di Maurizio Troccoli

La Venere influencer che mangia la pizza sul lago di Como, per la campagna di comunicazione ‘Open to meraviglia’, doveva essere la migliore pubblicità per l’Italia. Si è trasformata in una scorribanda social, di meme, polemiche e risate. Il motivo? Più di uno: a tanti semplicemente non piace, altri la considerano poco invitante e banale. Ma al di là dei gusti ci sono i brindisi girati in una cantina slovena, con ragazzi che bevono vino sloveno, la città di Brindisi tradotta ‘Toast’ (ovvero brindisi in tedesco) nel sito Italia.it, Chiara Ferragni utilizzata a sua insaputa come modello per la foto copertina. Poi ci sono alcune denunce da parte di chi era protagonista delle immagini girate senza essere consapevole di finire tra le immagini stock di una piattaforma israeliana, da cui sarebbero state acquisite per l’iniziativa pubblicitaria. E ancora: ci si è dimenticati di registrare il dominio mentre nei video promozionali compaiono strutture turistiche per clienti facoltosi. Insomma la Venere di Botticelli – per il cui utilizzo di immagine Enit avrebbe dovuto chiedere l’autorizzazione alle gallerie degli Uffizi – ritorna a essere riutilizzata se non abusata in tutte le salse, è il caso di dire.

Ricostruzione Andiamo per ordine: la campagna è stata commissionata dal ministero per il Turismo guidato da Daniela Santanchè e promossa da Enit, l’agenzia nazionale per il turismo, attualmente guidata da un’umbra, Ivana Jelenic. Insomma le due donne a capo dell’iniziativa creativa, sono oggi bersaglio di quanti hanno considerato questa campagna di comunicazione improvvisata. Eppure dietro c’è una delle agenzie più importanti in Italia, l’Armando Testa che, come è noto agli attenti lettori di giornali, ha lavorato molto anche in Umbria, ad esempio con la Regione, nell’ultimo lavoro di brandizzazione con il marchio ombrello ‘Cuore verde’. Ivana Jelenic è stata voluta da Santanchè alla guida di questo ente che, in 20 anni, ha cambiato forma tre volte e in due anni, tre amministratori delegati. Lei ha un’agenzia turistica a Panicale con «zero dipendenti» – scrive il Fatto Quotidiano – ed è presidente della Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio fisiche. Prima di lei c’era Roberta Garibaldi a guidare questo ente che spende «3 milioni di euro» per il personale («50 dipendenti» – è la ricostruzione del Fatto Quotidiano) su un totale di «30 milioni di finanziamento».

Parlano le protagoniste Secondo le ricostruzioni giornalistiche la campagna sarebbe costata 138 mila euro. Santanchè ha spiegato di avere scelto la Venere di Botticelli perché «è una icona conosciuta in tutto il mondo e simbolo di italianità. Uno degli obiettivi di questa campagna internazionale è quello di avvicinare i giovani. Abbiamo quindi utilizzato strumenti e linguaggi a loro vicini». Quanto alla pizza, stesse ragioni: «E’ famosa in tutto il mondo. Forse viene criticata dalle persone un po’ snob che mangiano caviale e salmone». Enit a proposito dei tanti commenti ha aggiunto che «stimolare il confronto è uno degli obiettivi della comunicazione e che l’iniziativa social non è frutto di casualità». Ecco appunto, fare ‘ammuina’ può essere un buon risultato di comunicazione. Chissà quanto internazionale.

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