«Morire a 26 anni per lavorare è inaccettabile». Dopo sei giorni di agonia non ce l’ha fatta il giovane operaio di Tapojarvi coinvolto nell’incendio del mezzo per il trasporto di siviere e rimasto gravemente ustionato per circa l’80% del corpo. Mentre i lavoratori di viale Brin incrociano le braccia per 24 ore, in suo ricordo si abbassano a mezz’asta le bandiere di Ast e alle 12 la sua azienda, la finlandese che si occupa del trattamento scorie, osserva un minuto di silenzio. Tanti i messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia del 26enne che si è spento domenica al centro grandi ustioni di Roma dove era stato ricoverato d’urgenza.
Fiom-Cgil «Morire per lavorare, a 26 anni, è una cosa che ci riempie di rabbia e che riteniamo inaccettabile», scrivono Loris Scarpa, responsabile siderurgia per la Fiom-Cgil nazionale, e Alessandro Rampiconi, segretario generale Fiom-Cgil Terni. «Fermare questa strage quotidiana deve diventare la prerogativa di tutti, del sindacato, delle imprese e delle istituzioni. Da troppo tempo diciamo che il sistema degli appalti non va bene e va superato. Ai referendum dell’ 8 e 9 giugno voteremo anche per questo. Non ci può essere profitto senza tener conto della sicurezza, che non può essere considerata un costo. Sotto questo profilo – proseguono – vanno colte le opportunità che vengono offerte dalla transizione ecologica e tecnologica e che possono essere finalizzate alla salute e sicurezza. Confidiamo nella magistratura, affinché nel più breve tempo possibile si faccia verità e giustizia. Tutta la Fiom si stringe attorno alla famiglia di Sanderson ‒ Sandro per gli amici ‒ a cui va tutto il nostro cordoglio e la nostra vicinanza e per la quale, come abbiamo fatto fin dal primo momento, ci mettiamo a disposizione. Come da scelta ormai consolidata della nostra organizzazione, ci costituiremo parte civile appena possibile».
Cgil Umbria «Con incommensurabile dolore e tristezza e con profonda rabbia diamo il nostro ultimo saluto al giovane Sanderson Mendoza – scrivono dal sindacato – morto ingiustamente nello svolgimento del proprio lavoro. Continuiamo a ritenere assolutamente inaccettabile la possibilità di morire sul posto di lavoro. Non bastano i proclami e le belle parole che durano un giorno e poi vengono riposte nel cassetto. Basta lacrime di coccodrillo. Si agisca con forza affinché le norme esistenti in materia di sicurezza siano rispettate scrupolosamente e si possa aprire una nuova fase di concertazione sulla qualità del lavoro, in particolare negli appalti. Tutte le istituzioni preposte facciano fino in fondo il loro dovere per far si che si possa interrompere questa lunga scia di sangue. La nostra mobilitazione per la sicurezza sul lavoro è totale e aderiremo agiremo affinché non si debba più piangere un giovane ragazzo morto soltanto perché voleva vivere onestamente del proprio lavoro».
Regione La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e la giunta regionale scrivono in una nota: «Siamo vicini ai familiari e ai colleghi, questo nuovo drammatico incidente sul lavoro ci impegna sempre di più ad attivarci per il rispetto delle norme. Il tema della sicurezza sul lavoro deve rimanere prioritario per la tutela dei lavoratori e per garantire anche la qualità degli ambienti di lavoro. La Regione Umbria sarà in prima linea con un Piano ad hoc potenziando l’attività di controllo nelle fabbriche con un’attenzione anche alla formazione obbligatoria dei lavoratori e al rispetto dei protocolli di sicurezza. Intensificheremo in base alle nostre competenze – conclude Proietti – le attività di prevenzione per arginare questo grande problema che rappresenta una sconfitta per tutti noi».
