di Daniele Bovi

Non è la libreria il posto preferito dagli umbri. Secondo quanto spiega l’Istat in un report pubblicato nei giorni scorsi infatti ben sei umbri su dieci nel 2014 non hanno letto neppure un libro. Ad aver gustato qualche pagina è solo il 39% della popolazione regionale, un dato più basso della media nazionale (41,3%) e di quello del 2013, quando i lettori erano il 41%. Ciò significa che in una regione di circa 900 mila abitanti (la popolazione di riferimento sono gli 857 mila umbri dai sei anni in su), solo 334 mila hanno deciso di leggere qualcosa. I numeri dell’Istituto nazionale di statistica poi spiegano che anche quando ci si trova di fronte ad un lettore, si tratta di un lettore debole.

I numeri Il 18% infatti ha letto da uno a tre libri (ovvero 154 mila umbri, 25 mila in meno rispetto alla precedente rilevazione) e il 10% da quattro a sei volumi; un numero stabile se confrontato a quello del 2013 e lo stesso vale anche per i lettori ‘forti’, quelli cioè che divorano un libro al mese o più: questi erano 42 mila nel 2014 e 46 mila un anno prima. A preoccupare poi è un altro dato. Stando all’indagine Istat infatti ben 46 mila famiglie, il 12% del totale, non ha neppure un libro in casa. Il 15% ne possiede al massimo dieci, il 13% tra 11 e 25 mentre il 13% tra cento e duecento. Tirando le somme quindi quasi la metà delle famiglie umbre o non ha alcun volume in casa oppure sulla propria libreria ne ha al massimo 25.

Così in Italia Quanto all’uso di internet per comprare o leggere invece, su 100 persone che navigano il 15% ha letto o scaricato libri (in modo legale ovviamente), mentre il 26% ha sfruttato le possibilità offerte dalla Rete per comprarne uno. A livello nazionale gli italiani che dichiarano di aver letto almeno un volume sono 23,7 milioni, ovvero il 41,4% rispetto al 43% del 2013. Le femmine mostrano una propensione maggiore alla lettura (48%) mentre i maschi si fermano al 34,5%. La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%). La propensione alla lettura è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri.

La proposta Di questi temi si è parlato nei giorni scorsi nel corso di un incontro, organizzato dalla «Filiera carta, editoria, stampa e trasformazione» dal titolo «Senza lettura non c’è crescita. Quotidiani, periodici e libri come leva per lo sviluppo del Paese». Stando ai dati diffusi in questa occasione oltre 800 mila persone sono uscite dal mercato della lettura di libri e oltre 1,9 milioni di persone hanno smesso di leggere abitualmente un quotidiano e 3,6 milioni di persone un periodico. La crisi ha ovviamente influito ma non basta questo fattore a spiegare i numeri. Da qui la proposta della Filiera di un «bonus lettura», ovvero un buono spesa che consentirebbe ai giovani di età compresa tra i 18 e 25 anni di acquistare libri e abbonamenti a quotidiani e periodici, pagando solo il 25% del prezzo, mentre il restante 75% verrebbe pagato con il bonus fino ad un massimo del contributo pubblico di 100 euro a persona. Una proposta con la quale si intende incentivare i giovani alla lettura e al consumo di prodotti culturali.

Twitter @DanieleBovi

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