Una folta delegazione delle Caritas diocesane dell’Umbria con il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Ceu, e mons. Benedetto Tuzia, vescovo di Orvieto-Todi e delegato della Ceu per la Carità, sarà dal 23 al 25 ottobre in Kosovo per l’inaugurazione della nuova struttura del “Campo-missione” della Caritas umbra a Leskos nel comune di Klina, accompagnata dai rappresentanti di associazioni e benefattori che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. L’inaugurazione è in programma nella giornata di venerdì 24 ottobre, alla presenza delle autorità civili e religiose di Klina, dei militari italiani del contingente delle forze di pace che operano in Kosovo.
Il campo L’attività del “Campo-missione” Caritas umbra in Kosovo è iniziato nel 1999 al termine delle ostilità che investirono la regione balcanica provocando migliaia di vittime. La presenza della Caritas umbra ha contribuito in questi 15 anni a ricostruire il tessuto sociale multietnico e favorendo il dialogo interreligioso nel nuovo stato del Kosovo. Grande l’impegno degli operatori e volontari che per periodi più o meno lunghi hanno prestato il loro servizio a Klina, nell’ambito socio assistenziale con i bambini e gli orfani di guerra, ma anche con l’aiuto prestato a centinaia di famiglie in difficoltà.
Il messaggio «E’ grande la soddisfazione di tutte le Caritas diocesane per l’inaugurazione della nuova struttura del “Campo-missione” Caritas in Kosovo – spiega il coordinatore dell’area pastorale della Carità della Conferenza episcopale Umbra, Giorgio Pallucco –. Grazie al contributo della Chiesa umbra e di alcuni benefattori, tra i quali la Provincia autonoma di Trento, l’associazione la Gomena onlus, il gruppo Umbria Cuscinetti, l’associazione Altotevere Senza Frontiere ed altri, è stato possibile acquistare un piccolo podere per realizzare una nuova struttura abitativa ed avviare una serie di attività (agricole, di allevamento e laboratoriali) a beneficio delle persone accolte nella struttura, e per il sostegno delle famiglie povere che abitano i territori circostanti. Le opere sono state presentate alla Chiesa locale, nella prospettiva di un futuro cammino di comunione e condivisione delle attività e dei progetti con Caritas Kosovo. A quasi due decenni dall’inizio del sanguinoso conflitto bellico che ha distrutto gran parte dell’allora Provincia autonoma serba del Kosovo, causando la perdita di migliaia di vite umane, rinasce la speranza, mai abbandonata e per questo sempre custodita, di un futuro di pace e di riconciliazione, che solo il sorriso dei bambini incontrati nel “Campo-missione” della Caritas umbra può testimoniare nella sua pienezza. Grazie ancora a tutti coloro che, cingendosi i fianchi e rimboccandosi le maniche, hanno prestato il proprio servizio, offrendo gratuitamente i talenti necessari affinché questa meravigliosa opera del Vangelo della Carità abbia trovato compimento».
I bambini Attualmente la struttura della Caritas, affidata a Massimo e Cristiana Mazzali, ospita 20 bambini dai 5 ai 18, 11 maschi e 9 femmine tra cui alcuni fratelli. Sono bambini che non hanno famiglia o genitori che non sono in grado di provvedere loro e che arrivano tramite i servizi sociali o il ministero. C’è chi va a scuola e chi impara un mestiere attraverso corsi di formazione professionale. Dall’Italia i volontari arrivano durante tutto l’anno dalle parrocchie dell’Umbria, dalle associazioni e dalle Caritas diocesane, specie durante l’estate per svolgere attività di animazione nel ‘Campo-missione’ e di visita alle famiglie della zona. Da un anno, inoltre, nel fine settimana vengono accolti alcuni bambini disabili ai quali viene proposta un’attività creativa e di socializzazione. Oggi, l’opera della Caritas nella cittadina di Klina si svolge anche con la visita e aiuto alle famiglie povere. Una forma di prossimità che nel progetto futuro della Caritas umbra potrà essere valorizzato e strutturato con maggiore frequenza per prendersi cura dei minori nelle famiglie di origine. «In vario modo sosteniamo circa 200 famiglie molto povere – spiega Massimo Mazzali –, che vivono in condizioni degradate. La nostra è un’opera educativa che stiamo completando con il progetto dei laboratori che potranno consentire un migliore inserimento sociale dei ragazzi».
