Arriva direttamente da Instagram la notizia secondo cui Mariano Di Vaio è diventato papà per la seconda volta. Il secondogenito, figlio del fashion blogger e di Eleonora Brunacci, è nato all’ospedale di Perugia. ‘Welcome to Dodo’ è scritto sulla pagina social a fianco alla foto che in pochi minuti ha raccolto decine di migliaia di like. L’influencer ha, inoltre, già creato un account al piccolo – @leonardoliamdivaio – che in meno di un’ora ha contato già 10 mila follower.
Parto in acqua E, dall’ospedale di Perugia, arrivano anche dettagli sulla nascita. «Nella giornata di lunedì abbiamo registrato il terzo parto in acqua del 2018, una scelta che molte mamme non prendono neppure in considerazione per via di tanti pregiudizi che possono invece essere superati», fa sapere Giorgio Epicoco, direttore della struttura di Ostetricia e Ginecologia del Santa Maria della Misericordia. «A suggerirmi il parto in acqua è stato il ginecologo che mi ha seguito in gravidanza, il dottor Arena – spiega Eleonora Brunacci – e le ostetriche che ho trovato di turno in ospedale mi hanno incoraggiato e mi sono state particolarmente vicine. È stata una esperienza bellissima, con mio marito che è stato coinvolto in questo secondo parto come nel primo. Se posso dare il mio consiglio dico alle donne di considerare questa opportunità, perché riceveranno un supporto psicologico importantissimo dal personale». Di Vaio e la moglie hanno voluto estendere il loro ringraziamento a tutto il personale medico e ostetrico: «Oltre alla parte assistenziale siamo rimasti molto soddisfatti della umanizzazione e del totale rispetto della privacy».
Opportunità per le mamme Epicoco coglie l’occasione, dopo la nascita del secondogenito della coppia Di Vaio-Brunacci, per soffermarsi sulle opportunità che l’ospedale di Perugia offre alle future mamme. «Le scelte sono tante, ed è sorprendente come, nonostante la vasca fosse attiva da anni, i casi sono sempre più rari, un numero molto limitato di donne ha preso in considerazione il parto in acqua, come invece mi risulta avviene in altri punti nascita della nostra regione. Le considerazioni che le donne fanno dipendono da fattori clinici, culturali, soggettive – aggiunge Epicoco -. Il parto è un evento naturale e proprio noi medici, quando ne ricorrono i presupposti dobbiamo favorire un ritorno alla massima naturalità possibile, anche superando quelle che sono le limitazioni tipiche della cultura e della consuetudine medica, offrendo, al contempo alla donna totale sicurezza in caso di complicanze del parto, il più delle volte totalmente imprevedibili».
