Occupazione femminile, l’Umbria è tra le regioni dove cresce di più: terza in Italia nell’ultimo triennio. L’Umbria è tra le regioni italiane dove l’occupazione femminile è cresciuta più rapidamente negli ultimi tre anni. Tra il 2022 e il 2025 il numero di donne occupate ogni cento residenti tra i 15 e i 64 anni è aumentato del 5,2%, il terzo incremento più elevato a livello nazionale dopo Basilicata (+6,3%) e Abruzzo (+5,5%). La media italiana si è fermata al +2,9%. È quanto emerge dalle elaborazioni del Sole 24 Ore su dati Istat dedicate all’andamento del lavoro femminile.
Complessivamente, in Umbria risultano occupate 63,3 donne ogni cento residenti nella fascia di età compresa tra i 15 e i 64 anni. Un valore superiore alla media nazionale, che si colloca intorno al 54%, anche se ancora distante dai livelli dei Paesi europei con la maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro.
L’analisi per classi di età mostra come il tasso di occupazione raggiunga il valore più elevato tra le donne di 35-49 anni, dove lavorano 82,4 residenti donne su cento. Nella fascia 25-34 anni il dato è pari al 67,4%, mentre tra le 50 e i 64 anni si attesta al 65,6%, confermando anche in Umbria il rafforzamento della presenza delle lavoratrici più mature. Più contenuto, invece, il dato relativo alle più giovani: nella fascia 15-24 anni lavorano 15,2 ragazze ogni cento residenti.
Il quadro regionale segue una tendenza che interessa l’intero Paese. Secondo le elaborazioni del Sole 24 Ore, negli ultimi tre anni la crescita dell’occupazione femminile italiana è stata trainata soprattutto dalle over 50. A incidere sono sia l’invecchiamento della popolazione sia il progressivo allungamento della vita lavorativa, favorito dalla riduzione delle possibilità di uscita anticipata dal lavoro. A livello nazionale il tasso di occupazione delle donne tra 50 e 64 anni è aumentato del 5,2% nel triennio, mentre quello delle donne tra 25 e 34 anni è cresciuto del 3,2%. Tra le più giovani, invece, si registra una lieve flessione.
Per l’Umbria il risultato assume particolare rilievo perché la regione si conferma stabilmente tra quelle del Centro-Nord con i livelli di partecipazione femminile al lavoro più elevati. Il dato regionale di 63,3 occupate ogni cento donne in età lavorativa supera infatti di circa nove punti percentuali la media italiana, pur restando lontano dagli standard dei principali Paesi europei.
Il confronto internazionale evidenzia infatti come il divario resti ampio. Secondo Eurostat, il tasso medio di occupazione femminile nell’Unione europea è pari al 66,6%, con i Paesi Bassi vicini all’80% e la Francia oltre il 66%. Anche Grecia e Romania presentano oggi livelli superiori a quelli italiani.
Accanto ai segnali positivi continua inoltre a pesare il fenomeno dell’inattività femminile. In Italia sono circa 7,8 milioni le donne tra 15 e 64 anni che non lavorano e non cercano un impiego. Secondo un recente studio dell’Inapp, oltre 1,2 milioni sarebbero disponibili a lavorare, ma tra gli ostacoli principali continuano a figurare gli impegni di cura verso figli, anziani e familiari non autosufficienti. Lo stesso studio rileva che l’11% delle donne inattive umbre possiede una laurea o un titolo di specializzazione, una delle quote più elevate del Paese, segno che il mancato ingresso nel mercato del lavoro riguarda anche persone con elevata qualificazione.
Per gli esperti dell’Inapp la crescita dell’occupazione femminile non potrà consolidarsi senza un rafforzamento dei servizi territoriali dedicati alla cura delle persone, dagli asili ai servizi per gli anziani non autosufficienti. Interventi che, oltre a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, potrebbero generare nuova occupazione proprio nel settore dei servizi alla persona.
