Il traffico tra i principali fattori di inquinamento in Umbria

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Niente più traffico pesante nelle aree urbane di Perugia, Corciano, Terni e Foligno e, in molti comuni, via vecchi caminetti e stufe per far posto ad impianti ad alta efficienza. Si chiamano infatti polveri sottili e ossidi di azoto  i principali nemici da sconfiggere indicati nel «Piano regionale della qualità dell’aria» che la giunta di Catiuscia Marini ha pre-adottato nei giorni scorsi e che Umbria24 presenta in anteprima. Oltre cento pagine di analisi e proposte in cui si fissano una serie di obiettivi tesi innanzitutto a rispettare la nuova normativa europea in materia. E così, dopo quello del 2005, arriva un nuovo pacchetto di misure che incideranno sulla vita degli umbri e che ha, tra i principali target, il rispetto dei valori limite per la concentrazione delle polveri sottili e del biossido di azoto nelle aree urbane più a rischio. E’ qui infatti, e in particolar modo a Perugia, Terni, Corciano e Foligno, che si evidenziano le maggiori «criticità».

ObiettiviLe nuove proposte poi aiuteranno a far scendere anche i livelli di nichel, benzene e dei cosiddetti «idrocarburi policiclici aromatici», in parole povere ciò che viene sprigionato dalla combustione di legno, grassi o rifiuti. Da ultimo, una volta focalizzata l’attenzione sulle aree più a rischio, si punta a mantenere i livelli di qualità sul resto dell’Umbria anche riducendo la concentrazione degli agenti atmosferici. Nel complesso una sfida «non banale» che pone obiettivi «non facilmente perseguibili con risorse ordinarie». Rimandando ad un prossimo articolo di Umbria24 l’analisi su chi, come e quanto inquina nella regione, sono i trasporti e la combustione di legna i fattori più preoccupanti e le cause principali degli ossidi di azoto nell’aria. In questo quadro le misure pensate da palazzo Donini intervengono sul traffico, sul riscaldamento, sui trasporti pubblici, sulla produzione di energia verde e sulle attività produttive.

BIKE SHARING, A PERUGIA ARRIVANO LE BICI ELETTRICHE

Mobilità Il primo nucleo fondamentale di regole è quello che riguarda mobilità e biomasse. Come detto, in termini di traffico Perugia, Terni, Foligno e Corciano sono le aree più critiche e qui si dovrà ridurre il volume di un 6% ogni cinque anni. Nella cosiddetta Valle umbra l’obiettivo è del 15% tramite il «potenziamento del trasporto su ferro». Nel 2020, orizzonte del Piano, il 20% dei passeggeri dovrà viaggiare sulla linea Perugia-Foligno-Spoleto. Una vera e propria mannaia è prevista per il traffico pesante (oltre i 35 quintali): nelle aree urbane delle quattro città -70% entro il 2015 per arrivare al 100% nel 2020. Percentuali da raggiungere grazie a una «riorganizzazione» della circolazione pesante e alla «realizzazione di infrastrutture viarie che limitino» questo tipo di traffico. In più sono previsti 100 mila euro di investimenti per una migliore pulizia delle strade per combattere il cosiddetto «risollevamento polveri».

Camini e stufe In materia di riscaldamento sempre per le quattro città sopra citate entro il 2015 l’obiettivo è quello di dire addio al 60% dei vecchi camini e stufe (l’80% nel 2020) che dovranno far spazio ad impianti ad alta efficienza. Nella zona della Valle umbra e della Conca ternana il target è quello di un 20% di sostituzioni ogni cinque anni. Un’operazione dai costi altissimi: il 60% nelle quattro città è valutato in almeno 43 milioni; nelle altre zone citate il 36% di sostituzioni costerebbe 46 milioni. Come coprirli? Nel piano si fa riferimento ad un contributo regionale «da quantificare» e agli incentivi statali. Sempre tra Foligno, Perugia, Terni e Corciano, gli automobilisti con vecchie auto (prima delle Euro 4) in inverno dovranno usare di più i mezzi pubblici: secondo il Piano infatti dal primo novembre al 31 marzo i quattro Comuni dovranno chiudere la circolazione ogni settimane per due giorni di lavoro consecutivi tra le 8 e le 20. Uno scenario in cui varrebbero le consuete eccezioni: gpl, metano, elettriche e auto con più di tre persone. In attesa che le misure entrino in funzione però, i Comuni in caso di sforamenti del Pm10 dovranno comunque imporre il blocco della circolazione.