I particolari Il nuovo complesso Caritas di Leskoc nel quale sarà trasferita la comunità è stata realizzata nell’ambito del progetto voluto dalla Caritas umbra e dalle otto diocesi che hanno contribuito economicamente al progetto, avviato circa sette anni fa, su un terreno acquistato appositamente per realizzare questa nuova struttura. Un complesso di circa mq. 2.650, con un piano seminterrato con destinazione a locali tecnici, depositi, garage e laboratori per macelleria e panetteria/pasticceria; un piano terra con locali per l’accoglienza, uffici, cappella, cucina, refettorio, sale lettura, e foresteria, il piano primo con camere ed alloggi di varie dimensioni, il piano secondo con destinazione ad appartamento. Nella proprietà agricola annessa al complesso edilizio sono stati realizzati anche una stalla, un fienile, un laghetto artificiale e strutture per l’attivazione di una vera e propria fattoria, che insieme ai laboratori di falegnameria e meccanica, costituiranno una filiera produttiva necessaria per l’avviamento al lavoro e l’inserimento sociale dei ragazzi e delle ragazze. «Per adeguarsi sia alla configurazione orografica del sito, che presenta notevoli dislivelli, sia alla dislocazione rispetto ai punti cardinali, visto il forte vento che spira da nord ovest – spiega l’architetto Giuseppe Lepri –, è stato progettato un edificio a corte con il lato a sud est aperto, in maniera tale che le tre ali dell’edificio stesso formano una piazza centrale chiusa verso i venti dominanti ed aperta verso il sole e, simbolicamente, rappresentare due braccia aperte verso l’accoglienza. La forma e la scelta di costruire con una struttura intelaiata a travi e pilastri, consentono una notevole polivalenza della costruzione tanto che, pur avendo cambiato “in corsa” alcune delle destinazioni originali, non ci sono stati problemi per adattarla alle mutate esigenze di utilizzo».
L’Opera Don Guanella “Centro Sereni” in Perugia a sostegno del “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre” con l’evento musicale “Dalla Carità per la Carità”
L’Opera Don Guanella “Centro Sereni” a sostegno del “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre” con l’evento musicale “Dalla Carità per la Carità”
‘Dalla Carità per la Carità’ è un significativo evento musicale di solidarietà di respiro regionale per la finalità che si prefigge di raggiungere: quella di contribuire al “Fondo di solidarietà delle Chiese umbre” per le famiglie in difficoltà per perdita del lavoro a causa della crisi economica. E’ un evento che vede impegnata l’Opera Don Guanella “Centro Sereni” in Perugia, domenica 26 ottobre, alle ore 17, con il concerto di musiche di Mozart e Beethoven presso la Sala-Teatro della sua sede in località Montebello (strada Tuderte, 48). “Dalla Carità per la Carità” nasce da un’idea del costituendo gruppo umbro dell’Associazione Nazionale Cooperatori San Luigi Guanella ed è un’iniziativa che si inserisce nel progetto “Il Pianoforte della Carità”, attivo da marzo scorso grazie ad un buon pianoforte a mezza coda allungato donato dalla Fondazione “Brunello Cucinelli”. L’obiettivo di questo progetto è quello di arricchire le attività di musicoterapia offerte dal “Centro Sereni” e di organizzare eventi musicali di solidarietà durante i quali «la musica», che come diceva Giovanni Paolo II, «è uno strumento di vera fraternità» e il suo linguaggio universale unisce, suscita emozioni, è mezzo per favorire la comunicazione, l’aggregazione e l’integrazione. La musica vuole anche contribuire a creare occasioni d’incontro per avvicinare cuori nuovi alla realtà guanelliana perugina e, con le offerte generose che si raccolgono, ad aiutare l’Opera don Guanella presente in 22 Nazioni con le sue molteplici attività caritative a favore di bambini e ragazzi in difficoltà, persone con disabilità psicomotorie, anziani, ammalati…
