Alberto Liguori chiamato a guidare la procura di Civitavecchia lascia Terni tra le scuse. Venerdì mattina il magistrato ha salutato la stampa locale. Tra i temi toccati la morte di Flavio e Gianluca, «il mio più grande fallimento» ha confidato Liguori e anche il caso di Barbara Corvi: «A lei – dice il magistrato – il mio pensiero commosso». Alla guida della Procura di Terni è in arrivo il magistrato ternano Andrea Claudiani come facente funzioni di procuratore capo. A giorni si insedierà ai vertici di palazzo Gazzoli in attesa che il Csm metta a bando il posto per selezionare chi guiderà la Procura di Terni: «Farà benissimo in questo ufficio – dice Liguori -. Lascio 1.042 fascicoli; al mio arrivo erano quasi 5.500». 

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Alberto Liguori ai saluti L’ormai ex della Procura di Terni saluta la città tra le scuse: «Mi ero ripromesso di sensibilizzare il territorio sul tema della droga, venni preso per folle quando dissi, e ricordo l’operazione dove arrestammo 40 persone che offrivano droga ai ragazzi delle medie, che Terni era inondata di stupefacenti- ha confidato Liguori alla stampa -. A Flavio e Gianluca chiedo scusa – ha aggiunto -, ho provato a mettere un focus sul mondo dei Serd, mi aspettavo una reazione delle istituzioni. Condannato a 7 anni e 2 mesi ‘l’assassino’ dei due ragazzi. La Procura non poteva tecnicamente impugnarla. Ma è ingiusto; sverna tre anni ai domiciliari in comunità, poi va di nuovo al Serd e accede facile al metadone. Un triste ‘gioco dell’oca’ che merita attenzione da parte del legislatore». Dell’inchiesta Spada: «Rimane un metodo di lavoro, inchiesta nata prima del mio insediamento, mi assumo la responsabilità postuma, l’ho trovata in piedi». 

 

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