di Gabriele Antonini
L’Umbria ha istituito una rete clinica per l’organizzazione dei servizi di neuropsichiatria infantile. Il progetto, che prevede la creazione di almeno un reparto ospedaliero regionale Npi, ha l’obiettivo di promuovere e garantire l’integrazione e la collaborazione fra i servizi sanitari regionali di neuropsichiatria dell’infanzia, ospedalieri e territoriali, ma anche con diverse altre istituzioni come scuole, enti locali, terzo e quarto settore.
La conferenza Il progetto, presentato martedì nella sede della giunta regionale di palazzo Donini, è al centro della delibera di giunta del 30 giugno con la quale è stato dato il via alla rete. Alla conferenza stampa hanno preso parte l’assessore alla Salute Luca Coletto, il vicesindaco di Perugia, Gianluca Tuteri, e il direttore regionale Salute e welfare, Massimo D’Angelo.
Il progetto Il nuovo assetto clinico regionale prevede la tessitura di una più fitta rete tra i vari servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza (Npia) e una più netta omologazione degli stessi tra una zona e l’altra della regione a livello dei singoli distretti, facendone comunque rimanere invariata la sistemazione a livello territoriale, prevedendo infatti almeno una Npia per ogni distretto. Il nuovo sistema di Npia si servirà di strutture terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative divise per età dei pazienti e per patologie, tra cui almeno due centri residenziali e due semiresidenziali per ogni Asl regionale per i minori che soffrono di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, almeno due comunità terapeutico-riabilitative psichiatriche regionali, e di alcune strutture residenziali psicoeducative per i pazienti con problemi sociali importanti. Fondamentali saranno anche le attività dei reparti ospedalieri di pediatria e del ruolo dei pediatri in generale nella promozione della salute e nella rilevazione precoce della situazione di rischio, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento dei disturbi dello spettro acustico.
Reparto di Npi Inoltre al centro del progetto della giunta c’è anche la creazione di almeno un reparto di neuropsichiatria infantile regionale che possa consentire approfondimenti diagnostici specialistici per le forme acute dei disturbi del neurosviluppo, e consenta inoltre di instaurare un rapporto di reciproca collaborazione con gli altri reparti ospedalieri e con i servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza.
Coletto Stando alle parole di Coletto il progetto creerà «una struttura che avrà vari livelli di presa in carico, a seconda delle diverse patologie neuropsichiatriche dell’età evolutiva». Infatti, ha proseguito l’assessore, parlando a nome dei tre presentatori del progetto, «stiamo attivando dei reparti di cura e di ricovero che saranno dedicati ai minori, ossia a coloro che hanno il bisogno di essere aiutati specificatamente e il cui intervento non deve essere confuso con quello relativo alla psichiatria, più in generale, degli adulti». Alla domanda da parte di uno degli osservatori presenti alla conferenza sul «quando», Coletto risponde ironicamente: «Ragazzi stiamo aspettando da cinquant’anni, datemi ancora un po’ di tempo». Infatti, sempre secondo le parole dell’assessore, a Perugia non sono ancora state decise le tempistiche per la realizzazione dei nuovi reparti, mentre a Foligno è prevista la realizzazione di un reparto per i ricoveri neuropsichiatrici dei minori entro 4-5 mesi.
Tuteri Il vicesindaco di Perugia, Gianluca Tuteri, chiamato a parlare, da pediatra, in qualità di referente per la medicina per il territorio, ha manifestato la sua soddisfazione per l’iniziativa della giunta che porta all’ottimizzazione della rete di neuropsichiatria infantile, e al raggiungimento di quello che egli stesso definisce come uno dei suoi principali obiettivi politici. Infatti, ha sottolineato lo stesso Tuteri «l’Umbria aveva già un sistema territoriale di neuropsichiatria infantile, quello che non avevamo però era il reparto, e rappresentavamo il fanalino di coda insieme alla Calabria. In Italia, infatti, ci sono 394 posti letto di neuropsichiatria infantile, nella nostra regione zero e questo appare paradossale, soprattutto alla luce di un dato, come quello del 2019, in cui i ricoveri in Umbria per motivi legati alla droga in età adolescenziale erano il doppio rispetto alla media nazionale. Questo progetto, quindi, rappresenta un punto di svolta per la nostra regione e oggi per me è un giorno di festa».
D’Angelo Anche il direttore D’Angelo è intervenuto parlando dell’importanza della creazione di una rete clinica per la neuropsichiatria infantile regionale. Infatti, ha ribadito il direttore, «la rete serve a individuare per area di intervento, per tutti i livelli essenziali di assistenza, dalla prevenzione alla gestione dei casi, compreso il percorso riabilitativo, le attività da porre in essere, e lo si fa attraverso tutte le strutture, sia ospedaliere che territoriali. Dobbiamo garantire in questa regione interventi sempre più appropriati, dal punto di vista del livello di complessità di cura e delle caratteristiche specifiche del paziente, cercando di agire omogeneamente su tutto il territorio regionale».