Avs Anche la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti esprime profondo cordoglio per la morte dell’operaio: «Un’altra giovane vita spezzata mentre svolgeva il suo lavoro e un altro volto nella lunga lista di morti innocenti che, in Italia, rappresentano una vera e propria strage quotidiana. Vogliamo oggi – continua la deputata umbra di Avs – esprimere anche tutta la nostra indignazione per l’assenza di un’azione forte e decisa a livello nazionale, orientata alla prevenzione di questi incidenti e alla tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro. La presidente Proietti, a nome di tutta la giunta della Regione Umbria, ha annunciato un piano ad hoc per potenziare l’attività di controllo nelle fabbriche, la formazione obbligatoria dei lavoratori e il rispetto dei protocolli di sicurezza. La sosteniamo e continuiamo a batterci in Parlamento affinché si apra una riflessione più profonda: abbiamo bisogno di relazioni industriali che diano maggiore potere ai lavoratori nella definizione dei protocolli per la sicurezza, di nuove norme sulla responsabilità delle aziende e delle ditte appaltatrici che le obblighino a fare investimenti sulla sicurezza, e del potenziamento degli strumenti di controllo e prevenzione». Alla deputata si unisce anche Avs Terni, che in una nota scrive: «Dopo lunghi giorni di apprensione per il giovane Sanderson Mendoza, operaio ternano di 26 anni, è arrivata la notizia peggiore di tutte. Una tragedia su cui andrà fatta chiarezza e giustizia ma che, come forze politiche, non può non mobilitarci ed imporci un posizionamento che va al di là delle singole responsabilità, che chiami in causa il nostro essere comunità che costruisce futuro e non morte».
Pd L’eurodeputata Dem, Camilla Laureti: «Il primo pensiero va alla famiglia di Sanderson Mendoza. Ci affidiamo alla magistratura perché sia fatta piena luce su questo drammatico infortunio. A noi spetta il dovere di interrogarci e dare risposte su come sia possibile, in Italia, continuare a morire di lavoro. Gli ultimi dati Inail fotografano una realtà preoccupante: i morti di lavoro sono stati 1077 nel 2024, in aumento rispetto all’anno precedente. Si tratta di una ferita democratica inaccettabile per la nostra Repubblica fondata sul lavoro. Abbiamo un sistema normativo adeguato ma le norme vanno applicate». «Bene ha fatto la Regione Umbria ad impegnarsi nella presentazione di un piano ad hoc – conclude Laureti – potenziando i controlli nelle fabbriche, rafforzando la formazione obbligatoria e il rispetto dei protocolli di sicurezza». Sulla tragica vicenda intervengono anche i parlamentari dem Anna Ascani e Walter Verini: «La morte di Sanderson Sandro Mendoza a causa dell’incidente sul lavoro alle Acciaierie di Terni ha gettato nell’angoscia e nel dolore i suoi familiari, i suoi colleghi lavoratori, la comunità. Non è giusto morire a 26 anni. Non è giusto che il nostro paese viva ogni giorno una interminabile sequela di infortuni e morti nei luoghi di lavoro, perché non viene garantita la sicurezza. Non basta esprimere cordoglio: la sicurezza è un grande tema e ognuno deve fare la sua parte con leggi e controlli adeguati, misure di prevenzione, formazione, trasparenza negli appalti. Il Governo non deve girarsi da un’altra parte, come sta facendo. Insieme ai sindacati, che si battono per condizioni di lavoro sicure, anche le associazioni imprenditoriali debbono fare la propria parte. E così le Regioni. Anche questo è un modo perché il sacrificio e la morte di Sandro Mendoza non siano dimenticati».
Conf Selp Si stringe alla famiglia del giovane operaio anche la Confederazione sindacale europea lavoratori e pensionati, che ribadisce con forza: «Troppi morti sul lavoro in Umbria. È il momento di intervenire con decisione per fare chiarezza e tutelare i lavoratori. Secondo noi è indispensabile affrontare il tema della sicurezza sul lavoro come primo
punto anche prima di qualsiasi accordo di programma. Non ci sono parole per descrivere il dolore di fronte a tragedie simili».
Fratelli d’Italia «È inaccettabile dover continuare a commentare morti sul lavoro che non possono e non devono essere considerate fatalità – dichiarano in una nota congiunta i rappresentanti politici e istituzionali di Fratelli d’Italia -. Questa ennesima tragedia evidenzia, ancora una volta, quanto sia necessario un impegno concreto per rafforzare i controlli e garantire condizioni di sicurezza adeguate nei luoghi di lavoro. Oggi è il momento del cordoglio e della vicinanza alla famiglia della vittima. Al tempo stesso, è però necessario fare piena luce sulle cause dell’incidente e accertare ogni eventuale responsabilità affinché tragedie simili non si ripetano».
