screen dal canale YouTube Regione Umbria - Assemblea legislativa

«Tutti percepiamo e condividiamo l’urgenza del nuovo ospedale di Terni. Spetta oggi a noi, sorvolando sulle responsabilità politiche passate, l’onere dell’edilizia sanitaria, della rete ospedaliera. Il tutto sarà definito, sperando che il Governo confermi per la città un Dea di II livello, dentro un piano socio-sanitario, in cui l’ospedale ternano si inserisce, perché conviene all’Umbria. La scelta dell’area spetta alla Regione e sarà compiuta entro pochi mesi, contestualmente all’approvazione del piano socio-sanitario. Con lo studio Binini ci siamo mossi senza vincoli territoriali imposti. Questa ricerca preliminare è stata finanziata dall’azienda ospedaliera, a sua volta finanziata dal fondo sanitario nazionale. Colle Obito non è escluso. Ma non possiamo derogare alla funzionalità in continuità dell’attuale ospedale. Le risorse di parte corrente, come ben sapete, servono per le assunzioni e la funzionalità di quanto già c’è. Per l’intervento servono fondi di investimento che ci siamo già attivati per trovare». Così in III commissione regionale, riunitasi nella sede ternana dell’Arpa, ha parlato ai capigruppo politici del Comune di Terni la presidente dell’Umbria, Stefania Proietti lunedì pomeriggio.

«Oggi in cassa – ha fatto sapere la governatrice – ci sono 73 milioni di euro di fondi statali (da ex art.20) più 180 milioni di fondi Inail e altri 100 milioni prenotati, per i quali è stata chiesta apposita proroga, da Cassa depositi e prestiti – ha aggiunto – possono arrivare fondi per la progettazione. Solo allora, potremo avere un piano finanziario più chiaro». Così la giunta ha risposto ai quesiti sulle disponibilità finanziarie mettendo in evidenza che la spesa corrente dell’ente regionale potrà essere spesa solo per la funzionalità degli ospedali, assunzioni di personale compreso. Rispetto alla ripartizione del Fondo sanitario nazionale, «sin qui è stato calcolato in base alla popolazione, rispetto alla quale l’Umbria è stata penalizzata. Da questo anno nuovi criteri introdotti possono esserci d’aiuto. I costi parametrici dell’ospedale – ha puntualizzato – sono quelli indicati nello studio delle aree idonee». E gli stessi sono stati già dettagliati in una precedente seduta di commissione regionale.

Ad Alternativa popolare, che attraverso il capogruppo in Comune, Massimo Francucci, ha sollecitato la presidente sul Sul bilanciamento delle sperequazioni territoriali in termini ospedalieri e di strutture sanitarie private, Proietti ha risposto: «Siamo d’accordo e sia chiaro che nessun investimento, effettuato o in atto sul Santa Maria, sarà disperso; perché quegli edifici, di proprietà della Regione, saranno sicuramente riutilizzati. La sede universitaria, anche eventualmente distante, permane in una città molto concentrata perimetralmente. La sanità – ha aggiunto nel corso del proprio intervento – è l’opera ingegneristicamente più complessa. Allo studio Binini sono stati consegnati tutti gli studi sin qui realizzati. Ad oggi non siamo al progetto preliminare, ma intendiamo dare seguito all’iter che abbiamo intrapreso, quindi adesso sì andiamo incontro a una concertazione tra tecnici degli enti – ha detto a proposito del mancato coinvolgimento del Comune di Terni che le è stato contestato -. Sia chiaro che non abbiamo affatto buttato tempo al vento in questo anno. Col sindaco Bandecchi intanto abbiamo condiviso la priorità di un nuovo ospedale con fondi pubblici e non era stato sin qui marcato questo».

La richiesta di audizione in commissione dei capigruppo comunali, accolta all’unanimità a Palazzo Spada era stata proposta dal numero uno di FdI nell’assise cittadina, Roberto Pastura. Proprio lui ha avviato i lavori su input del presidente Luca Simonetti: «Fuori dalla mera contrapposizione politica – ha premesso -, c’è necessità di un clima di dialogo che possa innalzare il dibattito sul tema del nuovo ospedale. Come si può definire il dove senza sapere prima cosa e come? Oggi l’ospedale di Terni è un Dea di II livello in deroga. Opportuno partire dalla conferma di questo». Ha richiesto rispetto per la città dell’acciaio Valdimiro Orsini del gruppo Masselli sindaco, mettendo in guardia sulle procedure di un eventuale finanziamento dell’opera con fondi Inail per cui l’immobile potrebbe non diventare di proprietà della Regione. Masselli, del gruppo Misto, rimproverando i suoi ex compagni di centrodestra ha ammonito: «Il nuovo ospedale di Terni un’opportunità da non perdere come invece abbiamo fatto noi in passato». Dal centrosinistra invece plauso alla metodologia di Palazzo Donini sia dal capogruppo Pd Pierluigi Spinelli che dal Pentastellato Claudio Fiorelli. L’uno ha richiamato all’unità su sanità e vocazione industriale del Ternano, l’altro, senza insistere su tempi e costi ha rimarcato la necessità di una soluzione che sia la migliore possibile per la funzionalità del nosocomio dove lavora peraltro come anestesista.

Critici i consiglieri regionali di centrodestra Enrico Melasecche (Lega) ed Eleonora Pace: «Pensare l’ospedale fuori da Colle Obito vuol dire non realizzarlo mai. Servono tempi ragionevoli e certi». La capogruppo di Fratelli d’Italia invece ha stigmatizzato «l’assenza di novità rispetto alle notizie sin qui fornite dalla giunta Proietti». La stessa consigliera ha poi sollecitato la Proietti sul cronoprogramma dei lavori ora che lo studio sulle aree idonee è stato acquisito. La Proietti ha concluso dicendo che il quadro di riferimento resta il Piano socio-sanitario, per il quale non serviranno ancora più di 11 mesi. Alle lamentele fuori microfono per questo orizzonte temporale, la Proietti ha replicato: «Ho sorvolato sulle responsabilità politiche del passato, ma questa giunta ora si assume la responsabilità di scegliere in meno di un anno come procedere dopo che della necessità di un nuovo ospedale si parla da 25 anni». Nell’ambito dei lavori della commissione, è intervenuto anche l’assessore regionale Francesco De Rebotti che ancora una volta invita a pensare l’ospedale di Narni-Amelia come il primo stralcio dei lavori del nuovo nosocomio ternano, sottolineando l’integrazione che si vuole ottenere tra le due strutture nella più ampia rete ospedaliera regionale. Da parte sua un chiarimento anche sul project financing, tirato in ballo da più parti, compreso il capogruppo Fi in Comune Francesco Maria Ferranti: «Quel piano è stato bocciato e ri-bocciato sonoramente dai tecnici della Regione che lo farebbero di nuovo perché non sono nel frattempo cambiati. Falso che per la realizzazione servissero solo 280 milioni. Il costo è ben più alto e il mancato disco verde non deriva solo da ragioni economiche».

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