di Daniele Bovi
Con circa quattro mesi di ritardo rispetto a quanto stabilito, è stato pubblicato venerdì da Auri (l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico) l’avviso pubblico «per la sollecitazione di proposte a iniziativa privata» relativo alla realizzazione del nuovo termovalorizzatore. Il 14 novembre scorso il consiglio regionale ha dato il via libera all’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti, nel quale uno dei punti centrali riguarda proprio la costruzione di un nuovo impianto – a servizio di tutto il territorio – per chiudere il ciclo.
I tempi Il compito di gestire tutta la procedura è stato affidato ad Auri, che con la pubblicazione della documentazione dà ufficialmente il via alla partita. Per presentare le proposte ci sarà tempo fino al 25 gennaio, quando ci sarà una nuova giunta regionale (le elezioni si terranno tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre) e un nuovo presidente di Auri dato che la prossima settimana saranno rinnovati i vertici. Entro aprile sarà completata la valutazione delle proposte, con dichiarazione di quella giudicata fattibile. Quest’ultima sarà poi oggetto della gara vera e propria che tra pubblicazione del bando, valutazione delle offerte, stipula dei contratti e progettazione esecutiva si concluderà – salvo intoppi – nel marzo 2027. Dopo potranno partire i lavori con accensione dell’impianto il primo agosto 2029, quasi due anni dopo rispetto ai tempi fissati dal Piano dei rifiuti.
L’inceneritore Nell’impianto finiranno i rifiuti urbani indifferenziati, gli scarti che arriveranno dal trattamento della frazione secca e di quella organica e «rifiuti speciali di provenienza regionale» come quelli ospedalieri o i fanghi degli impianti di depurazione delle acque. Il tutto «nel rispetto del principio di prossimità» e fino a un massimo di 160 mila tonnellate all’anno, senza obblighi di quantità minime. Secondo le previsioni del Piano si stima una media di 140 mila tonnellate all’anno: il 22,5 per cento del cento dei rifiuti inceneriti saranno scorie che per il 90 per cento saranno recuperate, mentre il restante 10 per cento finirà in discarica. Nel complesso nelle discariche andranno quindi 30.800 tonnellate, il 7,3 per cento del totale così da rimanere sotto il tetto del 10 per cento imposto dall’UE.
Dove costruirlo? L’impianto dovrà essere costruito coi soldi dei privati, ai quali andrà la proprietà economica mentre quella giuridica rimarrà in capo ad Auri. Il nodo più delicato – anche politicamente – riguarda la localizzazione del termovalorizzatore; scelta che, nonostante il pressing in senso contrario dei sindaci e dell’Auri, è stata lasciata agli operatori economici sulla base di una serie di criteri fissati dalla Regione nel Piano; documento contenente l’ormai famosa mappa che, sulla base di questi ultimi, esclude circa il 60 per cento del territorio umbro. Come si vede dalla cartine, le aree potenzialmente idonee sono essenzialmente quelle di parte del Perugino, dell’Alta valle del Tevere, alcune zone della fascia appenninica, della Media valle del Tevere, di parte del Narnese e della zona a ovest del Trasimeno.
La cornice I criteri che faranno da cornice per la scelta sono moltissimi e sono classificati in «escludenti», «penalizzanti» e «preferenziali». In sintesi sono quelli che riguardano le caratteristiche fisiche del territorio, gli usi del suolo, la protezione della popolazione da ogni tipo di disagio, la protezione delle risorse idriche, la tutela da dissesti e calamità, quella della qualità dell’aria, la protezione di beni e risorse naturali e una serie di aspetti strategico-funzionali. Leggendo più in profondità la documentazione dell’avviso le zone bianche della mappa possono essere ulteriormente ristrette.
I criteri Per quanto riguarda i criteri penalizzanti ad esempio verrà data più importanza alla protezione delle risorse naturali e a quelle idriche, seguita dalla tutela dalle calamità e della protezione della popolazione. Alla protezione ambientale viene dato un peso del 54 per cento, mentre a quella della popolazione del 28 per cento. Per quanto riguarda invece i criteri preferenziali, un’importanza maggiore verrà data a quelle proposte che riguardano aree industriali dismesse e degradate da bonificare, seguito dalla vicinanza alle aree di maggiore produzione dei rifiuti, delle aree con presenza di impianti di smaltimento e trattamento, la dotazione di infrastrutture e le aree produttive. Nel complesso criteri volti «al minor impatto sull’ambiente e sulla salute degli individui».
Il M5S Commentando la pubblicazione dell’avviso il consigliere regionale del M5S Thomas De Luca parla di un’Auri «a trazione centrodestra che ragiona oramai come se avesse perso le elezioni» e, nel complesso di un «gesto ostruzionistico quanto sleale con l’obiettivo di vincolare la futura giunta regionale alle scelte scellerate della giunta Tesei volte a trasformare l’Umbria nel cuore nero d’Italia». Critiche anche per il fatto che la scelta sulla localizzazione sarà lasciata alle imprese. De Luca promette che dopo il voto «ci sarà un deciso cambio di rotta nella gestione di questa importantissima partita, con investimenti importanti su impianti di recupero di materia e riciclo scongiurando la necessità di un ulteriore ampliamento delle discariche».
