Negli ultimi giorni, le notizie sull’arrivo di un’epidemia influenzale particolarmente aggressiva hanno destato preoccupazione anche in Umbria, ma gli esperti invitano alla prudenza. Secondo Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e ordinario di Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università di Pisa, non ci sono elementi che giustifichino allarmi straordinari.
«Ogni anno l’influenza è una malattia che può colpire in modo serio – spiega Lopalco in un’intervista a Fanpage.it – ma questo non significa che stiamo andando incontro a qualcosa di diverso dal solito». L’esperto sottolinea che i virus influenzali non circolano ancora in maniera significativa e che molti dei sintomi febbrili registrati nelle ultime settimane, come tosse, mal di gola e febbre, sono causati da altri agenti respiratori, tra cui rhinovirus e parainfluenzali. «Siamo semplicemente all’inizio della stagione influenzale – precisa – parlare oggi dell’arrivo di un’epidemia più aggressiva non ha fondamento».
Lopalco chiarisce che la definizione di influenza “aggressiva” è spesso fraintesa. «In epidemiologia, aggressivo non significa più pericoloso. Significa soltanto che la circolazione è intensa, cioè che in una stagione possono verificarsi più casi del normale. Non indica che la malattia sia più grave».
Secondo l’epidemiologo, i ceppi influenzali attualmente in circolazione in Italia rientrano tra quelli previsti dal vaccino stagionale. «Si tratta di piccole mutazioni stagionali che, come ogni anno, rendono la popolazione suscettibile all’infezione, a meno che non ci vacciniamo», aggiunge.
L’inizio della stagione epidemica coincide anche con la circolazione di altre infezioni respiratorie, tra cui alcune varianti del Covid-19, che possono causare sintomi simili a quelli dell’influenza. «Distinguere influenza e Covid dai soli sintomi non è semplice – spiega Lopalco – ma l’influenza di solito esordisce in modo brusco con febbre alta, brividi e dolori muscolari, mentre il Covid tende ad avere un inizio più graduale, con sintomi respiratori lievi, cefalea e stanchezza».
In Umbria, come nel resto d’Italia, il sistema di sorveglianza delle sindromi simil-influenzali, RespiVirNet, registra finora una circolazione normale dei virus respiratori. Il picco della stagione è atteso tra dicembre e febbraio, senza segnali di epidemia fuori dall’ordinario.
Lopalco invita quindi alla prudenza e alla misura nella comunicazione: «Parlare di un’influenza più aggressiva basandosi su dati preliminari può generare confusione. La stagione influenzale va seguita con attenzione, ma senza allarmismi ingiustificati».
