Il rettore Franco Moriconi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Dalle urne esce un vincitore, Franco Moriconi, e un’Università divisa in due. Il «sogno» di Maurizio Oliviero, termine molto utilizzato durante la sua campagna elettorale, finisce quando giovedì sera nell’aula magna cominciano a uscire le schede messe nelle urne da professori e studenti. Il numero uno dell’Adisu è il preferito del personale amministrativo: 562 voti contro i 434 di Moriconi. Poi lo spoglio entra nella fase decisiva e arriva il ribaltone: Moriconi raccoglie 641 preferenze e Oliviero 509. Il calcolo ponderato (il voto di un ‘tecnico’ vale 0,1 e quello di un prof o di uno studente uno) dice 682 contro 562, mentre le somme in termini assoluti dipingono un quasi pareggio: 1.075 contro 1.071. Insomma, battuto sì ma non schiacchiato dal ‘quattro contro uno’. Un risultato di cui Moriconi dovrà tener conto. Così come dovrà tener conto di quanto successo nei giorni scorsi, segnati dallo schieramento al suo fianco di tutti e tre gli altri candidati nel nome della «autonomia dalla politica». E in mente tornano le parole di Fausto Elisei, uscito fuori al secondo turno: «Meglio terzi che secondi. Il secondo perde tutto».

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Ateneo diviso Forse non sarà così, perché il consenso raccolto da Oliviero è assai ampio e quindi Moriconi sarà chiamato a tenere conto di tante istanze ed esigenze, anche nel riempire le caselle, da quella del prorettore in giù, e nel migliorare l’amministrazione. Tornando ai numeri, tra prof e studenti Oliviero raccoglie 114 voti in più rispetto al secondo turno e Moriconi 247, il che sta a significare che la maggior parte di quelli lasciati sul campo in primis da Elisei (appoggiato da Comunione e liberazione) e in parte minore da Bidini e Volpi, sono andati al preside di Veterinaria. Non così tra gli amministrativi, dove Cgil e Uil hanno sostenuto Oliviero mentre la Cisl ha preferito Moriconi: quest’ultimo conquista infatti 30 voti in più mentre Oliviero 90.

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Ermellino e caschetto Abbracciato da amici e colleghi e commosso, nell’aula magna che gli ha tributato due applausi (il primo arrivato al 622esimo voto, ovvero ottenuta la maggioranza, e il secondo a scrutinio finito), Moriconi oltre all’ermellino indossa subito il caschetto da pompiere e smorza le polemiche arroventate delle ultime settimane. È noto infatti che molto è ruotato intorno al concetto di «autonomia dalla politica», con quel sottolineare continuamente la presenza del sindaco di Perugia e della presidente della Regione alla presentazione della candidatura di Oliviero: «Sarò – ha assicurato Moriconi – il rettore di tutti. Ho parlato di collegialità e ci credo: un termine che non vuol dire debolezza bensì collaborazione con tutti e volontà ferrea di coinvolgere il numero massimo di colleghi per lavorare insieme. Ora auspico massima correttezza tra i colleghi, visto che la campagna ha portato qualche piccola ‘puntura’.».

Programma Ora quindi l’obiettivo, finiti i festeggiamenti, è realizzare il programma: «Sono molto felice – ha detto -, indubbiamente è un momento molto particolare della mia vita. Prima metto sempre l’aspetto umano e poi il resto: sono estremamente felice di essere contornato da tanti colleghi che credono in quello che ho messo nel mio programma. Lì dentro ci sono cose che realizzerò una ad una, non sono parole al vento. Ci vorrebbe un’enciclopedia per dire grazie a a tutti quelli che mi hanno aiutato. È stata una lunghissima corsa, siamo qui dopo una stressante campagna elettorale in particolar modo negli ultimi giorni». Il primo a congratularsi con lui è il presidente della Provincia di Perugia Guasticchi: «Sotto la sua guida – scrive – sono certo che il nostro Ateneo saprà accrescere la propria forza propulsiva a favore del sapere, creando un clima di fermento intellettuale che sia di stimolo alla formazione della nuova classe dirigente chiamata ad affrontare molteplici sfide in campo scientifico, tecnico, giuridico e umanistico».

Auguri, e una sottolineatura «L’esperienza del nuovo Magnifico – aggiunge -, sono certo che sarà la base per grandi successi e la crescita complessiva della nostra Università e dell’intero contesto regionale». Complimenti «a nome dei perugini» arrivano anche dal sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, che tiene a spiegare che vorrà collaborare con Moriconi «ferma restante l’autonomia – scrive -, frequentemente richiamata in questi ultimi tempi e che l’amministrazione ha sempre, nei fatti e non a parole, praticato». «L’Ateneo – aggiunge – è una ricchezza di Perugia per la sua storia secolare, ed è una risorsa per le eccellenze professionali e intellettuali e la ricaduta sull’economia. L’elezione del rettore chiude una fase lunga di passaggio e ne apre un’altra, che dovrà essere improntata alla concretezza e alla soluzione delle questioni ancora aperte».

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