Vietato abbassare la guardia ma l’Umbria ha gli anticorpi per reagire alla «progressiva mafizzazione» che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare dell’operazione ‘Quarto passo’ che ha portato all’arresto di 54 persone tra Perugia e altre province italiane. Generale è il plauso alle forze dell’ordine.
GLI ARRESTATI: FOTOGALLERY – VIDEO
Marini: «Anticorpi per reagire» La presidente della regione, Catiuscia Marini, si dice «rassicurata» dalle parole del procuratore nazionale Antimafia, Franco Roberti, su «un’Umbria forte di anticorpi che ci consentono di reagire ai tentativi di infiltrazione nella nostra regione da parte di grandi organizzazioni criminali». «La presenza nella nostra regione, tra i nostri imprenditori e tra i cittadini, di forti anticorpi – rileva la presidente -, la diffusa e convinta fiducia sia nei confronti delle forze dell’ordine che della magistratura, hanno consentito quel rapporto collaborativo indispensabile per far sì che una inchiesta di tale rilevanza ed ampiezza potesse colpire e smantellare un insidioso e pericoloso radicamento nei nostri territori di una organizzazione criminale come la ‘ndrangheta. Un tessuto economico e sociale sano, l’assenza di collusioni con le nostre pubbliche amministrazioni e con la politica – sottolinea – dimostrano un’Umbria onesta che è capace di respingere infiltrazioni di grandi organizzazioni criminali. Occorre in ogni caso continuare a vigilare, e denunciare ogni fenomeno o comportamento anomalo, collaborare con le forze dell’ordine e con la magistratura, perché – conclude Marini – soprattutto di fronte ad una crisi economica ancora forte restano sempre alti i rischi di infiltrazioni».
LA MAPPA INTERATTIVA: I LUOGHI CHIAVE DELL’INCHIESTA
VIDEO – LA CONFERENZA STAMPA CON I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
Romizi: «Occorre reazione decisa» Il sindaco di Perugia, Andrea Romizi: «E’ una buona notizia, l’operazione “Quarto Passo” che ha portato a 62 arresti e 30 milioni di beni sequestrati ad aderenti e affiliati della ‘Ndrangheta, ma è anche motivo di allarme. Significa che questo fenomeno prova sempre ad infiltrarsi in ogni tessuto economico e sociale e nemmeno noi possiamo pensare di esserne fuori, anche se i nostri anticorpi sono solidi. Nelle dichiarazioni dei carabinieri e della Procura antimafia, con i quali ci complimentiamo per una indagine complessa e puntigliosa, si parla di estorsione, usura, traffico di droga e sfruttamento della prostituzione, danneggiamenti, trasferimento fraudolento di valori. Sono termini che impressionano, associati all’Umbria. Occorre una reazione decisa dello Stato come quella appena compiuta, e nello stesso tempo una quotidiana, costante attività di vigilanza e di contrasto della società, delle istituzioni, dei singoli cittadini, dell’ imprenditoria. Dobbiamo contribuire tutti a fare in modo che non ci siano zone paludose in cui i criminali possano confondersi. Noi ci siamo, perché la legalità è un valore condiviso e va difesa insieme agli organi dello Stato che hanno il compito di affermarla».
VIDEO, INTERCETTAZIONI: «LO AMMAZZIAMO DAVANTI AL BAR»
Brega: «Non abbassare guardia» Il presidente dell’Assemblea legislativa, Eros Brega, plaude al «blitz che ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata che cerca di inserirsi nell’economia del nostro territorio per soffocarla e trarne profitto. Ancora una volta i carabinieri, grazie all’alta professionalità e alla conoscenza scrupolosa del territorio, hanno saputo cogliere i segnali di questa pericolosa presenza nel Perugino e a smantellare l’organizzazione. Il blitz di oggi dimostra ancora una volta come una regione come l’Umbria non possa permettersi di abbassare la guardia e che la lotta per la difesa della legalità nel nostro territorio va perseguita a tutti i livelli senza sosta».
