«Non appiattirsi sul già sentito, già visto, già ben troppo conosciuto e saputo, scandali, delitti, violenze descritti nei particolari con un’insistenza che fa perdere il senso delle cose e determina una specie di sfiducia nella società, nelle istituzioni e nella stessa vita». E’ l’invito dell’arcivescovo di Perugia monsignor Gualtiero Bassetti che, lunedì, ha tenuto il tradizionale incontro con gli operatori dell’informazione in occasione della festa del patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, che cade il 24 gennaio.
La sponda sul del lago di Tiberiade Monsignor Bassetti, dopo aver tenuto il suo discorso di saluto, ha rivolto una domanda agli operatori dei media su ciò che sta accadendo su quella che Giorgio La Pira chiamava la «sponda sud del lago di Tiberiade», il nostro Mediterraneo: «E’ quanto è accaduto in Europa nel 1989?». Una domanda che ha aperto quello che viene definito un ampio, interessante e qualificato scambio di opinioni, «facendo cogliere all’arcivescovo – è detto in una nota dell’Archidiocesei – quanto la stampa perugina sia attenta e buona osservatrice dei fatti di rilievo internazionale. Una stampa che opera ed è al servizio di una città multietnica e multiculturale, dove i cittadini esteri sono circa l’11% del totale dei abitanti.
La potenza di Internet Le diverse risposte e opinioni alla domanda del presule «sono state sostanzialmente affermative, sostenendo che le rivoluzioni popolari in atto in Algeria, Tunisia ed Egitto sono anche “figlie” della comunicazione che le dittature non riescono più a controllare come un tempo, soprattutto perché il 70% della popolazione ha meno di trenta anni, relativamente acculturata, capace di utilizzare il nuovo mezzo di informazione per eccellenza, Internet. Proprio su questo rivoluzionario mezzo, Papa Benedetto XVI ha dedicato il suo messaggio per la XLV Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali dal titolo “Verità, annuncio e autenticità di vita nell’era digitale”, consegnato ai giornalisti perugini che hanno approfondito un altro aspetto della domanda iniziale di monsignor Bassetti, quello che la rivoluzione popolare sulla sponda sud del Mediterraneo è alimentata da un «vento laico», non controllato dal fondamentalismo islamico, perché la popolazione, attraverso Internet e la Tv, sta verificando che esiste un altro mondo oltre al suo.
La primavera dei popoli Monsignor Bassetti ha ringraziato gli intervenuti per questo scambio di idee e, per dirla ancora come La Pira, ha commentato dicendo che «stiamo andando verso la primavera dei popoli, verso la democrazia». Al riguardo, l’arcivescovo, stimolato dalle opinioni dei giornalisti ed in vista della visita del Papa ad Assisi del prossimo ottobre in occasione dei 25 anni dallo storico incontro interreligioso di preghiera per la pace, ha lanciato l’idea di un’iniziativa, anche con il coinvolgimento dei media, per riflettere sul contributo concreto che Perugia, città aperta al dialogo, all’integrazione, all’accoglienza di tante migliaia persone (soprattutto giovani studenti) di diverse culture, etnie e fedi, possa dare alla maturazione del processo di pacificazione.
Bromuri: c’è concreta volontà di dialogo Monsignor Elio Bromuri, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, ha condiviso l’idea, facendo da eco alle parole dell’arcivescovo nel sostenere che la Chiesa perugina «ha le carte in regola per rilanciare questo dialogo, perché ad iniziare dalla sua Caritas diocesana, non ha mai fatto discriminazioni nell’aiutare persone in difficoltà di altre fedi religiose, ospitando l’imam di Perugia per la prima volta in cattedrale nel corso di un incontro interreligioso, a conferma della concreta volontà di dialogo da parte della nostra comunità cristiana».