Promessa di cooperatore Anche il progetto “Il Pianoforte della Carità” è frutto dalla creatività cristiana dei cooperatori guanelliani, che il prossimo 24 ottobre, in occasione della festa liturgica di san Luigi Guanella, sette di loro emetteranno la “promessa di cooperatore” dando così vita al gruppo umbro di questa Associazione molto attiva in Italia (e nel mondo) nel far conoscere la testimonianza di santità e le opere del loro Fondatore oltre a cooperare con i/le religiosi/e delle varie realtà guanelliane. In Umbria (a Marsciano) la presenza guanelliana risale al 1946, a seguito di una donazione dei coniugi Sereni che permise, un decennio più tardi, di realizzare la sede del “Centro Sereni” in Perugia, una struttura socio-riabilitativa ed educativa che accoglie come una famiglia (chiamando «ragazzi» gli ospiti pazienti), in trattamento residenziale, 60 persone di sesso maschile in età adulta, con deficit cognitivo medio-grave, gravissimo e 15 persone in trattamento semiresidenziale. Le patologie più frequenti sono quelle su base genetica e le encefalopatie da sofferenza perinatale con o senza epilessia. Il personale specializzato e professionale che è chiamato a custodire, proteggere, educare, assistere ed accompagnare questi ragazzi lungo il loro percorso quotidiano di vita opera partendo dalla consapevolezza che «l’educazione è soprattutto opera del cuore» (Don Luigi Guanella). Un’Opera benemerita che, in occasione del 50° anniversario della sua presenza nel capoluogo umbro (2009), ha ricevuto anche un prestigioso riconoscimento civile, l’Iscrizione all’Albo d’Oro della città di Perugia, conferito al Don Guanella “Centro Sereni” dall’Amministrazione comunale.
Carità L’idea dell’evento musicale “Dalla Carità per la Carità”, che vedrà il prossimo 26 ottobre al “Pianoforte della Carità” il maestro don Gerardo Balbi e al violino il maestro Paolo Franceschini, è nata da Martino e Michel, due cooperatori guanelliani perugini, nell’ascoltare le parole del cardinale Gualtiero Bassetti, che, in occasione di questo evento, sarà presso il “Centro Sereni” il 25 ottobre (ore 18) per presiedere la S. Messa. «Queste parole – ricordano i due cooperatori – sono state pronunciate il Giovedì Santo di quest’anno nella cattedrale di San Lorenzo, al rito della Lavanda dei piedi al quale era stato invitato un nostro ragazzo disabile. Le parole pronunciate erano un vero e proprio invito del nostro cardinale dinanzi al quale non potevamo rimanere sordi: “La carità è il cuore pulsante della nostra comunità diocesana”». Un’esortazione, proseguono Martino e Michel, «ad aprire il cuore e a non chiudersi in se stessi e a cogliere oggi quanto bisogno c’è in tutta la Chiesa e a convertirsi all’esercizio stabile della carità nei confronti di tutti. Ci siamo chiesti come poter rispondere anche noi e la realtà guanelliana di Perugia a questo importante invito di solidarietà. L’amore cristiano ci ha spinti a rispondere semplicemente mettendo a disposizione quello che si ha e quello che si può condividere». Dai cooperatori guanelliani umbri giunge l’invito a non mancare a questo significativo evento dell’istituto Don Guanella “Centro Sereni”, al quale interverrà anche il direttore della Caritas diocesana perugina Daniela Monni e che vede l’adesione delle Acli provinciali, del Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria, del Centro Sportivo Italiano-Regione Umbria e della Sezione provinciale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti: «Tutti siamo invitati ed invitati ad invitare a partecipare. Non lasciamoci sfuggire un’occasione per ascoltare della bella musica, per incontrare e visitare una realtà locale di Carità, per contribuire a sostenere un’iniziativa di Carità della Chiesa umbra che porta il nome di “Fondo di solidarietà” per le famiglie in difficoltà a causa della perdita del lavoro».
