di Francesca Torricelli
Dice «dobbiamo cambiare le gomme della macchina» e uno pensa subito a quanto dovrà spendere. Ma gli pneumatici che smontiamo che fine fanno? Ecopneus gestisce il processo di trattamento e recupero dei ‘pneumatici fuori uso’ e i dati sulla sua attività sono stati resi noti a margine della tappa conclusiva di ‘Impianti aperti Ecopneus 2013’, che si è tenuta a Nera Montoro, presso lo stabilimento di TerniEnergia.
Le applicazioni Caschetto di sicurezza in testa e càmice protettivo indossato, la visita agli impianti può iniziare: cataste di pneumatici ci aspettano da una parte e, dall’altra, al termine delle fasi di lavorazione, i prodotti frutto di un riciclaggio intelligente che si ritrovano, poi, in campi diversi e tutti garantiscono vantaggi di tipo prestazionale, ambientale e sociale: superfici per attività sportive, asfalti stradali con bitume modificato per la realizzazione di strade resistenti alle intemperie, meno rumorose e più drenanti in caso di pioggia. Oltre a cordoli, spartitraffico, rallentatori e delimitatori di corsie. A questi si aggiungono rivestimenti di protezione per fioriere, rotatorie e aiuole spartitraffico, materiali isolanti impiegati in edilizia per l’isolamento termico ed acustico di pareti, solai e pavimenti, combustibile per cementifici, cartiere e centrali termoelettriche.
I dati In Umbria, nei primi dieci mesi del 2013, grazie alla partnership con le aziende di raccolta, Ecopneus ha potuto avviare a corretto trattamento quasi 3.700 tonnellate di Pfu (pneumatici fuori uso), assicurandone il corretto recupero sia di energia che di materia per applicazioni di pubblica utilità. Delle tonnellate raccolte in Umbria, oltre il 76% proviene dalla provincia di Perugia (2.808 tonnellate), mentre il restante 24% è stato raccolto in provincia di Terni (847 tonnellate). Dati che hanno consentito il recupero in preziosa materia prima seconda (gomma, acciaio, tela) ed evitato l’abbandono illegale nell’ambiente di questa tipologia di rifiuto.
Il direttore «’Impianti aperti’ rappresenta un’occasione importante per mettere in evidenza il lavoro, l’impegno, la serietà e la professionalità di tutti gli attori della filiera, che comprende gommisti, trasportatori, siti di stoccaggio e impianti di trattamento – ha commentato Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus – e soprattutto per far conoscere meglio all’opinione pubblica e agli addetti ai lavori questo prezioso materiale dai numerosi ed interessantissimi impieghi».
GUARDA L’INTERVISTA A GIOVANNI CORBETTA
Ecopneus È una delle organizzazioni che si occupa, dal 2011, della gestione dei Pfu in Italia, generati, in fase di sostituzione, dei pneumatici nel mercato del ricambio, curandone la raccolta, la successiva frantumazione e l’avvio al recupero. Il decreto che regolamenta l’attività dei produttori e importatori di pneumatici e delle loro forme associate, prevede che ogni anno il 30% dell’eventuale avanzo di gestione debba essere destinato a prelievi da stock storici al fine rimuovere l’ampio numero di siti oggetto di abbandoni ancora esistenti in Italia e comunicato al ministero dell’ambiente.
TerniEnergia È parte del gruppo ‘Terni research’ ed è attiva nel recupero dei ‘Pfu’. Nello stabilimento di Nera Montoro ha una produzione meccanica ed innovativa di gomma da destinare alla reimmissione nel ciclo produttivo per applicazioni di pubblica utilità e la produzione di energia, acciaio armonico per il recupero nel ciclo siderurgico e materiale tessile sintetico. La società si occupa anche del trattamento di rifiuti biodegradabili attraverso l’implementazione di biodigestori, nella produzione di energia da biomasse, nel decommissioning di impianti industriali, nel recupero di metalli da demolizione e nelle bonifiche di siti industriali.
