Il presidente di Anci De Rebotti

di Francesco De Rebotti*

La nostra regione è stata presa a modello di riferimento per la definizione dei costi standard della sanità (insieme ad Emilia Romagna e Veneto). Accanto a questa notizia positiva e qualificante per la nostra regione ne è arrivata un’altra altrettanto incoraggiante: l’assegnazione dei ‘bollini rosa’ da parte del ministero della salute (istituiti dall’osservatorio nazionale sulla salute della donna) ad alcuni Punti nascita umbri.

Tre ‘bollini rosa’ all’Azienda ospedaliera di Perugia, due bollini rosa all’Azienda ospedaliera di Terni, all’ospedale di Foligno, Spoleto e di Orvieto e, mai citato in nessun resoconto giornalistico e nelle dichiarazioni dei tecnici regionali, all’ospedale di Narni (per la verità Umbri24 lo ha scritto il 15 settembre) che, negli anni precedenti e a differenza di altri punti nascita sopracitati, aveva già ottenuto un bollino rosa per la qualità del suo servizio. Tutto ciò ovviamente con delle condizioni di partenza rispetto agli altri assolutamente penalizzanti essendo, l’ospedale di Narni, il più piccolo, periferico e meno potente.

Il semplice citare e sottolineare quest’esperienza straordinaria di professionalità, competenza e qualità presenti nel nostro punto nascita narnese sarebbe stato quindi, a maggior ragione, un riconoscimento morale ed un incoraggiamento per gli operatori che al suo interno lavorano ed hanno contribuito a creare un piccolo miracolo di efficienza ed economicità.

Economicità, sì perché, soprattutto di questi tempi, non sfugge a nessuno che servizi ospedalieri di qualità (anche umana) permettono di intercettare una domanda extraregionale di prestazioni che, soprattutto per l’ospedale di Narni, riguarda tutta la fascia del nord del Lazio massicciamente interessata da chiusura di servizi sanitari ed ospedalieri. E’ evidente quindi che questa grave ‘dimenticanza’ va a discapito di un punto nascita umbro di eccellenza riconosciuta ed alimenta l’idea superficiale, diseconomica e prettamente burocratica che dello stesso si può fare tranquillamente a meno.

E’ di questi giorni infatti, riportata dai giornali, la notizia dell’imminente chiusura del punto di nascita di Narni insieme ad altri due o tre perché sembra non rispondano alle caratteristiche richieste (da chi nello specifico?) tra le quali sembra emergere la necessaria presenza del servizio di emergenza urgenza neonatale.

Ad oggi solo l’ospedale di Perugia e di Terni possiedono una rianimazione neonatale che, evidentemente, non può esistere in tutti i punti nascita umbri per i quali ne sarebbe prevista una ogni 6000 parti (praticamente tutti i parti effettuati annualmente nella nostra regione!). Quindi la rianimazione neonatale non è ad oggi un requisito discriminante per la permanenza di un punto nascita.

E’ inoltre opportuno ricordare che nell’ospedale di Narni è possibile partorire con l’analgesia peridurale (parto indolore) ormai da decenni. Gli altri ospedali della regione sulla carta offrono il parto indolore ma i dati raccontano che l’ospedale di Perugia (quadruplo dei parti rispetto a Narni) ha un numero di parti in analgesia uguale od inferiore a quelli dell’ospedale di Narni e nei rimanenti ospedali si registrano casistiche di questa tipologia ad una sola cifra.

Così come è difficile trovare, fra i punti nascita definiti ‘a norma’, quelli che offrono, come nel caso di Narni e ormai da molti anni, tutta la diagnostica prenatale amniocentesi precoce e tardiva, villo centesi, traslucenza nucale. Così come è complicato individuare un altro reparto ostetrico-ginecoligico umbro dove è possibile usufruire della legge 194 (Ivg) sia con la procedura chirurgica che con la medica (Ru 486).

