di Enzo Beretta
L’anagramma dello stilista Brunello Cucinelli è «brucino nelli culle». Poco rassicurante. Quello dell’attrice Monica Bellucci è «balli comuni ecc» ma anche «bucami nel ciclo». Invertendo l’ordine delle lettere del nome Luisa Spagnoli, imprenditrice del cioccolato famosa per il marchio di abbigliamento, viene incredibilmente fuori «sguaina spillo». Profetico. Permutare le lettere e le sillabe dei nomi degli umbri più conosciuti, in Italia e nel mondo, è il gioco enigmistico che abbiamo voluto provare. Dietro le vocali e le consonanti di alcuni personaggi si nascondono frasi divertenti. Talvolta perfino specchio dei caratteri. Lo chef stellato Gianfranco Vissani? «Confinava ingrassi». Anagrammando Andrea Romizi, l’imperturbabile sindaco di Perugia, il risultato è sorprendente: «Ardirei manzo».
I nomi della politica In politica la faccenda si fa intrigante. Invertendo le sillabe dell’ex governatrice, la dalemiana Maria Rita Lorenzetti, per dieci anni sulla poltrona più importante dell’Umbria, esce fuori: «Oi, maltratterai Renzi». «Animata sui ricci» ma all’occorrenza «armata sui cinici» è l’attuale presidente Catiuscia Marini. I presunti aspiranti al suo trono ne escono così così: l’onorevole Gianpiero Bocci «boccia prigione» (in compenso «però bacia cigni»), la parlamentare Anna Ascani diventa «asina canna», la senatrice Nadia Ginetti chiama «atti indagine» ma è singolare il dg di Sviluppumbria, Mauro Agostini: «Inguaia mostro». Chissà quale. «Cari culo dici» annuncia infine il portavoce del Centrodestra in consiglio regionale Claudio Ricci, frase certamente meno gloriosa di quella pronunciata da Giulio Cesare al cospetto del popolo romano.
Palazzo dei Priori Torniamo in Comune: Wladimiro Boccali, w permettendo, permuta in «crolli, mi abdicavo». Messaggio divino. Nella mistica arte anagrammatica il suo predecessore Renato Locchi è meno apocalittico ma come al solito pungente: «Tic? Anche loro…».
Il grande schermo Capitolo cinema: la coppia d’oro Laura Chiatti e Marco Bocci: «Lauta tirchia» lei, «bramo cocci» lui che è originario di Marsciano, a pochi chilometri da Deruta. Il mix di Sara Tommasi, discussa showgirl, muta in «somma risata». E se l’ex iena Mauro Casciari va al nocciolo della questione – «Amicaa, corri su» – il re del Grande fratello Augusto De Megni si conferma un tombeur de femmes: in altre parole un «mutande-segugio».
Undici in campo E il calcio? Immancabile. Il tormentato diesse romanista Walter Sabatini, esperto conoscitore di talenti sudamericani, sogna «brasiliane watt» con la solita sigaretta fumante tra le dita. Con l’indimenticato super-presidente Luciano Gaucci i «guai luccicano», Massimiliano Santopadre invece starebbe progettando un «pio sistemino salamandra» per riportare il Grifo in Serie A. Devoto o pietoso, lo dirà il campo. Il portierone della Juve e di Italia ’90, Stefano Tacconi da Ponte Felcino, si fa minaccioso in area di rigore: «Insacca, te tonfo!». E se il campione del mondo Marco Materazzi non si distrae neppure dopo la testata di Zidane – «ma marcate Rizzo» – il milionario centrale difensivo Andrea Ranocchia potrebbe tirare un sospiro di sollievo considerati i problemi odontoiatrici: «Ah, cadranno carie». Il bomber Fabrizio Ravanelli promette ancora scintille: «Ballerine, farò vizi», il fischietto ternano Paolo Tagliavento sente di aver scampato un bel pericolo: «Potevo allagà Toni…». Tra sportivi c’è intesa ma si distingue per coraggio Leonardo Cenci: «Accenni dolore». Avanti tutta!, Leone. In questi anni ci hai insegnato che prendersi troppo sul serio può far male alla salute.

moooooolto interessante
ma vi rendete conto che gli anagrammi che avete scritto non hanno senso? ma conoscete l’italiano almeno?
Per cominciare, Brunello Cucinelli “brucino nelle culle” non funziona c’è una e di troppo e manca una i