di C.F.
Da 5,7 milioni di tagli sul costo del personale a 5,4. Sarebbero questi i margini concessi al tavolo ministeriale ristretto a cui si sono accomodati i rappresentanti della Alimentitaliani a cui lo scorso 22 dicembre con un’operazione forza, per i soci illegittima e quindi di annullare, sono stati ceduti gli asset del Gruppo Novelli. I rappresentanti della nuova proprietà di fronte ai segretari nazionali di Flai-Cgil, Flai-Cisl e Uila-Uil hanno confermato il taglio del 40 per cento sul costo del personale, che dai 5,7 milioni paventati nei giorni scorsi può essere rivisto al massimo fino a 5,4 milioni. L’insignificante margine di trattativa è stato respinto dalle segreterie nazionale coi Greco che dopo il tavolo ristretto non si sono accomodati al summit generale coi rappresentanti di Regione e Comuni (Spoleto, Terni e Amelia), oltreché coi rappresentanti delle segreterie sindacali territoriali. La nuova proprietà abbandona il tavolo della trattativa, manifestando indisponibilità sul pesantissimo taglio al costo del lavoro che, dopo l’azzeramento dei superminimi deciso unilateralmente dai Greco, può essere realizzato soltanto attraverso una riorganizzazione dei contratti durissima per i 500 lavoratori coinvolti nella vertenza dell’industria agroalimentare, 300 dei quali occupati nei siti umbri. Gli stessi che dalla fine del 2013 sono stati sottoposti a grandi sacrifici per assicurare la continuità produttiva della Novelli e che tuttora fanno i conti con svariate incognite. A cominciare dai procedimenti e della manovre in corso sulle società del Gruppo, di cui oggi al tavolo del ministero dello Sviluppo economico non si sarebbe fatto cenno.
@chilodice
