Vince Santa Maria, con merito. Perde la festa, con demerito di chi ha provocato tensioni evitabili. La ‘Corsa all’anello’ 2014 va in archivio con un cavaliere sugli scudi – Diego Cipiccia, autentico dominatore – uno in in ospedale per una caduta – Luca Innocenzi, niente di grave, per lui – e un brutto episodio da non dimenticare, ma anzi da analizzare per evitare sgradevoli repliche.
La giostra Bella, la sfida in campo. Forse tra le più intense degli ultimi anni, con un Diego Cipiccia – il fantino ‘di punta’ di Santa Maria – capace di autentiche magie e che, di fatto, si è decisa alla terza tornata, quanto il folignate Luca Innocenzi precipitava a terra, gettando alle ortiche tutte le possibilità di contendere la vittoria. Nulla di grave, per lui e per il cavallo, ma la sorte della competizione era segnata. Alla fine Santa Maria ha vinto con 210 punti; Fraporta si è piazzata al secondo posto con 180 e Mezule – che ha vinto il trofeo per il miglior terziere – ha concluso con 150.
Lo sfregio Due ‘priori’ – quello di Santa Maria Paolo Pagnanelli e quello di Mezule, Gabriele Chieruzzi – che se ne dicono di tutti i colori e che arrivano quasi alla rissa, evitata solo per l’intervento delle forze dell’ordine, non è un biglietto da visita piacevole. Ma, direbbe qualcuno, la ‘Corsa all’anello’ non è roba da signorine. Da signori, però, sì. O, almeno, dovrebbe.

diciamo anche il perché dei fatti descritti…
i priori sono venuti alle mani perché dopo la seconda caduta per Mezule, il priore di Santa Maria invece di dare notizie ai figuranti sulla sua salute (visto che stava vicino a lui quand’era sdraiato a terra circondato dai medici e dagli altri priori con l’ambulanza in campo, in un clima di preoccupazione generale) è andato a prendere in giro i mezulani per la sconfitta…
la corsa dovrebbe essere una cosa da signori si