VIDEO, INTERCETTAZIONI: «NON PRENDERE QUEL NEGOZIO»
Brutti: «Una sconfitta» La brillante operazione messa in atto «segna una sconfitta della politica che ha lungamente dormito e tutt’ora dorme, lasciando soli e spaventati quegli imprenditori taglieggiati che hanno confessato solo dopo essere stati convocati dalle forze dell’ordine e non alle prime minacce». Paolo Brutti, presidente della Commissione regionale antimafia, non usa mezzi termini per rivendicare la giustezza delle denunce emerse dai lavori e dagli stessi membri della Commissione, «non sempre prese in debita considerazione. L’allarme legalità – afferma Brutti – deve andare di pari passo con quello del lavoro, perché un territorio inquinato rende inutile qualsiasi intervento pubblico. Sarebbe grottesco finanziare con il denaro pubblico aziende già in mano alle mafie. Contiamo – prosegue Brutti – in una pronta mobilitazione pubblica, a cominciare dalle associazioni di categoria chiamate a un comportamento molto più elevato rispetto agli interessi spiccioli, questo grazie anche all’arrivo del nuovo prefetto Antonella De Miro, a cui daremo volentieri tutto il nostro supporto. Invitiamo infine a un presidio più attivo nelle zone a rischio della città, specie nelle periferie popolose e abbandonate come Ponte San Giovanni e Ponte Felcino».
VIDEO: INTERVISTA AL PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
Bindi: «Mafia si espande» «L’importante operazione del Ros, coordinata dalla Dda di Perugia, che ha permesso di individuare e smantellare la rete ‘ndranghetista presente nel tessuto economico umbro, conferma l’aggressività della ‘ndrangheta e la sua capacità di radicarsi al di fuori dei territori d’origine come avevo sottolineato nel recente incontro a Perugia con la Commissione regionale antimafia. La mole dei beni sequestrati, per un valore di 30 miliardi di euro – prosegue Bindi – e la varietà delle attività illegali e legali controllate dall’organizzazione da’ la misura di quale condizionamento veniva esercitato dall’organizzazione. Siamo grati ai carabinieri del Ros e alla magistratura perugina per l’efficace opera di contrasto ma occorre essere consapevoli che il potere criminale delle mafie è una sfida a tutto il Paese. E’ necessario rafforzare la nostra capacità di prevenire l corruzione e stroncare sul nascere il metodo mafioso».
Verini Il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini: «Questi fatti ci devono interrogare profondamente e le istituzioni nazionali e locali per prime devono continuare a tenere alta la guardia. Per questo – conclude il deputato umbro – è molto importante che già domani il consiglio dei Ministri approvi il nuovo pacchetto anticorruzione così da innalzare le pene per i corrotti e renda più semplice la confisca dei beni, così come annunciato dal presidente Renzi. L’opera del Governo e del Parlamento, che si è già intensificata in questi mesi con l’introduzione del reato di autoriciclaggio e la riforma del 416ter sul voto di scambio politico mafioso, proseguirà perché occorre insistere nell’opera di pulizia e di lotta alla criminalità e alla corruzione. La tutela della legalità costituisce un pilastro imprescindibile per lo sviluppo economico, a protezione della libertà dei cittadini e per un corretto svolgimento delle dinamiche del mercato, tanto più nell’attuale fase di crisi economica, che può favorire l’insorgere e l’aggravarsi di tali fenomeni criminosi».
Cirignoni Il consigliere regionale Gianluca Cirignoni (Umbria popolare-Ncd) sottolinea come questa sia «l’ennesima riprova che anche nella nostra tranquilla e operosa regione riesca ad infiltrarsi e ad operare il cancro della criminalità, in questa caso della ‘ndrangheta. A fronte di tutto ciò occorre che le istituzioni raddoppino i loro sforzi per garantire un contesto sociale ed economico connotato dalla cultura della legalità, e contrastare in maniera durissima le associazioni criminali».
Di Lello e Bastianelli (Psi) Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti e segretario della Commissione bicamerale Antimafia in una nota congiunta alla segretaria Psi di Perugia Claudia Bastianelli: «Gli arresti di questa notte in Umbria non devono stupirci. Le organizzazioni mafiose ormai sono molto radicate in tutto il territorio nazionale e compito delle istituzioni e delle forze dell’ordine è quello di non abbassare mai la guardia. Droga, prostituzione, attività imprenditoriali di diretta gestione o sotto minaccia, queste le attivita criminali attraverso le quali la mafia di qualunque origine allunga i suoi tentacoli. L’Umbria, come ormai tutta Italia, non ne è esente. 61 arresti non devono farci credere di aver definitivamente sconfitto la ndrangheta perugina, piuttosto ci devono indurre a verificare tutti i collegamenti locali che le cosche erano riusciti a costruirsi. Anche la politica è chiamata a tenere alta l’attenzione soprattutto in vista delle elezioni regionali, dove la tentazione di cedere al voto di scambio o il rischio di avere candidati poco puliti nelle liste è sempre alto in ogni regione. Spetta ai partiti controllare, inseguire la giustizia il giorno dopo, infatti, non serve a nulla. Mafia Capitale docet».
