di Iv. Por.
«Gli esseri umani normali in uno stato di diritto si tutelano con gli ordinari strumenti della difesa dentro al processo». Lo ha detto il leader di Sel, Nichi Vendola, commentando la frase di Berlusconi che, a proposito del cosiddetto processo breve, ha parlato di un provvedimento necessario per tutelarsi. Vendola è stato intervista al teatro Morlacchi dal giornalista Vittorio Zincone prima di spostarsi ad Assisi per la campagna elettorale di Carlo Cianetti.
Il ritardo Al Morlacchi Vendola è arrivato con quasi un’ora di ritardo ed è stato accolto da una serie di «buu» misti ad applausi. «Se fossi stato un capo partito pluri-inquisito magari avrei avuto la Digos a scortarmi, invece giro da 40 minuti a Perugia».
Incostituzionale Tornando alle parole di Berlusconi sulla «necessità di tutelarsi» dai processi, Vendola a margine ha sottolineato che «soltanto in regimi non particolarmente democratici ci sono coloro che pensano di potersi tutelare dal processo. Credo che questo – ha proseguito – sia un principio di arbitrio, una violenza istituzionale e credo che sia la violazione del principio costituzionale dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Anzi – ha concluso – dal mio punto di vista uno quanto più è potente tanto deve essere piu’ ossequioso nei confronti delle istituzioni».
Il berlusconismo L’intervista con Zincone è partita con un pensiero per il pacifista Vittorio Arrigoni, per poi affrontare il tema dell’asprezza della lotta politica, fino all’inevitabile tema di Berlusconi e il berlusconismo. «Dobbiamo interrogarci – ha detto Vendola – sul fenomeno del berlusconismo, capire perché questo paese si è berlusconizzato, non soltanto la destra ma anche parte della sinistra, fare un’indagine antropologica». Per uscire dal tunnel, quindi, secondo Vendola «non basta sconfiggere Berlusconi, ci vuole una rivoluzione culturale, il paese va deberlusconizzato».


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