di Francesca Torricelli
Quest’anno, l’8 marzo per Elena Fortunati, giovane ricercatrice narnese, sarà un giorno importante e speciale. Non soltanto perché sarà la festa della donna, ma perché trascorrerà la giornata a Roma, al palazzo del Quirinale, dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, le conferirà l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica.
L’oréal Ma facciamo un passo indietro. Nel 2012, L’oréal Italia, in collaborazione con Unesco, per il decimo anno consecutivo, ha premiato cinque giovani scienziate italiane con una borsa di studio, a conferma dell’impegno nei confronti della ricerca al femminile. Una selezione tra quasi trecento candidature di italiane under 35. Bene: «Io – racconta entusiasta Elena – ero tra quelle cinque, avendo presentato una ricerca dal titolo ‘Progettazione, sviluppo e caratterizzazione di materiali nanostrutturati intelligenti, capaci di modulare la risposta e il differenziamento delle cellule staminali’».
Onorificenza Questo premio ha catturato l’attenzione del Presidente della Repubblica, che, dopo essere andato a ‘curiosare’ nel suo curriculum di studi, ha deciso di assegnarle l’onorificenza. «Quando sono stata contattata dalla presidenza della Repubblica – sorride Elena – incredula, ho pensato se cercassero veramente me o se ci fosse un qualche errore. Quando poi mi è stato spiegato il motivo della telefonata ho realizzato. Anche se ancora, non mi sembra vero. Non so di preciso come si svolgerà la cerimonia, ma ci tengo a precisare che non sarò l’unica ad essere premiata, saranno accanto a me altre giovani donne». Grandi soddisfazioni, quindi, per questa ragazza, laureata, a Terni, in Ingegneria dei materiali presso l’università degli studi di Perugia, attualmente ricercatrice a tempo determinato presso il polo didattico di Pentima.
Università In un periodo in cui si parla molto di fuga dei cervelli, ma soprattutto di grandi polemiche per quanto riguarda l’università ternana, Elena Fortunati lancia un messaggio importante: «Nel polo di Pentima abbiamo la possibilità di svolgere ricerche e consulenza per le aziende del territorio, ma anche a livello europeo. Non nego che nel corso dei miei studi mi sono anche guardata un po’ intorno, per arricchire il mio curriculum personale ho svolto degli studi all’estero, ma se in futuro tutto questo venisse a mancare, giovani come me saranno costretti a spostarsi altrove per continuare le proprie ricerche. Sarebbe un peccato».