Galgano (Sc) «Quella dell’Umbria come ‘isola felice’, immune dalle infiltrazioni della criminalità organizzata, è un’immagine che, purtroppo, non corrisponde più alla realtà». A sottolinearlo è la deputata di Scelta civica, Adriana Galgano evidenziando la necessità che «la politica locale agisca in maniera tempestiva, così come hanno fatto il Ros dei carabinieri e la Procura cui va il mio personale ringraziamento, per arginare gli effetti di una crisi economica che continua a fiaccare il tessuto imprenditoriale rendendolo facile bersaglio della criminalità organizzata».
Monacelli (Udc) Il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli: «La Commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose dell’Assemblea legislativa di cui faccio parte aveva messo in evidenza la presenza nella nostra regione di clan di stampo mafioso e il quadro che emerge certifica purtroppo che l’Umbria non è più un’isola felice neanche sotto questo profilo. Segnali positivi stanno comunque emergendo. Oltre a questa brillante operazione – prosegue Monacelli – vorrei mettere in evidenza la continua azione delle forze dell’ordine, in special modo nel capoluogo, che negli ultimi mesi sta infliggendo duri colpi anche alla cosiddetta microcriminalità, che comunque ha quasi sempre legami con la criminalità organizzata».
Cgil Mario Bravi e Raffaella Chiaranti della Cgil dell’Umbria: «Quella contro il potere criminale della ‘ndrangheta e di tutti i sistemi mafiosi è una sfida che va combattuta con forza e determinazione e un ruolo importante, oltre alle Istituzioni, deve essere svolto dalle forze sociali.
E’ altrettanto evidente che la legalità è una priorità, così come ogni giorno di più nella crisi economica e sociale si allargano i fenomeni degenerativi. Per questo, in tempi non sospetti, abbiamo denunciato come Cgil l’allargarsi del lavoro nero, di quello grigio e la proliferazione della logica del massimo ribasso, sulla pelle dei lavoratori. E all’interno di questo, anche i fenomeni di riciclaggio di danaro sporco. In questa logica il 17 novembre scorso abbiamo costruito un percorso per realizzare accordi con la Regione, con le Associazioni delle imprese e con la magistratura perugina per rafforzare la legalità e contrastare i fenomeni degenerativi. In questo contesto abbiamo promosso la raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare che regolamenti il sistema degli appalti basato sulla trasparenza. Ora diciamo che l’Umbria saprà reagire. E l’Umbria del lavoro darà il suo contributo fondamentale per affermare la legalità e contrastare i fenomeni criminosi».
Filippo Gallinella (M5s) «L’operazione ‘Quarto passo’ fa tremare i polsi. Segnala, a pochi giorni dallo scandalo romano, un malaffare diffuso, facilitato dalla crisi economica, penetrato purtroppo anche in Umbria. L’Umbria non è più al riparo, non è più un territorio immune da traffici illeciti. L’Umbria deve svegliarsi. Occorre rafforzare subito gli anticorpi democratici regionali. Il tema della legalità e dell’uscita sana dalla recessione dovrà essere al centro del prossimo appuntamento elettorale. Dobbiamo ringraziare ancora una volta i Ros, coordinati dalla Dda di Perugia, per il prezioso lavoro svolto a tutela della legalità».
Guasticchi Marco Vinicio Guasticchi, ex presidente della Provincia e membro della direzione nazionale del Pd «Un grazie di cuore alle forze dell’ordine ed alla magistratura che con determinazione hanno stroncato dalla nostra regione forme aggressive di criminalità organizzata di stampo mafioso. Un grazie sentito da cittadino, padre, che per anni ha lavorato nelle istituzioni collaborando costantemente con le forze dell’ordine e la magistratura affinchè con il “Patto Perugia sicura” si potesse dare un unica risposta all’esigenza di sicurezza e di garanzia del rispetto delle regole che la nostra comunità giustamente pretende. Quindi oggi vigileremo piùche mai affinché la nostra economia ed il nostro tessuto sociale non subiscano la pressione e gli attacchi delle “cosche” di qualsiasi provenienza geografica siano. Noi siamo Umbri orgogliosi della nostra storia e delle nostre tradizioni».
