Un neonato

di M.S.G.

Un piccolo consegnato nelle braccia di chi da tempo sognava di poter adottare, due minori extracomunitari nascosti in un camion scoperti e accolti in una struttura e inseriti nei percorsi di studio adatti alla loro età, famiglie negligenti che pensano di allontanare i piccoli e vengono convinte a non farlo. Sono alcune delle storie che i Servizi sociali del Comune di Terni hanno recentemente conosciuto e gestito. Storie che rimandano a quella tragica scoperta dell’agosto 2018 di un neonato abbandonato in una shopper davanti a un supermercato e trovato morto; testimonianze che si fanno speranza della possibilità di una seconda opportunità; anche se poi, come abbiamo visto, adottare non è così semplice. Dopo aver parlato con alcuni utenti e famiglie che si sono rivolte al servizio adozioni nazionali e internazionali del Comune di Terni. Umbria24 si è rivolta agli uffici competenti di Palazzo Spada per saperne di più. A capo dell’assessorato ai Servizi sociali, peraltro, un neopapà, l’esponente del Carroccio Cristiano Ceccotti che, prima di tutto, sottolinea: «Gli obiettivi che ci prefiggiamo sono la tutela della famiglia e la tutela dei minori. Il Comune di Terni ha attivato un protocollo attento a tutti i soggetti, con attività sinergiche su tutte le forme di continuazione giuridica diretta».

Strutture di accoglienza «Parallelamente al servizio di adozione – racconta Ceccotti –  abbiamo aperto una struttura di primissima accoglienza in cui è analizzata la situazione del minore in difficoltà che arriva. Ad esempio poco tempo fa nella struttura sono stati accolti due minori che viaggiavano su un camion e tutto il servizio ha lavorato per reinserirli nel migliore dei modi. Una struttura gestita dagli enti locali in cui il minore soggiorna 30-45 giorni, giusto il tempo di attivare un affido e favorire l’integrazione. Anche per le donne con minori a carico abbiamo una struttura di prontissima accoglienza dove non facciamo mancare servizi e personale qualificato per aiutare. Ma abbiamo lavorato anche sulla fuoriuscita, per i soggetti con più di 18 anni». La struttura in questione ha 5 posti letto in tutto e ora è abitata da tre ragazzi che frequentano l’università. «Stiamo lavorando per fornire a questi giovani voucher lavorativi e accordandoci con Ater e sulle politiche abitative per un reinserimento pieno dei soggetti. Con il progetto ‘Pippi’ poi,  – prosegue Ceccotti – in collaborazione con l’Università di Padova, stiamo formando il personale per comunicare con famiglie negligenti prima di arrivare all’allontanamento del minore. Sulla tematica della famiglia abbiamo in programma interventi che hanno il duplice obbiettivo di gestire le situazioni più difficili e la tutela dei più deboli riportando ai loro compiti genitoriali chi ha avuto un figlio».

Affido Affido e adozione come abbiamo detto sono percorsi diversi. Per quanto riguarda l’adozione è la dottoressa Donatella Accardo dirigente ad interim della direzione Welfare a farci un esempio riuscendo a stento a trattenere le lacrime: «Proprio pochi giorni dopo che l’assessore Ceccotti diventava papà – racconta Accardo- ci è giunta una chiamata di una donna in ospedale che voleva dare in adozione il suo bambino. Con tutto il servizio adozioni siamo andati personalmente in ospedale e consegnato tra le braccia dei nuovi genitori il loro figlio. Una emozione grandissima tra brividi e lacrime di gioia che difficilmente si dimentica». Emozioni, lacrime, sogni realizzati che però purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, abbiamo visto essere eventi piuttosto rari. Quello che invece è meno raro è l’affido. Un affido può essere consensuale o giudiziale. Prima di procedere però, anche solo a un affido temporaneo alle famiglie che si sono rese disponibili, si verificano le caratteristiche delle persone più vicine al minore nella loro rete familiare. Un affido può essere residenziale o diurno (solo per alcune ore) ma le caratteristiche di questo percorso sono: la temporaneità, il mantenimento dei rapporti con la famiglia di origine e il rientro nel suo nucleo sociale. Per formare le coppie a questo lungo cammino, sia che si tratti di affido o adozione, il Comune di Terni ha istituito un servizio gratuito di preparazione con incontri e formazione delle coppie. «Servizio che non si è mai interrotto  – assicura Accardo – nemmeno durante il periodo Covid con gli incontri che sono proseguiti in presenza con le regole di distanziamento e le visite domiciliari che sono state fatte invece per via telematica con la psicologa e l’assistente sociale collegate via Skype».

