di Daniele Bovi
Più visitatori e più incassi. In Umbria sono positivi i numeri che riguardano i luoghi della cultura statali: secondo i dati diffusi giovedì dal Ministero infatti nel 2014 i primi sono cresciuti dell’11% mentre i secondi del 18%. Tradotto in termini assoluti, questo significa che nell’anno che si è appena chiuso i visitatori sono stati 240 mila contro i 217 mila del 2013, mentre gli introiti netti 380 mila euro contro i 324 mila dell’anno precedente; cifre che al lordo dell’aggio spettante al concessionario che opera in alcune realtà come la Galleria nazionale dell’Umbria e il museo del Ducato di Spoleto salgono, rispettivamente, a 418 mila euro nel 2014 e a 354 mila nel 2013. Rispetto a quanto accaduto in molte occasioni poi va sottolineato come i visitatori a pagamento siano più di quelli non paganti (solo due strutture sulle 14 monitorate dal ministero nella regione sono ad ingresso gratuito).
I numeri Un risultato frutto probabilmente di quanto deciso dal ministro Dario Franceschini nei mesi scorsi: da luglio infatti gli over 65 non possono più entrare nei luoghi della cultura statali senza pagare. Guardando ai numeri delle singole città, ovviamente la Galleria nazionale (che con la riforma del sistema museale avrà, da giugno, un direttore scelto con un bando a livello internazionale e molta più autonomia) è in testa sia per quanto riguarda gli incassi che per i visitatori: oltre 64 mila per 164 mila euro di introiti netti, il che significa che sul totale regionale la Galleria da sola vale circa il 25% degli ingressi e quasi il 50% di tutto l’incasso. Nella classifica dei più gettonati ci sono poi il museo nazionale del Ducato di Spoleto (37 mila persone), l’area ternana di Carsulae (24 mila), il museo archeologico e il teatro romano di Spoleto (23 mila), il palazzo ducale di Gubbio (19 mila), il museo archeologico di Perugia (18.300), la necropoli etrusca e il Crocifisso del tufo di Orvieto (14 mila) e così via fino ai 332 della perugina villa del Cardinale, meno di uno al giorno (il 47% in meno rispetto al 2013).
ECCO IL BANDO PER IL NUOVO DIRETTORE DELLA GALLERIA NAZIONALE
Introiti e visitatori Quanto agli introiti netti, guidano la classifica la Galleria nazionale (164 mila euro), il museo spoletino (51 mila euro) e il palazzo ducale di Gubbio (36 mila euro). Restando con lo sguardo puntato sulle realtà più importanti, il museo del ducato di Spoleto ha visto crescere i propri visitatori del 35% (da 27 mila a quasi 37 mila); bene anche l’archeologico della città dei Due Mondi (+20%, da 18.300 a 22.800). Quanto alla Galleria nazionale dell’Umbria invece, gli utenti sono stati 3 mila in più (+5%) e quelli non paganti sono diminuiti (da 26.500 a 25.500). Prestazioni positive poi anche per il castello Bufalini di San Giustino che ha visto aumentare il proprio pubblico del 75% (da 2 mila a 3.700 persone), per l’area di Carsulae (+56%, da 15.400 a 17.200), per il tempietto sul Clitunno (da 3.600 a 5.100) e per il teatro romano e l’Antiquarium di Gubbio (da 6.800 a 9.300). Non tutti però sorridono: al palazzo Ducale di Gubbio infatti i visitatori sono stati duemila in meno, all’archeologico di Orvieto la flessione è stata del 19,4% (da 16 mila a 12.800) e alla necropoli etrusca del 4,5%.
Così in Italia Parlando sempre di necropoli, all’Ipogeo dei Volumni di Ponte San Giovanni il crollo del numero dei non paganti (da 8.100 a 5.700) non è stato compensato dall’aumento di quelli che il biglietto lo hanno pagato (4.200 contro i 3.600 del 2013). A livello nazionale invece a varcare le soglie di musei e aree archeologiche nel 2014 sono state 40,3 milioni di persone, in aumento del 6,2% rispetto al 2013; aumento simile anche per gli introiti lordi (+7%), arrivati a quota 134 milioni. A pesare in modo determinante sono i 30 posti più gettonati: stabili nelle prime tre posizioni si trovano il Colosseo (oltre 6 milioni di presenze), Pompei (circa 2 milioni e mezzo) e gli Uffizi (leggermente sotto i 2 milioni).
Sistema diffuso Commentando i numeri Franceschini ha sottolineato una caratteristica peculiare del nostro sistema museale, ovvero la sua diffusione su tutto il territorio con oltre 4 mila realtà; uno scenario ad esempio molto differente da quello francese, dove la gran parte dei luoghi culturali è concentrata nella capitale. «Questa diffusione su tutto il territorio nazionale dei nostri musei costituisce la forza del nostro sistema – ha proseguito il ministro – e noi vogliamo valorizzare questa forza attraendo turisti stranieri».
Twitter @DanieleBovi