Se i criteri sono dunque quelli dell’efficienza, della professionalità, del rispetto degli standard e, non da ultimi, della capacità di attrazione (anche fuori regione) e quindi dell’economicità appare che chiaro che il punto nascita dell’ospedale di Narni è un presidio indispensabile per l’intero sistema umbro. Ciò a meno che no si voglia far dipendere la riforma del servizio sanitario regionale da criteri ed equilibri politici e territoriali che poco hanno a che fare con le reali esigenze di salute dell’utenza e con gli obiettivi di efficienza ed economicità che ci si è posti.

Ecco perché oggi servirebbe, invece di continuare ad arrecare danno alla struttura ospedaliera di Narni attraverso continui ed ininterrotti messaggi di precarizzazione e cancellazione dei servizi offerti, aprire una profonda ed articolata discussione tra le istituzioni locali e le strutture tecniche sanitarie del territorio indirizzata ad individuare, fin da subito, le possibili integrazioni, specializzazioni ed ottimizzazioni dei servizi offerti.

Siamo sicuri che la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Narni sarebbe, oltre che insensata, un grave danno per l’utenza, per l’efficienza e sostenibilità economica del sistema regionale e, comporterebbe, per l’Azienda ospedaliera di Terni, non un’opportunità ma un serio problema organizzativo di difficile gestione e soluzione.

Un serio progetto di integrazione dei presidi ospedalieri dell’area ternana rappresenterebbe invece la soluzione più appropriata anche nell’ottica della futura presenza del nuovo ospedale di Narni-Amelia.Sotto questo profilo la perdurante incertezza sui tempi di realizzazione dello stesso è del tutto inaccettabile poiché rischia di sottrarre a questo territorio una prospettiva futura verso la quale convogliare tutti gli sforzi di innovazione e razionalizzazione del sistema. Il paradosso di questa situazione è che si rischia di distruggere le eccellenze esistenti senza consolidare, ne frattempo, una prospettiva positiva per il futuro dei servizi sanitari ed ospedalieri di questo territorio.

Facciamo appello alla regione per avviare al più pesto un confronto istituzionale e tecnico chiamato a pianificare i processi di integrazione dei servizi sanitari ed ospedalieri del territorio ed a rendere certi e più rapidi i tempi di realizzazione del nuovo ospedale di Narni-Amelia configurandone da subito le funzioni che, accanto a quella riabilitativa, in esso verranno svolte.
Così come avanzato a più riprese invitiamo inoltre la Presidente della Regione e la struttura regionale della sanità ad un incontro con il Consiglio comunale di Narni unanimemente impegnato a salvaguardia dei servizi di eccellenze del territorio e delle prospettive di investimento che lo riguardano.

*Sindaco di Narni

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2 replies on “Narni, difendiamo il punto nascita dell’ospedale: un presidio indispensabile per il sistema umbro”

  1. Caro Sindaco gli anni passati L’OSPEDALE DI NARNI (aveva gia preso un Bollino Rosa) ma quest’anno COME TU SAI e tuttti i Politici sanno I BOLLINI sono DUE come Terni -Foligno-Orvieto e Spoleto …..ma perche vi sa cosi fatica scrivere che L’OSPEDALE DI NARNI anche lui HA PRESO DUE BOLLINI?????????

  2. Caro Sindaco l’OSPEDALE DI NARNI come hai scritto ….nel biennio precedente aveva gia ottenuto UN BOLLINO ROSA ma quest’anno come TU sai ed altri Amministratori della Sanità Umbra sanno l’OSPEDALE DI NARNI COME Terni -Foligno-Orvieto-Spoleto quest’anno è stato premiato con ben DUE BOLLINI ROSA………ma perche quando quelle poche volte che fate uscire notizie sui giornali locali o sulla rete inerenti all’ OSPEDALE DI NARNI non riuscite a comunicare come sono realmente i fatti??????????

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