Corso preparatorio affido/ adozioni È un servizio pubblico gratuito che informa, accompagna, prepara, sostiene coloro che desiderano conoscere il percorso adottivo. È rivolto ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni o che raggiungano tale periodo sommando la durata del matrimonio e il periodo di convivenza prematrimoniale. Tra i coniugi non deve sussistere separazione neppure di fatto. La coppia deve essere considerata idonea a educare, istruire, mantenere i minori che intende adottare. Anche se dai vertici assicurano che possono proporsi anche persone single che possono ricorrere all’art. 44 ‘adozioni in casi particolari’. Una visione più ampia verso le nuove forme di genitorialità. Il servizio è attivo per la provincia di Terni e ogni anno sono circa una ventina le coppie che accedono alla formazione gratuita con 4-5 cicli formativi. Ad ogni ciclo partecipano circa 6-8 coppie. Gli incontri sono 6 in totale di 4 ore ciascuno. Chi fosse intenzionato a fare questo intenso percorso conoscitivo e magari accogliere un minore in difficoltà può scrivere una mail a: serviziointeristituzionale.adozioni@comune.terni.it.

Obiettivi Gli obiettivi del corso sono quelli di fornire informazioni di carattere generale sull’adozione. Incontri di accoglienza e orientamento per conoscere le fasi del percorso adottivo, per scoprire agli aspetti psicologici, sociali ed educativi. Un corso di preparazione-formazione in gruppo per parlare insieme della scelta adottiva, dei desideri, dei bisogni, dei dubbi i genitori consapevoli. Successivamente alla dichiarazione di disponibilità alla adozione verranno invece fatti colloqui individuali e di coppia, visita domiciliare per l’indagine psico-sociale richiesta dal tribunale per i minori e incontri di gruppo per conoscere la procedure, la normativa, l’organizzazione dei paesi di provenienza dei bambini. Quello che rimane invece un lato oscuro è come i servizi adozioni seguano nel post adozione le coppie che sono riuscite nell’intento. Sulla carta, e cioè nell’accordo di collaborazione ai sensi dell’articolo 15 l241/90 del servizio adozioni nazionali e internazionali’ (per la verità scaduto nell’aprile 2021 e sembra rinnovato fino a dicembre) all’art 7 si prevede ‘monitoraggio e sostegno al nucleo adottivo in tutte le fasi dell’iter adottivo compreso il post adozione ma alla domanda su quante delle 20 coppie che ogni anno presentano domanda e partecipano al corso avessero effettivamente adottato, l’assessore Ceccotti e la dottoressa Accardo non hanno saputo rispondere.

Mediazione familiare Per mantenere una famiglia unita e lavorare sulla bi-genitorialità è inoltre attivo, sempre sul territorio, il percorso di mediazione familiare. Percorso gratuito con mediatori formati e specializzati per assottigliare le criticità all’interno del gruppo familiare. «Entro gennaio – dichiara la dottoressa Accardo –  il progetto acquisterà maggiore visibilità perché dobbiamo tutelare la bigenitorialità fornendo anche assistenza domiciliare, una integrazione didattica potenziata per il minore e uno spazio neutro in cui si riavvicina il minore ai familiari». Per spazio neutro si intende una sorta di bolla educazionale. «Quando c’è una cessazione traumantica  – raccontano – per relazioni violente, con il progetto spazio neutro agevoliamo il dialogo con educatori attentamente formati e specializzati che monitorano e agevolano tutto questo». È un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o a un divorzio. Il mediatore familiare si attiva affinchè i partner elaborino un programma di separazione per sè e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale. La mediazione si connota come intervento volontario e liberamente scelto: per questo motivo l’avvio del percorso avviene su accesso diretto delle parti, anche nel caso in cui sia stato previsto con provvedimento del Tribunale.

Bi-genitorialità L’intervento di mediazione è un processo che si articola attraverso una serie di incontri condotti da mediatori con specifica formazione. L’intervento può prevedere percorsi brevi, di norma corrispondenti a 7 incontri, fino ad un massimo di 12 incontri, con possibilità di monitoraggio nel tempo. Gli incontri perseguono le seguenti finalità: prevenire e contrastare i fattori di disagio dei bambini e degli adolescenti; ridurre le controversie e i conflitti che possono sorgere all’interno della famiglia; fornire aiuto nei momenti che precedono e seguono una separazione o un divorzio; prevenire le ripercussioni sui figli coinvolti nel conflitto familiare; favorire il raggiungimento di accordi tra le parti per il pieno esercizio della bi-genitorialità; migliorare la comunicazione all’interno della famiglia; tutelare e proteggere i minori da danni che si riflettono sul loro equlilibrio psico-fisico; sostenere le responsabilità degli adulti rinforzando, indirettamente, le competenze genitoriali.

Crisi di coppia È rivolto a genitori uniti in matrimonio o coppie di fatto in conflitto, intenzionati a separarsi, ovvero separati o divorziati che spontaneamente si rivolgono al servizio di mediazione o che allo stesso vengano invitati a rivolgersi dai Servizi Sociali e Servizi specialistici territoriali o dalla Autorità giudiziaria (Tribunale Ordinario o Tribunale per i Minorenni) e Polizia giudiziaria, residenti nel territorio di Terni Narni e Orvieto. Per attivare il servizio di mediazione familiare è necessario compilare l’apposito modulo. Il modulo, compilato e sottoscritto dagli interessati, può essere:consegnato a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Terni – Piazza Mario Ridolfi, 1;spedito con raccomandata a/r all’Ufficio Protocollo del Comune di Terni – Piazza Mario Ridolfi, 1;inviato all’indirizzo di posta elettronica certificata comune.terni@postacert.umbria.it.

 

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