di M.Troc
Twitter@MauriTroccoli
Hanno fatto il giro delle principali ‘piazze’ di spaccio italiane, i giornalisti del mensile Test che, dati alla mano, dichiarano: «La marijuana non è più quella di 10, 15 anni fa. E’ molto più potente, dopata, e somiglia più a una droga pesante che a una leggera». Perugia, è tra le piazze «più interessanti» che abbiamo visitato – ha detto il direttore Riccardo Quintili, raggiunto telefonicamente da Umbria24. «Qui, a differenza delle altre piazze italiane – ha aggiunto – abbiamo trovato una marijuana diversa, più compatta, che somiglia più ad hashish che alla comune ‘erba’, ed è più finemente triturata». Dall’inchiesta si legge che a Perugia, a differenza delle altre città, per 10 euro ne viene ancora venduta circa un grammo. «A essere all’apparenza anche molto differente è la sostanza che abbiamo acquistato a Perugia – si legge dall’inchiesta-. Qui chi ce l’ha venduta ci ha garantito che era ‘un mix tra erba e fumo’. Ed effettivamente sembrava più hashish che marijuana. Invece all’analisi è risultata essere un’erba triturata fi- nemente e compattata. ‘Un modo di ridurne lo spazio che consente più guadagni e meno rischi per i narcotrafficanti’, spiega il chimico. Che aggiunge come in questo caso il contenuto di cannabidioli sia tanto alto da far assomigliare l’erba a quella coltivata a scopi terapeutici. Un’evoluzione, secondo Ghizzoni, in grado di rendere inutile la produzione di hashish. ‘Con una marijuana con questa quantità di principio attivo diminuendo il volume e dunque i rischi di trasporto – ci spiega – che senso ha produrre una sostanza che utilizza solo la resina della pianta e ne scarta una buona parte? Senza contare che si arriverebbe a un contenuto di sostanza psicotropa in grado di far sentir male il consumatore’. Quanto di più economico per un mercato che cura attentamente i suoi affari…» Ma andiamo per ordine sui dettagli dell’inchiesta
L’inchiesta I risultati ottenuti tramite test di laboratorio su campioni prelevati nelle piazze di spaccio di Perugia, Roma, Milano, Torino e Monza, sono stati presentati dal mensile al senato giovedì mattina, in un dibattito con gli interventi dei parlamentari Manconi, Della Vedova, Airola, della radicale Bernardini e dei giornalisti Iacona e Saviano. Un’unica varietà potente e geneticamente modificata di marijuana sta facendo piazza pulita della vecchia “erba” nel mercato del narcotraffico italiano. A scoprirlo il mensile Il Test Salvagente, nel numero di dicembre in edicola, con l’inchiesta di copertina a firma del direttore Riccardo Quintili e Tiziana Barillà, presentata giovedì 26 novembre al senato, con l’intervento dei senatori Luigi Manconi (Pd), Benedetto della Vedova (Gruppo misto) e del capogruppo al senato del M5S Alberto Airola, Rita Bernardini (Radicali italiani) e del giornalista di Presadiretta, Riccardo Iacona, oltre al videomessaggio dello scrittore Roberto Saviano.
La marijuana I giornalisti del mensile hanno ‘fatto acquisti’ di cannabis nelle principali piazze di spaccio italiane. I campioni sono stati analizzati da un laboratorio specializzato in scienze forensi. «Ci troviamo di fronte a una marijuana dopata, che ha poco a che vedere con la cannabis che circolava 10 o 15 anni fa – spiega Quintili -. Quella di oggi, se si esclude il campione che abbiamo acquistato a Monza, è erba molto potente, difficile da definire ‘droga leggera’ con il suo contenuto del 10% di Thc». Altro aspetto sorprendente: «La marijuana testata è praticamente uguale a prescindere dalla piazza di spaccio in cui è stata acquistata – dice Barillà -. In ogni caso, infatti, oltre a non avere alcuna delle caratteristiche tipiche dell’erba coltivata all’aperto, è chiaramente il frutto di una selezione genetica intensa, probabilmente associata alla modificazione transgenica, in grado di farla crescere velocemente in grandi serre dove viene illuminata 24 ore al giorno, senza pause». Oltretutto la sostanza che ha le caratteristiche più terapeutiche, il cannabidiolo, in questa varietà dominante sul mercato, è quasi assente.
Legalizzazione «La politica basata sulla repressione contro le droghe leggere – ha dichiarato il direttore del Test Salvagente, Riccardo Quintili, durante il dibattito sulla legalizzazione – è una strada senza uscita e lo dimostra la storia di questi anni e la scelta che molti altri paesi stanno facendo verso vie alternative allo spaccio clandestino». «Legalizzare vuol dire aprire a un mercato legale che contrasti quello illegale», ha spiegato Benedetto Della Vedova, presentando il disegno di legge n.C. 3328 che approda proprio oggi in commissione al Senato e conta su un folto gruppo interparlamentare: 220 firmatari alla Camera e 70 in senato.
Roberto Saviano Sul piano sanitario, invece, fa notare Luigi Manconi che «come dimostra l’inchiesta, la cannabis diventa tanto più pericolosa quanto più è illegale». Roberto Saviano, che ha voluto inviare un videomessaggio dopo aver letto l’inchiesta del Test Salvagente, spiega: «Il tema della marijuana non è secondario e riguarda la salute dei consumatori, la coltura e soprattutto l’antimafia. Perché sottrarre denaro alle organizzazioni criminali si può fare semplicemente attraverso la legalizzazione». In Italia, secondo l’Onu, quasi il 15% della popolazione fa uso, costante o saltuario di droghe leggere: uno su sette. «Numeri – viene sottolineato da Test – che rendono di urgente attualità una discussione seria proprio nei giorni in cui arriva in discussione alla Camera il disegno di legge sulla legalizzazione delle droghe leggere, testo trasversale presentato da Luigi Manconi e Benedetto Della Vedova».

Avete scritto un mare di inesattezze da incompetenti e disinformatori,puro terrorismo mediatico,imparate a parlare di una cosa solo quando la conoscerete a fondo….spargere disinformazione e bugie fa male alla parte di popolazione profana alla argomento e soprattutto ai ragazzini curiosi che pagano sulla loro pelle le vostre fandonie. Scusate i toni non voglio offendere nessuno ma quando assistono a queste cose vado in ebollizione.informazione e conoscenza sono la base della vita.