Ztl e limiti Sempre gli enti locali dovranno pensare alla istituzione o all’estensione della Ztl, mentre tra queste misure di indirizzo è previsto anche un miglioramento del tpl tramite mezzi meno inquinanti, l’incremento delle piste ciclabili, i parcheggi di interscambio (auto-treno-bici) e anche la riduzione a 90 km/h sulle strade statali a quattro corsie. Alta efficienza, riqualificazioni e teleriscaldamento (oltre al «teleraffreddamento») sono indirizzi da adottare in ambito di costruzioni, da accompagnare ad una promozione delle energie rinnovabili, degli impianti di cogenerazione e delle biomasse oltre a un risparmio energetico in tutti i luoghi dove ciò è possibile. In ambito agricolo invece il target è quello di ampliare le produzioni biologiche, che utilizzano concimi organici, e di ridurre le emissioni degli allevamenti zootecnici.

Progetti Le quattro città citate poi hanno presentato singolarmente una serie di proposte: Terni vuole estendere la Ztl, ampliare il bike sharing (che assorbe 265 mila euro sui 339 mila complessivi del pacchetto); Perugia vuole l’estensione della «rete portante» del trasporto pubblico e un collegamento ad alta frequenza tra Monteluce e Pincetto (costo 613 mila euro); Foligno pensa a varchi elettronici in centro, bici elettriche, piste ciclabili e altro (un milione di euro); Corciano infine vuole, come le altre tre (costo complessivo stimato 6,6 milioni) delle piattaforme logistiche ed eliminare la rotonda del Quattro Torri da sostituire con un sottovaso carrabile. La piattaforma di Corciano (mentre progetti specifici per Perugia non ci sono) dovrebbe essere realizzata nell’area del polo commerciale di Ellera e prevedere uno scambio gomma-ferro.

Risultati Il risultato di tutte queste azioni è riportato nelle ultime pagine: per quanto riguarda il Pm10 generale miglioramento in tutta la regione già nel 2015 e poi nel 2020 anche se rimarranno aree (Terni e Gubbio, ovvero acciaieria e cementifici) dove ci sono industrie e che saranno monitorate anche per valutare la necessità di «misure più restrittive» sulle emissioni. Migliora, ma in modo più debole, la situazione relativa all’ossido di azoto: tutte le aree dell’Umbria rimarrebbero sotto la soglia critica tranne Gubbio nonostante il «netto miglioramento» e con le possibilità di cui sopra. Scendono, rispetto alle simulazioni su uno scenario 2020 senza interventi, anche i valori dei metalli pesanti. Qualche punto percentuale in meno anche per il piombo, nichel e idrocarburi. Qualche numero aiuta a dare un’idea: senza interventi nell’anno 2020 ci sarebbero in aria 4.862 chili di piombo, che scendono con gli interventi a 4.780. In termini quantitativi l’agente inquinante più «pesante» è il benzene, un idrocarburo aromatico: 165 mila chili nel 2020 secondo il primo scenario, 162 mila in base alle misure che verranno adottate.

Legambiente Ad indagare sulla qualità dell’aria è poi anche Legambiente che, nel dossier «Mal’aria 2013» boccia Terni. Sono stati definiti «preoccupanti» i risultati delle rilevazioni compiute dall’associazione nel quartiere «Le grazie» dove, stando al report, il livello di Pm10 va ben oltre il limiti di legge, fissato a 50 microgrammi per un massimo 35 giorni annui. A  non rientrare nelle soglie previste dalla normativa di riferimento è anche il Pm2.5. A «Le grazie» a fronte di una soglia di 25 microgrammi di valore medio annuo, Legambiente ne ha rilevati 29, mentre solo per poco non si è sforato anche sui livelli di biossido di azoto. Migliore, invece, la fotografia di Perugia dove le rilevazioni sono state effettuate nella zona di Ponte San Giovanni. Per il Pm10 la soglia dei 35 sforamenti non è stata superata, così come entro i limiti di legge risultano il Pm2.5 e il biossido di azoto.«I dati preoccupanti di Terni e quelli meno preoccupanti di Perugia che, probabilmente, sono verosimilmente frutto delle condizioni meteorologiche che degli interventi adottati – scrive l’associazione ambientalista – richiedono un impegno delle amministrazioni locali per ridurre l’inquinamento atmosferico. Oltre alle autorizzazioni integrate ambientali occorrono politiche di efficienza energetica degli edifici e una nuova mobilità».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Niente camion in città, via le vecchie stufe e stop al traffico: il piano antinquinamento della Regione”

Comments are closed.