di Ma.T.
Pioggia, grandine e nubifragi. Le precipitazioni dell’ultima settimana hanno causato danni e disagi in gran parte dell’Umbria, per cui scatta la conta dei danni. Ma hanno anche regalato al lago Trasimeno altri sette centimetri e così il bacino lacustre umbro torna ai livelli di 21 anni fa.
Gabrielli e la ‘bomba’ di Perugia Anche il capo della protezione civile Franco Gabrielli ha sottolineato l’eccezionalità della bomba d’acqua che ha colpito Perugino e Folignate, come «una precipitazione intensa e concentrata» che ha colpito il territorio causando decine e decine di chiamate ai vigili del fuoco e che è «emblematica» di tanti altri eventi simili nel nostro paese.
Danni all’agricoltura, la conta Convocazione straordinaria del ‘Tavolo Verde’ per domani, martedì 4 giugno, alle ore 12, nella sala Fiume di palazzo Donini, a Perugia proprio per la valutazione dei possibili interventi e strategie necessarie a seguito del prolungato perdurare dell’ondata di maltempo in Umbria. La convocazione è stata fatta dall’assessore regionale alle Politiche agricole Fernanda Cecchini ed è rivolta a tutti i rappresentanti delle organizzazioni agricole.
Cia: stato di emergenza «Il maltempo prolungato, il freddo fuori stagione e le ripetute grandinate hanno provocato ripercussioni pesantissime per le colture agrarie in tutto il territorio regionale». Il grido d’allarme è del presidente della Cia dell’Umbria, Domenico Brugnoni, che stima ormai in svariati milioni di euro i danni provocati, praticamente a tutte le coltivazioni in atto, dalla più fredda primavera degli ultimi venti anni. Dal tabacco al mais, dal grano al girasole, dai vigneti agli oliveti, dagli ortaggi ai frutteti, dal girasole ai foraggi, non c’è produzione che non abbia subìto rilevanti contraccolpi dal clima impazzito di questi giorni. «Molto pesante la situazione, secondo il presidente della Cia dell’Umbria, per i cereali autunno-vernini compromessi per gli eccessi di ristagno idrico e per i forti attacchi di parassiti. E mentre nei vigneti è impossibile effettuare i necessari trattamenti antiparassitari, si sta deteriorando la produzione del foraggio che non è stato possibile sfalciare. In Alto Tevere i trapianti di tabacco, che dovrebbero essere già stati completati, sono stati effettuati solo per un 20 per cento mentre le piantine nelle serre stanno lignificando e si stanno deteriorando a causa di malattie fungine. Lo stato in cui versa la nostra agricoltura in questi giorni – conclude il presidente Brugnoni – è veramente disastroso e ci saranno certamente ripercussioni anche in futuro, e saranno molto pesanti, anche per la nostra zootecnia. Chiediamo alla Regione, pertanto, di valutare attentamente la possibilità di chiedere lo stato di calamità naturale, con l’obiettivo di indennizzare al più presto gli imprenditori agricoli così duramente colpiti».
Alcuni dati Passando al Trasimeno, Per ritrovare le stesse condizioni odierne occorre risalire al 7 e 8 aprile del 1992 quando il livello idrometrico segnava –22 centimetri sullo zero. Continua così il trend positivo del Trasimeno che dal 9 ottobre 2012 (giorno in cui ha segnato l’ultimo valore minimo in ordine di tempo, ovvero –151 centimetri) ad oggi è cresciuto di ben 129 centimetri. Se confrontato invece con lo stesso dato di un anno fa la differenza di livello è di 78 centimetri.
Gli andamenti Secondo quanto fanno notare i tecnici dell’ufficio Idraulico della Provincia di Perugia, dal 1968 ad oggi solo sette volte il lago si è trovato nelle condizioni attuali. «Lo straordinario incremento del livello idrometrico del lago Trasimeno – commenta il presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi – non si deve solo alle provvidenziali precipitazioni degli ultimi mesi. E’ anche frutto del lavoro messo in campo dal nostro ente, di concerto con la Regione Umbria, sul versante della programmazione e attuazione degli interventi di manutenzione». Manutenzione che ha riguardato il reticolo idrografico secondario adduttore e che si è concretizzato nel serrato controllo dello sfioratore di San Savino le cui paratie sono cautelativamente mantenute al di sopra dello zero idrometrico, nonché nella ottimizzazione della gestione dei canali artificiali Moiano, Tresa, Rio Maggiore, Maranzano e Anguillara. Come è noto tali corsi d’acqua sono stati allacciati definitivamente nel 1962 determinando un ampliamento del bacino imbrifero di circa 75 chilometri quadrati. Tale sistema di canali è regolato tramite una serie di paratoie gestite dal personale tecnico del servizio Difesa e gestione idraulica della Provincia.
Meteo in Umbria Ancora pioggia e temperature invernali in questo inizio di settimana, alternati a momenti di sereno. C’è da attendersi anche la grandine in alcune aree della regione Umbria, fino a giovedì. Questo viene annunciato dagli esperti e confermato da Umbriameteo. Nella giornata di lunedì dopo un mattino caratterizzato da rovesci il pomeriggio sarà più sereno e sprazzi di sole riscalderanno le colline umbre. Ma già a partire dal tardo pomeriggio le nubi si addenseranno su molte località e ritorneranno le piogge che in alcune aree potranno trasformarsi in grandine, la sciagura per gli orti umbri dove è a rischio il 40% dei raccolti. Peggiorano anche le temperature mediamente nella giornata di martedì e mercoledì.
Andamento altalenante Prevalentemente sia nella giornata di martedì che in quella di mercoledì ci sarebbe da attendersi – stando alle previsioni degli esperti – un andamento altalenante durante l’intero arco della giornata, caratterizzato da pioggia alternata a sole. In linea di massima la mattina potrebbe essere più sereno con peggioramenti durante il pomeriggio e fino a sera. Mentre la notte di nuovo miglioramenti che potranno protrarsi fino al mattino. Da giovedì, incrociando le dita, potremmo salutare l’inizio dell’estate, ma sono in pochi a scommetterci.
