ha raccolto duemila chili di olio, che poi viene reimpiegato per produrre biodiesel o energia.

PERUGIA, IN CENTRO STORICO NUOVO SISTEMA DI RACCOLTA DIFFERENZIATA

Danni per l’ambiente Un materiale, l’olio esausto, che troppo spesso viene gettato nel lavandino con danni consistenti per l’ambiente: secondo quanto spiegano i promotori del sistema un kg di olio vegetale è sufficiente a coprire circa mille metri quadri di qualsiasi specchio d’acqua; un materiale che creando un sottile strato, impedisce alla luce di penetrare e a ogni forma di vita, animale e vegetale, di assumere le sostanze nutritive per sopravvivere. «La realizzazione e la gestione del progetto – spiega sempre Gesenu – non comporterà alcun onere a carico del Comune di Perugia, in quanto tutti i costi relativi all’acquisto delle attrezzature necessarie allo svuotamento ed alla manutenzione dei contenitori saranno sostenuti da Gesenu attraverso il ricavato della vendita dell’olio conferito al Conoe, il Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali e animali esausti».

Rosetti La nota di Gesenu suona come una risposta al capogruppo del M5S Cristina Rosetti, che giovedì aveva parlato dei ritardi da parte del Comune di Perugia nell’avvio del progetto di recupero degli oli esausti: «Nessuno – scrive – dei progetti presentati nel piano finanziario per il 2015 è partito. Uno di quelli più rilevanti sotto il profilo ambientale: l’installazione di 20 colonnine per il recupero di oli esausti, di origine domestica, tanto sbandierato, è ancora sulla carta». Il progetto era stato approvato con una delibera nell’ottobre 2014 e «si era calcolato un periodo di attivazione pari a circa 90 giorni». «È passato più di un anno – attacca Rosetti – e non si sa nulla!». Secondo i dati di Rosetti ogni anno a Perugia vengono prodotti 444 mila chili di oli esausti solo da parte delle utenze domestiche «ma con l’attuale sistema di raccolta presso i centri di raccolta comunale si riesce ad intercettare appena il 5,75 per cento del quantitativo prodotto, mentre il restante 94 per cento viene smaltito in maniera errata».

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